venerdì 23 giugno 2017

responsabilità IL BORGHESE Garanzie e responsabilità

    Garanzie e responsabilità

Garanzie e responsabilità

Piazza San Carlo dopo gli incidenti del 3 giugno
A mio modo di vedere fanno bene dal Comune a professare prudenza sulla questione risarcimenti per la sera del 3 giugno. Perché prima bisogna realmente accertare di chi è la vera responsabilità. E’ ovvio che quanto accaduto non è paragonabile neppure lontanamente agli scenari che si prospettano per un certo genere di eventi. Anzi, una compagnia di assicurazioni potrebbe considerare le vittime della calca in piazza San Carlo come conseguenza di “tumulti di piazza”, una voce che spesso non è inclusa nei contratti standard (ma presumo che chi di dovere abbia già verificato). Ma se la grande responsabilità, alla fine, fosse della Prefettura o della Questura?
Certo, in questo caso ci sarebbe da aspettarsi il trasferimento di chi di dovere, ma non sarebbe questo il punto: il questore ha apposto la sua firma su un piano redatto fisicamente da un suo collaboratore e basato su una prassi consolidata, in cui si aggiunge qualche riga del tipo “occhio ai casi come Bataclan, Nizza e Manchester”. Tanto varrebbe inserirci anche la possibile fusione dell’atomo (altra circostanza che le assicurazioni non risarciscono, peraltro), se poi non si prevede qualcosa ad hoc.
Nel caso si andasse ad accertare la negligenza o l’errore di questo funzionario o di altri del medesimo livello, a quale assicurazione toccherebbe girare le richieste di risarcimento? La situazione cambierebbe di parecchio. In ogni caso, tra dubbi e scenari vari, notiamo solo una cosa: sono passate tre settimane e ancora ne stiamo discutendo, aggiungendo preoccupazioni e tensioni che paiono discendere direttamente dalla superficialità di quella sera. Riguardo la quale, pare assurdo, ancora non sappiamo cosa sia successo. Questo deve spaventarci.
Twitter @AMonticone

Incidente tra moto e due autocarri:



    LA TRAGEDIA. Incidente tra moto e due autocarri: centauro perde la vita...


E' successo in provincia di Novara

LA TRAGEDIA. Incidente tra moto e due autocarri: centauro perde la vita sulla “Ticinese”

La strada statale 32 chiusa in entrambe le direzioni. Le forze dell'ordine indagano per ricostruire l'esatta dinamica del sinistro
Un motociclista ha perso la vita dopo essere stato coinvolto in un incidente stradale con due autocarri a Borgo Ticino, in provincia di Novara. Come comunicato dall’Anas, la tragedia si è consumata sulla strada statale 32 “Ticinese”, attualmente chiusa in entrambe le direzioni. Il traffico è deviato sulla viabilità comunale.
Sul posto sono giunte le forze dell’ordine, oltre al personale dell’Anas: si cerca di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Pelle “fatta in casa” per ricostruire seno dopo tumore



Davvero incredibile quanto accaduto a Torino

PER LA PRIMA VOLTA. Pelle “fatta in casa” per ricostruire seno dopo tumore

L'intervento è avvenuto a Città della Salute e realizzato dal dottor Pietro Maria Ferrando
Per la prima volta in Italia è stata creata una rivoluzionaria matrice dermica umana, utilizzata su una donna per la ricostruzione del seno dopo un tumore. Una matrice derivata da pelle da donatore “fatta in casa” presso la Città della Salute di Torino, all’avanguardia nella bioingegneria, dopo anni di ricerca e di sperimentazione. Grazie a questa scoperta, ora si aprono nuovi orizzonti clinici nella medicina e chirurgia.
In Italia ad una donna su 10 circa viene diagnosticato un tumore alla mammella nel corso della vita e, sebbene la mortalità sia in diminuzione, esso rappresenta ancora la prima causa di morte oncologica femminile. L’evoluzione delle tecniche chirurgiche, insieme alla chemioterapia ed alla radioterapia, ha permesso che un quarto delle pazienti sottoposte ad asportazione totale della mammella possano ricostruirla.
Attualmente la tecnica ricostruttiva più utilizzata a livello mondiale prevede l’utilizzo di protesi mammarie.
Ora, grazie a questo rivoluzionario protocollo di studio tutto italiano, è possibile utilizzare matrici dermiche umane acellulari (pezzi di derma privati della componente cellulare e di altri elementi in grado di provocare una reazione di rigetto), che permettono di completare il percorso ricostruttivo protesico più velocemente, con una minore traumaticità e con un miglior risultato estetico finale.
“Rientrato dalla mia esperienza negli USA, il mio obiettivo primario è stato applicare le matrici dermiche umane nel contesto della ricostruzione mammaria post-oncologica, ma esse non esistevano in Italia” racconta il dottor Pietro Maria Ferrando della Chirurgia Plastica e Ricostruttiva della Città della Salute di Torino (diretta dal dottor Fabrizio Malan). “Con queste premesse, insieme al professor Paolo Bogetti della Clinica Universitaria (diretta dal professor Stefano Bruschi), il dottor Maurizio Stella e la dottoressa Carlotta Castagnoli della Banca della Cute della Città della Salute abbiamo elaborato un protocollo di studio innovativo che ha portato allo sviluppo di una matrice dermica umana da donatore caratterizzata, rispetto alla cute utilizzata per i pazienti grandi ustionati, dalla capacità di essere ripopolata dalle cellule del paziente in cui viene impiantata e quindi di riprodursi e rigenerare un tessuto vitale dove prima non esisteva”.
Dopo il completamento dello scrupoloso iter sperimentale e l’approvazione da parte del Comitato Etico Aziendale, la matrice dermica umana prodotta presso la Città della Salute di Torino è stata utilizzata per la prima volta per la ricostruzione protesica su una paziente sottoposta a mastectomia per un tumore mammario pochi giorni fa. L’intervento ha avuto successo ed il decorso post-operatorio è stato ottimale.
Si tratta della prima applicazione clinica su persona di questo prodotto, all’avanguardia nel panorama della bio-ingegneria.
“Nell’ideare queste nuove matrici dermiche umane”, continua il dottor Ferrando “abbiamo cercato di migliorare le performance biomeccaniche e di integrazione tissutale così da eliminare alcune delle complicanze che possono derivare dall’utilizzo delle matrici dermiche di origine animale”. “Inoltre l’origine da donatore permette di crearle “su misura”, ovvero di forma e dimensione specifiche per le singole pazienti, oltre ad un consistente risparmio sui costi d’intervento”.
La validazione di questo nuovo prodotto permetterà il suo impiego anche in altri ambiti clinici, come la ricostruzione della parete addominale dopo laparocele, nella cura delle ulcere cutanee, nella chirurgia ortopedica ed urologica, espandendone le potenzialità ed i benefici per i pazienti.

mercoledì 21 giugno 2017

UN POLLOCK, DAL GARAGE ALL’ASTA



   
   
 
pubblicato 

Immaginate di essere un rappresentante di una casa d’aste, nel caso specifico della J. Levine Auction & Appraisal di Scottsdale, in Arizona, e di essere chiamati da un pensionato per un sopralluogo nel suo garage e una valutazione di un manifesto del 1992 firmato dai Los Angeles Lakers. Immaginate la sorpresa di trovare nello stesso garage un dipinto a tempera che vi ricorda tanto il grande pittore espressionista astratto Jackson Pollock, per scoprire poi che il vostro istinto ci ha visto giusto. Ma come può essere finito in Arizona?  Il proprietario della casa ha raccontato di aver ereditato una collezione di dipinti dalla sua sorellastra, Jennifer Gordon Cosgriff, che ha vissuto a New York e era amica del critico d'arte Clement Greenberg e dell’artista Hazel Guggenheim McKinley, sorella di Peggy Guggenheim. Dopo le dovute analisi Josh Levine, CEO della società ha incaricato un esperto in materia Peter Paul Biro, che ha dichiarato di non aver trovato nessun materiale che potrebbe contraddirne la datazione - tra il 45 e il 49 - , ma la cautela in questi campi è d’obbligo. La casa d’aste grida al miracolo e Richard Polsky esperto in autentiche, ha scritto ad artnet, confermando che quando si tratta di Pollock tutto è possibile. 
L’asta si terrà il 20 giugno, e gli esperti si aspettano che l’opera raggiunga i 15 milioni, partendo da una base di 5. Un gran colpo o un grande rischio?
 

Perchè dovrei chiedere un preventivo per acquistare una poltrona ?

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Giovanni Nuti torna poeta.......

Giovanni Nuti torna poeta e pubblica “La Dea dei serpenti”, poema dedicato alla femminilità

“Nasco come pittore, poi per mio fratello Francesco ho sempre fatto il musicista”. Spesso si descrive così Giovanni Nuti, autore di tutte le colonne sonore dei film del Cecco di Narnali. Ma Giovanni, che nella vita di tutti i giorni è medico di famiglia, è anche un poeta.
È uscito in questi giorni il suo nuovo libro, intitolato “La Dea dei serpenti”, edito da Ibiskos Editrice Risolo. Non si tratta di una semplice raccolta di componenti poetici, ma di un poema, “un viaggio che attraversa l’Europa partendo dal mito della dea minoica Potnia Theron”, spiega Nuti. Il libro intende così esplorare la femminilità, “protettrice della vita e dello spirito dell’umanità”, narrando figure come Calipso nell’Odissea, la dea Dike nel De Natura di Parmenide, la sacerdotessa Diotima di Mantinea, maestra di Socrate nel Simposio, per arrivare alle soglie del Cristianesimo, con la Vergine Maria.
Grande conoscitore della civiltà minoica, Nuti descrive la cultura europea e la sua evoluzione partendo dall’archetipo femminile, cantandone i tratti comuni e distintivi nel poema.
“La Dea dei serpenti” è il quarto libro di poesie scritto dall’autore, il primo, Calipso, uscì nel 2007 e l’anno successivo pubblicò Lumen; nel 2011 esce Citèra, con prefazione di Sandro Veronesi. Tutte opere pluripremiate in vari concorsi letterari nazionali e internazionali.
Questa domenica, 29 aprile, alle 18,30 allo Spazio Aut in via Filippino 16-24, Nuti presenta il suo libro al pubblico. Saranno presenti il critico letterario Filippo Romei e l’attore Alessio Sardelli, che che leggerà alcuni brani tratti dal testo.

Leopoldo Terreni vi invita a vedere la "Luna nel pozzo" a Terricciola