giovedì 19 luglio 2018

C'è l'estste e va benissimo Fabrizio Brancoli e Luigi Vicinanza con il viaggio de@iltrreno


Luigi Vicinanza omaggia i borghi della Toscana con il suo "Il TIRRENO"


CONGRESSO DEI TESTIMONI DI GEOVA - Via A. G. EIFFEL - Ingresso EST Pad 1,2









24.01.2018 Bando per l’imbottigliamento dell’Acqua della Madonna e Acetosella, il Comune non ha più rivali


Castellammare. Bando per l’imbottigliamento dell’Acqua della Madonna e Acetosella, il Comune non ha più rivali

Castellammare di Stabia. Bando per l’imbottigliamento dell’Acqua della Madonna e Acetosella, il Comune non ha più rivali per ottenere le due fonti in concessione. L’avviso pubblico bandito a settembre 2017 dalla Regione prevede l’aggiudicazione per 15 anni di sette sorgenti: Acqua della Madonna, Don Carlo, Ofelia, Lete, Acidule Plinio, Ferrarelle II e Futurella. Per la […]

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Castellammare di Stabia. Bando per l’imbottigliamento dell’Acqua della Madonna e Acetosella, il Comune non ha più rivali per ottenere le due fonti in concessione. L’avviso pubblico bandito a settembre 2017 dalla Regione prevede l’aggiudicazione per 15 anni di sette sorgenti: Acqua della Madonna, Don Carlo, Ofelia, Lete, Acidule Plinio, Ferrarelle II e Futurella.
Per la fonte nel centro antico stabiese e all’interno dell’omonimo quartiere dell’Acqua della Madonna, erano stati due i soggetti ad aver presentato un’offerta. Oltre al Comune di Castellammare si era fatta avanti l’associazione temporanea di impresa (Ati) Accadue O/A.M Costruzioni. Alla verifica dei documenti nella seduta dell’11 dicembre scorso, l’Ati non aveva presentato le opportune garanzie bancarie e per questo motivo la commissione presieduta dall’avvocato Lidia Buondonno aveva deciso di sospendere le operazioni di gara in attesa dell’integrazione dell’Ati. Atti che non sono mai arrivati e che hanno decretato l’esclusione degli imprenditori stabiesi dalla gara regionale. Terminata la fase istruttoria, nei prossimi giorni saranno aperte le buste contenente l’offerta economica e – salvo colpi di scena – le sorgenti torneranno in gestione alla città di Castellammare. La base d’asta per l’Acqua della Madonna è la più bassa tra le setti sorgenti messe a bando dalla Regione: appena 540 euro annui per un importo complessivo nei 15 anni di concessione di 8.100 euro. Per l’assegnazione invece della sorgente Fonti Acidule Plinio, meglio conosciuta come Acetosella, il Comune è stato l’unico a chiederne la concessione. La base d’asta in questo caso è di 8.726 euro all’anno per un totale nei 15 anni di 130.890 euro. «Siamo soddisfatti dell’andamento della gara – commenta Roberto Elefante, consigliere di maggioranza – in attesa che arrivi l’ufficialità per l’assegnazione ci stiamo già preparando al bando unico per la sub concessione delle due sorgenti». 
Ora che il Comune è «solo» quali sono i piani dell’amministrazione? Al bando regionale avrebbero potuto aderire molti più imprenditori, visti anche i costi minimi per le concessioni stabiesi. Così non è stato e non è detto che l’interesse possa aumentare in una seconda fase. «Le fonti nascono nella struttura di proprietà del Comune in via Brin – continua Elefante – per la logistica invece pensiamo di portare imbottigliamento e imballaggio nella parte alta della città in spazi delle Nuove Terme, più vicine all’autostrada e fuori dal traffico cittadino». L’idea, per ora solo quella, è di creare un «modello Fiuggi» dove termalismo e acqua si fondono. Fino ad oggi le esperienze di privati per le acque minerali stabiane non hanno avuto esiti felici. Per prima fu la Iamm, fallita nel 2002, a gestire in sub concessione dal comune l’imbottigliamento dell’Acqua della Madonna. Fu poi lo stesso Ente a chiedere i danni alla società per i canoni non pagati. L’Acetosella invece, venduta tra le Eccellenze Campane in eleganti bottiglie di vetro con la denominazione Luxury Italian Water, era gestita dalla Stabia Mare srl fallita nel maggio nel 2017. (Fiorangela d’Amora – Il Mattino)

Commento: Le acque di Castellammare non sono combustibili, ma si incendiano. (vedi "Acqua della Madonna)

L'acqua dei naviganti.




mercoledì 18 luglio 2018

"Humanae vitae". Così è nata e guai a Chi la tocca

"Humanae vitae". Così è nata e guai a Chi la tocca

HV
Il lavorio che è in corso per demolire "Humanae vitae" – l'enciclica di Paolo VI del 1968 che ha detto no ai contraccettivi artificiali – ha trovato in questi giorni un inatteso inciampo in un libro che ricostruisce la genesi di quel testo, grazie all'accesso, per la prima volta, ai documenti segreti che la riguardano, autorizzato da papa Francesco in persona:
L'inciampo è tanto più serio in quanto i fautori di un "cambio di paradigma", cioè di una liberalizzazione dei contraccettivi – dal cardinale Walter Kasper al teologo Maurizio Chiodi, autore dell'ormai celebre conferenza nella Pontificia Università Gregoriana che ha dato il "la" alla campagna, con l'apparente approvazione di papa Francesco –, si aspettavano proprio da questo libro non un ostacolo ma un ulteriore sostegno alle loro tesi.
L'autore del libro, infatti, è stato coordinatore di un gruppo di studio costituito più di un anno fa in Vaticano proprio nel clima di una revisione di "Humanae vitae". Oltre a Marengo, lo componevano il teologo Pierangelo Sequeri, nominato dal papa preside del pontificio istituto Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia, Angelo Maffeis dell'Istituto Paolo VI di Brescia e lo storico Philippe Chenaux della Pontificia Università Lateranense.
Dai fautori del "superamento" dell'insegnamento di "Humanae vitae" l'istituzione del gruppo di studio era stata salutata con molto favore, visto che era stata promossa proprio da uno di loro, monsignor Vincenzo Paglia, molto vicino a papa Francesco, presidente della pontificia accademia per la vita e gran cancelliere dell'istituto Giovanni Paolo II. L'8 marzo scorso il quotidiano della conferenza episcopale italiana "Avvenire" – anch'esso schierato in pieno con i novatori – era arrivato a pronosticare "esiti sorprendenti dagli studi autorizzati dalla pontifica accademia per la vita", riguardanti la genesi e quindi anche l'interpretazione in termini più liberali di "Humanae vitae".
Intanto, però, una prima delusione per i novatori è arrivata il 9 maggio dal più autorevole membro del gruppo di studio, Sequeri, che in una dotta conferenza sulla "Humanae vitae" nell'Università Cattolica di Milano è tornato a ribadire come "ingiustificabile la pratica che procura e impone un'artificiosa sterilizzazione dell'atto coniugale":
Ma ora, dopo l'uscita del libro di Marengo, dalla delusione si è passati alla costernazione. Perché il libro contraddice con la forza dei fatti proprio le tesi più care ai fautori del cambiamento.
Basta leggere, infatti, anche solo la sintesi che ha dato del libro Andrea Tornielli su Vatican Insider – fonte non sospetta data la sua prossimità a papa Francesco – per capire come sia sostanzialmente fallito il calcolo di esibire tra le segrete carte della preparazione dell'enciclica di Paolo VI qualche appiglio per ridimensionarne l'insegnamento.
Ad esempio, è vero che Paolo VI fece riscrivere dai futuri cardinali Jacques-Paul Martin e Paul Poupard, all'epoca funzionari della segreteria di Stato, la prima stesura dell'enciclica, redatta dall'allora teologo della casa pontificia e anche lui futuro cardinale Mario Luigi Ciappi. Ma in entrambe le stesure i contenuti dottrinali risultano gli stessi, sia pur diversamente formulati. E nemmeno la seconda stesura soddisfece Paolo VI, tant'è vero che la aggiustò di nuovo per rimuovere quelle che gli parevano delle ambiguità, con riscritture di propria mano o del proprio teologo di fiducia, il milanese Carlo Colombo.
Così pure, è smentito dai fatti che Paolo VI abbia trascurato, nel preparare l'enciclica, le esigenze della sinodalità e della collegialità, oggi tanto decantate – paradossalmente – proprio durante uno dei pontificati più monocratici della storia.
Nel 1967, nell'anno precedente la sua pubblicazione, Paolo VI chiese ai circa duecento padri sinodali convenuti a Roma per la prima assemblea ordinaria del sinodo dei vescovi di fargli avere in via riservata una loro opinione. Gli risposero in 26, i cui pareri sono riportati nel libro, e tra quelli che si espressero per il no ai contraccettivi artificiali ci furono un futuro papa e santo, Karol Wojtyla, e l'allora popolarissimo vescovo americano Fulton Sheen, grande tempra di predicatore, anche lui in cammino verso gli altari. Wojtyla, all'epoca arcivescovo di Cracovia, in quei suoi appunti trasmessi a Paolo VI anticipò gli approfondimenti dell'insegnamento di "Humanae vitae" a cui avrebbe poi dato corso da papa.
Tra i favorevoli ad ammettere i contraccettivi c'erano alcuni cardinali e vescovi di primo piano nel campo progressista, da Suenens a Döpfner a Léger. E anche nella corposa commissione di studio costituita da Giovanni XXIII e poi potenziata dal successore i favorevoli erano più dei contrari. Ma dal libro di Marengo risulta confermato che Paolo VI "vagliò attentissimamente" anche le loro posizioni e le respinse – come scrisse poi nel prologo dell'enciclica – solo perché aveva ravvisato in esse "alcuni criteri di soluzioni che si distaccavano dalla dottrina morale sul matrimonio proposta con costante fermezza dal magistero della chiesa".
In altre parole, si ricava dal libro che Paolo VI, lungi dall'essere esitante e dubbioso fino all'ultimo, esercitò "in virtù del mandato di Cristo a noi affidato" proprio quel "discernimento" che oggi è tanto esaltato e che, in quello stesso anno 1968, lo portò a riconfermare solennemente le verità fondamentali della fede cattolica contro i dubbi diffusi, con la proclamazione pubblica di quello che definì il "Credo del Popolo di Dio".
Come si sa, "Humanae vitae" fu sottoposta subito a una massiccia ondata di contestazioni, anche da parte di settori importanti della gerarchia. Ma Paolo VI non arretrò mai di un passo. Anzi, la ritenne sempre uno dei punti più alti della sua missione di successore di Pietro. Nell'ultima sua omelia pubblica, nella festa dei santi Pietro e Paolo del 1978, nel tirare le somme del suo pontificato indicò i suoi atti più significativi proprio in "Humanae vitae" e nel "Credo del Popolo di Dio".
Ai fautori di una revisione di Humanae vitae" non resta quindi che insistere – come stanno facendo – col dire che il suo insegnamento non è "né infallibile né irreformabile", come effettivamente fu dichiarato, all'epoca della sua pubblicazione, da un teologo di primo piano della Pontificia Università Laterananse, Ferdinando Lambruschini, che secondo le narrazioni correnti si sarebbe espresso in tal senso su diretta richiesta del papa.
Sta di fatto però che, subito dopo quelle dichiarazioni, Lambruschini fu rimosso dall'insegnamento, nominato arcivescovo di Perugia e sostituito, alla Lateranense, da un teologo moralista di estremo rigore, Ermenegildo Lio.
Per non dire che, posta così, la questione sembra piuttosto impropria, non contenendo "Humanae vitae" alcuna proclamazione di un dogma di fede, e quindi non configurando essa un "magistero definitorio" ma piuttosto un "magistero definitivo", cioè la riaffermazione di un insegnamento costante nella storia della Chiesa, come ribadito solennemente dal successore di Paolo VI, Giovanni Paolo II, in un memorabile discorso nel ventennale dell'enciclica:

'Nessuna ingerenza russa nel voto Usa'. Trump: 'Russiagate una farsa' Due bugie in una




Il summit di Helsinki, Putin: 'Nessuna ingerenza russa nel voto Usa'. Trump: 'Russiagate una farsa'

'Avremo un buon rapporto in futuro: il mondo ci guarda'. 'Ora parliamoci sul serio'.

pavidas
Faccia a faccia di oltre due ore a Helsinki fra Trump e Putin, con i due leader impegnati a smontare le teorie sull'intereferenza nel voto Usa. "Ripeto ciò che ho già detto in molte occasioni: la Russia non ha mai interferito né mai interferirà negli affari interni americani", incluse le elezioni, ha affermato il capo del Cremlino, in conferenza stampa con il presidente Usa, aggiungendo che "qualsiasi materiale dovesse venire alla luce, lo potremmo analizzare insieme, attraverso i gruppi sulla sicurezza informatica". 
"Dobbiamo ricostruire le fondamenta dei rapporti tra i nostri paesi e trovare il modo di metterli sui binari della crescita - ha aggiunto Putin -. Comunque siamo molto contenti di questo incontro, di solito i nostri colloqui in contesti internazionali erano stati molto più brevi. Ho la sensazione che io e Trump iniziamo a capirci molto meglio adesso".
Per la Russia - sostiene ancora Putin - la questione della Crimea è "chiusa" perché l'annessione è avvenuta in seguito ad "un referendum conforme alla legge": così il presidente Vladimir Putinnella conferenza stampa congiunta con Donald Trump. Quest'ultimo, ha aggiunto il capo del Cremlino, ha invece ribadito che per lui l'annessione è "illegale".
"L'inchiesta sul Russiagate - secondo Trump - è stata un disastro, ci ha tenuto separati, è una farsa. Ancora dobbiamo trovare le prove. E' stata una campagna elettorale onesta. Ho battuto correttamente Hillary. Il Russiagate ha messo in difficoltà le relazioni delle due più importanti potenze nucleari".
Trump, Melania e Putin 

Nel corso della conferenza stampa, Putin ha regalato a Trump il pallone dei Mondiali: "Gli do la palla in modo che sia nel suo campo...". 
Nel suo primo tweet dopo il summit con Vladimir Putin, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di avere fiducia nella intelligence americana ma che non bisogna focalizzarsi sul passato e che con la Russia bisogna andare d'accordo.

"Come ho detto oggi e molte volte prima, ho GRANDE fiducia nelle MIE persone dell'intelligence. Riconosco tuttavia che per costruire un futuro più luminoso non ci si può focalizzare esclusivamente sul passato - come le due maggiori potenze nucleari al mondo, dobbiamo andare d'accordo! #HELSINKI2018", ha scritto Trump.
Il vertice si era aperto con dichiarazioni distensive da parte di entrambi i leader: "Non siamo andati molto d'accordo negli ultimi anni, ma credo che avremo un buon rapporto in futuro: andare d'accordo con la Russia è una cosa positiva, non negativa",  ha detto Trump, aggiungendo: "Il mondo ci sta osservando". E rivolto a Putin: "E' bello essere qui con te". Quindi, la stretta di mano. 
75 anni di vertici tesi tra Washington e Mosca - LE FOTO
E Putin: "I nostri contatti continuano costantemente, abbiamo parlato al telefono, ci siamo visti a margine di diversi eventi internazionali. Ma certamente è arrivata l'ora di parlare in maniera particolareggiata dei nostri rapporti bilaterali e dei punti nevralgici internazionali, ce ne sono parecchi".
TUTTI I DOSSIER CALDI DEL SUMMIT 
Dello stesso tenore le dichiarazioni subito dopo il faccia a faccia durato oltre due ore: "Credo sia un buon inizio, un inizio molto buono", ha affermato il presidente degli Stati Uniti.

lunedì 16 luglio 2018

Collocamento obbligatorio presso le PA, i chiarimenti del Ministero



Collocamento obbligatorio presso le PA, i chiarimenti del Ministero

Il Ministero del Lavoro, unitamente al Dipartimento della Funzione Pubblica e all’ANPAL, con la nota 7571 del 2018, ha fornito chiarimenti per la corretta ed omogenea attuazione del disposto normativo di cui al d.lgs. n. 75/2017 ed in particolare sulle novità introdotte in materia di collocamento obbligatorio presso le amministrazioni pubbliche.
Al riguardo si legge quanto segue nella n ota 7571/2018.
L’articolo 10 del richiamato d.lgs. 75/2017, nel recare modifiche all’articolo 39 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ha introdotto una serie di previsioni normative tra cui l’articolo 39-quater in materia di “Monitoraggio sull’applicazione della legge 12 marzo 1999, n. 68”. La nuova disciplina normativa prevede che, al fine di verificare la corretta e uniforme applicazione della legge 68/1999 recante “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, le amministrazioni pubbliche, tenute a dare attuazione alle disposizioni in materia di collocamento obbligatorio, inviano il prospetto informativo di cui all’articolo 9, comma 6, della legge 68/1999, al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Centro per l’impiego territorialmente competente (art. 39-quater comma 1).
Entro i successivi sessanta giorni le predette amministrazioni pubbliche trasmettono, in via telematica, al servizio inserimento lavorativo disabili territorialmente competente, al Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali una comunicazione contenente tempi e modalità di copertura della quota di riserva. In tale comunicazione sono indicati, tra l’altro, eventuali bandi di concorso per specifici profili professionali per i quali non è previsto il solo requisito della scuola dell’obbligo, riservati ai soggetti di cui all’articolo 8 della legge 68/1999, o, in alternativa, le convenzioni di cui all’articolo 11 della citata legge. Tali informazioni sono trasmesse al fine di consentire una completa verifica della disciplina delle quote di riserva, in rapporto anche a quanto previsto per le vittime del terrorismo, della criminalità organizzata e del dovere. Le informazioni sono altresì trasmesse alla Consulta nazionale per l’integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità (art. 39-quater comma 2).
Le predette informazioni sono raccolte nell’ambito della banca dati politiche attive e passive di cui all’articolo 8 del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99 (art. 39-quater comma 3).
Al fine di rafforzare la tutela del diritto al lavoro delle persone con disabilità, il medesimo articolo 39-quater del d.lgs. 165/2001 prevede che, in caso di mancata osservanza delle disposizioni contenute nella stessa previsione o di mancato rispetto dei tempi concordati, i centri per l’impiego avviano numericamente i lavoratori disabili attingendo alla graduatoria vigente con profilo professionale generico, dando comunicazione delle inadempienze al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri (art. 39-quater comma 4).
Si rinvia per il resto delle informazioni sul collocamento obbligatorio e monitoraggio sull’applicazione della L.n. 68/99 al testo integrale della nota 7571 del 2018 disponibile cliccando sul link.
(Fonte: Ministero del Lavoro)