martedì 15 dicembre 2015

Monete italiane medievali: Lettera C

Monete italiane medievali

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Dalla seconda metà dell'VIII secolo con la riforma monetaria di Carlo Magno riprende la monetazione in Europa occidentale. Anche se la diffusione è inizialmente limitata, gradualmente con il seppur limitato aumento degli scambi l'uso della moneta si affianca al baratto che, dopo il crollo dell'Impero romano, era tornato ad essere il principale mezzo di scambio. Gradualmente le monete si diffondono e si parla in questo contesto di monetazione medievale.
La data del passaggio dalla monetazione medievale a quella moderna non è condivisa da tutti gli studiosi. In genere è fissata tra l'inizio del XV secolo e la metà del XVI.
Qui sono elencate e brevemente illustrate le monete italiane medievali.
Per le monete del periodo successivo vedi Monete italiane moderne

Indice
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Carlino o Saluto d'oro di Carlo I d'Angiò

Cavallo di Ferdinando I di Napoli(1458-1494). Zecca di l'Aquila

Coronato di Ferdinando I di Napoli

Coronato di Ferdinando I di Napoli

Cornuto di Michele Antonio di Saluzzo(1504-1538). Zecca di Carmagnola
  • Cagliarese: moneta, dapprima in biglione, poi in rame battuta a Cagliari. I primi furono emessi daFerdinando II di Aragona con il valore di due denari. Nel XVI secolo, con Carlo II divenne di rame. Dopo il passaggio della corona di Sardegna ai Savoia la moneta fu battuta fino al 1813.
  • Carantano: nome dato al grosso tirolino i quando il conte Mainardo II di Tirolo-Gorizia, nel 1286 diventòDuca di Carinzia. Con lo stesso nome veniva chiamata fino al 1858 nel Regno Lombardo-Veneto la moneta da 4 pfennig, pari a 1/60 di fiorino.
  • Carlino: nome di monete d'oro e d'argento emesse per la prima volta a Napoli dalla fine del XIII da Carlo I d'Angiò. Quella d'argento fu battuta fino al 1860. Le prime monete presentavano al rovescio la scena dell'Annunciazione e per questo motivo furono anche chiamate Saluto.
    • Il nome fu preso più tardi anche da altre monete
  • Carrarese: nome di un pezzo d'argento da 4 soldi dilira padovana emesso dal signore di Padova,Francesco I da Carrara (1355-1388).
  • Carrarino: moneta di biglione da due soldi fatta coniare a Padova da Iacopo II dalla famiglia deiCarraresi. Sostituiva l'aquilino imperiale che aveva lo stesso valore. Presentava a dritto la croceaccantonata dalle lettere I ed A per il nome e due carri per indicare il nome della famiglia. Al rovescio c'era l'immagine di San Prosdocimo. La stessa moneta, con tipi leggermente diversi fu emessa daFrancesco I e da Francesco II.
  • Castruccino: mezzo-grosso imperiale emesso nel1325 dal signore di LuccaCastruccio Castracani, in seguito alla vittoria su Firenze dell'Altopascio. Al dritto il busto dell'imperatore Ottone e la scritta OTTO REX ed al rovescio IMPERIALIS ed il nome della città LUCA. Fu battuto alla zecca di Signa.
  • Cavallo: nome di diverse monete di piccolo taglio emesse da Ferdinando I per Napoli e per la Sicilia. Fu battuta nella zecca di Napoli ma anche in quelle di Aquila, Amatrice, Capua, Sulmona. In seguito furono battiti solo i multipli. La moneta da tre cavalli fu emessa per l'ultima volta nel 1804.
  • Cavalotto: nome generico di monete di argento o mistura emesse nell'Italia settentrionale tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo. In comune il tipo del cavallo, sia da solo che cavalcato o da un santo (san Martino, san Maurizio) oppure dal principe.
  • Cella (da aucella = uccello): pezzo d'argento emesso da Giovanna II d'Angiò (1414-1435) regina di Napoli nella zecca de L'Aquila. Valeva un quarto di carlino d'argento (quartarola) o 30 denari (trentina). Su un lato San Pietro seduto e sull'altro l'aquila. Fu emessa fino al 1458.
  • Cinquina: piccola moneta d'argento emesso per la prima volta da Ferdinando I di Napoli dal valore di 5 tornesi o 1/4 di carlino. Con lo stesso nome fu emessa anche in Sicilia una moneta da 5 grana, che in questo caso valeva però 1/4 di tarì. Fu ancora battuto sotto Carlo III d'Asburgonel 1722 e per l'ultima volta sotto Carlo di Borbone nel 1737. Altre monete con lo stesso nome furono battuta anche a Malta.
  • Colombina: soprannome del grosso milanese da 5 soldi di Galeazzo Maria Sforza (1466 - 1476). Aveva una colomba e la scritta A BON DROIT. Ebbero lo stesso nome anche il grosso da 3 soldi di Luigi XIII di Francia e duca di Milano, nonostante l'assenza della colomba, e quello diMassimiliano Sforza che invece la presentava di nuovo.
  • Cornabò (in piemontese corna di bue; detto anche Cornuto): nome popolare del mezzo-testone d'argento emesso in Piemonte tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI con il ritratto diCostantino I a cavallo. Fu coniato a Torino e Vercelli (dai Savoia), e a Casale dai marchesi di Monferrato, a Carmagnola dai marchesi di Saluzzo, a Masserano e Crevacuore dai Fieschi, aMontanaro dai Ferrero, ecc. Al rovescio recava uno scudo sormontato da un elmo con il cimieroa forma di aquila con le ali aperte. Le ali dell'aquila erano popolarmente dette corna, da cui il soprannome.
  • Corona: in Italia era il nome di diverse monete tra cui i soldi d'argento battuti a Cuneo perRoberto d'Angiò, i mezzi carlini di Ferdinando I di Napoli che presentavano la lettera Fsormontata da una corona e gli scudi d'oro di Carlo VIII di Francia per l'Italia meridionale.
    Il nome contraddistingue anche altre monete moderne e contemporanee.
  • Coronatocarlino emesso nel 1458 da Ferdinando I di Napoli per commemorare la propria incoronazione avvenuta a Barletta.
    Al diritto presenta il re seduto al centro. Ai lati un cardinale che gli impone la corona e dall'altro un vescovo che collabora. Intorno la scritta + CORONATVS QVIA LEGITIME CERTAVIT.
    Al rovescio la croce di Gerusalemme ed intorno + FERDINANDVS D:G:R:SICI:IER:VNG
    Ferdinando emise anche altri due coronati con tipi diversi: uno con il busto del re e la stessa scritta, rappresentato nella foto, e l'altro con lo stesso dritto ed al rovescio San Michele Arcangelo che uccide il drago.
    Esistono altre monete con lo stesso nome.

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