mercoledì 28 febbraio 2018

Messico Liberate i napoletani sequestrati


Bollette luce, da marzo si cambia

Bollette luce, da marzo si cambia
Da marzo non potranno più arrivare conguagli relativi a periodi superiori ai due anni
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28 febbraio 2018 - Novità in arrivo per quanto riguarda le bollette elettriche: a partire da venerdì 1° marzo non potranno più arrivare conguagli relativi a periodi superiori ai due anni. Lo stabilisce la legge di Bilancio, accorciando quindi il periodo che prima era di cinque anni.
“Nel caso di fatture di energia elettrica con scadenza successiva al primo marzo – comunica l’Arera -, nei casi di rilevanti ritardi nella fatturazione da parte dei venditori o nella fatturazione di conguagli per la mancata disponibilità di dati effettivi per un periodo particolarmente rilevante, il cliente potrà eccepire la prescrizione, passata da 5 a 2 anni, cosiddetta breve e pagare soltanto gli ultimi 24 mesi fatturati”.
A essere precisi in realtà i giorni sono un po’ di più. Il calcolo, infatti, parte dal termine in cui i venditori sono obbligati a chiedere un pagamento, ossia entro 45 giorni dall’ultimo giorno fatturato. “Nel caso di ritardo del venditore nel fatturare i conguagli, pur disponendo tempestivamente dei dati di misura di rettifica, per consumi riferiti a periodi maggiori di due anni – spiegano dall’Autorità di Regolamentazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera) – il cliente è legittimato a sospendere il pagamento, previo reclamo al venditore e qualora l’Antitrust (Agcm) abbia aperto un procedimento nei confronti di quest’ultimo, e avrà inoltre diritto a ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati qualora il procedimento Agcm si concluda con l’accertamento di una violazione”.
“Famiglie e piccole imprese in questo modo saranno maggiormente protette dal rischio di dover pagare le cosiddette ‘maxibollette’ – sottolineano dall’Arera -, cioè importi di entità molto superiore al consueto, derivanti da rilevanti ritardi dei venditori, ad esempio blocco di fatturazione, rettifiche del dato di misura precedentemente fornito dal distributore e utilizzato per fatturare o perduranti mancate letture del contatore da parte dei distributori, laddove tale assenza non sia riconducibile alla condotta del cliente finale”.

Spariranno, così, i temuti maxiconguagli. La stessa regola entrerà in vigore anche per le bollette del gas, ma tra un anno, e dell’acqua tra due.

lunedì 26 febbraio 2018

Fiocchi di neve nella notte.


Ostia

Fiocchi dall'una di notte. 
Molte zone completamente coperte dal manto di neve. 
Tutte le notizie e gli aggiornamenti

















Fiocchi  di neve nella notte
hanno coperta la terra fino al mare
dove si è confusa
con la schiuma a sciabordare.

Lo sguardo pieno di bianco
è caduto addormentato
in un sonno cupo
senza rimbombi
tanto che ogni cosa
che ancora passa
sfuma nel ricordo
di una vita inanimata.

La mia voce che grida
per chiamarti
vedo che non ti giunge
nel sonno addormentata.

Nevica ancora senza far rumore
piano adagiandosi dovunque
Ormai la terra è un ricordo andato
da qualche altra parte.

Sotto i piedi un rumore crak
ed il pensiero vola
dove ancora il sole
disegna un bagliore
che si perde
senza più dire dove.

Gioacchino Ruocco

26.02.018         Ostia Lido





domenica 25 febbraio 2018

Sta nevicando a Roma anche ad Ostia


Neve Roma, notizie e aggiornamenti meteo 25 febbraio 2018

Neve e freddo, scatta l'allerta: domani scuole chiuse a Roma. Aperto il centro operativo comunale


Dalla serata di domenica attesi fiocchi in città. A Roma nord gli accumuli maggiori

Neve Roma, notizie e aggiornamenti meteo 25 febbraio 2018
25 febbraio 2018
Pioggia e temperatura in picchiata. Il Burian è entrato in Italia. Su nord est e Appennino settentrionale sta già facendo sentire i propri effetti, in serata l'arrivo sul Lazio. E con il vento siberiano arriverà anche la neve. Sopra i 500 - 700 metri e poi, con il passare delle ore a quote sempre più basse. Gli esperti per Roma confermano precipitazioni nevose e accumuli.
Nel dettaglio a Roma Nord si potrebbe arrivare anche a 15 centimetri. A sud est accumuli più scarsi. In provincia invece sono attese nevicate più intense. Per questo molti comuni hanno deciso di tenere chiuse le scuole. QUI I COMUNI CHE HANNO PRESO LA DECISIONE .
Roma ha deciso nel pomeriggio di oggi: domani, 26 febbraio, le scuole saranno chiuse. Scrive il Campidoglio: "Preso atto dell'ultimo aggiornamento delle previsioni fornite dalla Protezione Civile regionale, che confermano i rischi di neve e forti gelate, è stata firmata ordinanza sindacale che dispone la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, compresi gli asili nido, sul territorio di Roma per lunedì 26 febbraio. La seconda ordinanza, che sarà firmata nella giornata di oggi, è quella relativa a parchi, cimiteri e ville storiche che verranno chiusi fino a cessata allerta".
Transito vietato ai mezzi pesanti sulle strade provinciali. [LEGGI QUI LA NOTIZIA]. 
Atac, piano neve: ecco le linee attive
Neve Roma, autobus e metro: elenco delle linee in funzione

„Scatterà domani il piano neve per il trasporto pubblico romano. In servizio saranno solo le linee di bus che garantiranno gli spostamenti lungo le direttrici principali della città con vetture dotate di gomme termiche. L'intera rete metroferroviaria (metro A, B e C, ferrovie Termini- Centocelle, Roma-Lido e Roma-Viterbo) sarà regolarmente in servizio. 

Interamente garantita anche la rete notturna di bus. Regolare, le linee diurne terminano regolarmente in servizio secondo gli orari programmati. L'ELENCO COMPLETO DELLE LINEE IN SERVIZIO trebbe interessarti: http://www.romatoday.it/cronaca/neve-roma-26-febbraio-quali-bus-circolano.html
Stazioni metro aperte
Neve e freddo a Roma, stazioni metro e ferroviarie aperte per i senzatetto

„Emergenza freddo anche e soprattutto per i senza fissa dimora della Capitale. Il Comune, per aumentare i posti letto a disposizione, ha deciso, su iniziativa dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale e in collaborazione con Atac di procedere all'apertura straordinaria di alcune stazioni della metropolitana: Vittorio Emanuele e Flaminio (Linea A) e Piramide (Linea B). Apertura straordinaria anche per la Stazione Stella Polare (Ferrovia Roma Lido). QUI LA NOTIZIA COMPLETAotrebbe interessarti: http://www.romatoday.it/cronaca/senzatetto-aperte-stazioni-metro-roma.html

L'allerta della Regione Lazio 
La Regione Lazio ancora una volta ha richiamato "l'attenzione dei Comuni sulla necessità di una puntuale messa in atto delle specifiche previsioni dei Piani di Emergenza Comunale. I Comuni, oltre all’eventuale adozione di provvedimenti finalizzati a prevenire pericoli per la pubblica e privata incolumità in ragione delle criticità che potrebbero verificarsi alla viabilità, dovranno garantire pure, quali Enti proprietari delle strade, la corretta manutenzione della rete viaria di propria competenza attraverso le operazioni di salatura preventiva e di rimozione del manto nevoso. Si rammenta, in tal senso, che è specifico onere dei Comuni dotarsi di idonei quantitativi di sale da disgelo e di adeguate attrezzature per le suddette attività".
L'Agenzia di Protezione civile garantirà le attività di propria competenza attraverso uno specifico dispositivo di intervento. Le scorte di sale da disgelo in dotazione dell'Agenzia potranno essere utilizzate in funzione di eventuali criticità che dovessero verificarsi. In caso di necessità, per interventi di assistenza alla popolazione, è attiva h24 la Sala operativa della Protezione civile della Regione Lazio al numero: 803 555".

Città metropolitana operativa
Allertato anche tutto il sistema della città Metropolitana. Firmata un'ordinanza. "L’ultimo aggiornamento della Protezione Civile regionale ha confermato il rischio di neve e di gelate. Hanno già disposto la chiusura delle scuole anche i sindaci di Frascati, Palestrina, Tivoli, Subiaco Zagarolo, Cave Genazzano, Castelgandolfo, Albano, Ariccia, Colleferro, Monteporzio Catone, Lanuvio, Segni, Genzano, Velletri, San Cesareo. Il sistema di gestione delle emergenze della Città Metropolitana di Roma Capitale ha già  attivato da giorni le procedure preventive e di coordinamento, in costante raccordo con la Prefettura di Roma.  La Viabilità è pronta ad operare con mezzi sgombraneve e spargisale, sia con proprio personale, sia con il supporto di imprese incaricate della manutenzione stradale. Sul territorio sono inoltre operanti mezzi e attrezzature di proprietà della Città Metropolitana forniti in comodato gratuito per attività di protezione civile ai Comuni e alle associazioni di volontariato. La polizia locale della Città Metropolitana è coinvolta nell'attività di presidio ai caselli autostradali in caso di neve,  come da piano della Prefettura a: Castel Nuovo di Porto dir. nord; Colleferro; Cerveteri -Ladispoli".

Il Comune di Roma è pronto
Allertato da giorni, il Comune di Roma si è attivato. Alle 14 è stata aperta la sala Coc (Centro operativo comunale) per coordinare e assistere operativamente l'attuazione delle misure previste dal piano per rischio neve e ghiaccio. I provvedimenti non si fermano all'ordinanza di dicembre. "Ulteriori disposizioni", spiega il Campidoglio, "saranno emanate nel corso delle prossime ore".
Nella sede della Protezione Civile di Roma Capitale a Porta Metronia sono riuniti i Dipartimenti del Campidoglio competenti, la Polizia Locale, i Municipi e le società di pubblici servizi, alla presenza del vice sindaco Luca Bergamo, per fissare il dispositivo e le dotazioni necessarie per tutte le strutture deputate alla gestione dell’allerta. Insieme al COC verranno attivate anche le Ucl municipali (Unità di crisi locale) con il compito di presidiare e monitorare il territorio.


Senzatetto, altri 100 posti dalla Croce Rossa
La Croce Rossa di Roma garantirà da oggi altri 100 posti per accogliere le persone senza dimora nella struttura ex Sprar al Tiburtino. La presidente Debora Diodati: "Stiamo collaborando con il Dipartimento Politiche Sociali del Comune, attivando tutta la nostra macchina organizzativa che opera nel sociale, tra volontariato e operatori. Croce Rossa di Roma ha voluto fortemente intervenire sulla base di una lunga attività di esperienza nell'aiuto a chi vive per strada, portata avanti tutto l'anno dai volontari con le Unità di Strada".
"Oggi con l'area allestita a Via Ramazzini nella nostra sede dove stiamo riuscendo a ospitare H24 150 persone e aprendo da questa sera altre nostre strutture ubicate sempre nella nostra sede per altre 60 persone stiamo cercando di dare un nostro concreto contributo. In totale i posti per l'accoglienza che abbiamo approntato sono circa 450. Ci auguriamo soprattutto che questo possa essere non solo un doveroso e necessario riparo dal freddo in questi giorni ma che la relazione di solidarietà e di accoglienza sia utile a un primo percorso di inclusione per chi soffre situazioni di marginalità per vari motivi", conclude Diodati.

Neve a Roma

Per la giornata di oggi è in vigore un'ordinanza del sindaco che prevede la chiusura delle scuole. «È stata firmata l'ordinanza sindacale che dispone la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, compresi gli asili nido, sul territorio di Roma per lunedì 26 febbraio», si legge in una nota del Campidoglio.
Ostia Lido


La Sapienza

Colosseo


sabato 24 febbraio 2018

Perché la Norvegia va così forte alle Olimpiadi invernali?

Perché la Norvegia va così forte alle Olimpiadi invernali?

Ha poco più di 5 milioni di abitanti, ma è la più vincente di Pyeongchang e della storia delle Olimpiadi invernali: c'entra il suo approccio “socialista” allo sport

 Il norvegese Haavard Lorentzen festeggia l'oro vinto nei 500 metri del pattinaggio di velocità (ROBERTO SCHMIDT/AFP/Getty Images)
La delegazione norvegese si è presentata alle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang come una delle favorite per il primo posto nel medagliere finale e con l’obiettivo di ottenere 30 medaglie, tra cui almeno 10 d’oro. A un giorno dal termine delle gare è prima e il suo medagliere conta già 38 medaglie complessive — dieci in più della Germania, seconda classificata — e 13 ori. Con ogni probabilità, nelle ultime 48 ore di Pyeongchang 2018 gli atleti norvegesi riusciranno a raggiungere 40 medaglie olimpiche, 14 in più di quelle ottenute in Russia quattro anni fa: sarebbe il primo paese a riuscirci nella storia dei Giochi invernali.
Un risultato straordinario e oltre ogni previsione, poiché pur trattandosi di un paese scandinavo in cui gli sport invernali sono le attività più diffuse e praticate, la Norvegia non raggiunge nemmeno i 6 milioni di abitanti e il budget assegnato ogni anno alle sue federazioni sportive non è nemmeno paragonabile a quello dei grandi paesi europei e nordamericani: è un decimo di quello britannico, per esempio.
Nel medagliere complessivo di tutte le edizioni dei Giochi olimpici invernali aggiornato al termine di Sochi 2014, la Norvegia è al primo posto con un totale di 329 medaglie. Gli Stati Uniti, secondi, ne hanno 281. I successi norvegesi negli sport invernali non sono quindi una novità. Il paese scandinavo vanta i più grandi atleti della storia, alcuni dei quali sono presenti a Pyeongchang. Come Marit Bjørgen, la “regina dello sci di fondo”. A 37 anni e alla quinta Olimpiade in carriera, il suo obiettivo in Corea del Sud era quello di superare il connazionale Ole Einar Bjørndalen, l’atleta più vincente nella storia dei Giochi olimpici invernali, che vanta tredici medaglie di cui otto d’oro (tutte nel biathlon). Ci è riuscita: ha vinto due bronzi, un argento e un oro, arrivando a 14 medaglie olimpiche in carriera.
Maiken Caspersen e Marit Bjorgen con i bronzi vinti nella sprint classica dello sci di fondo (Clive Rose/Getty Images)
Ma oltre allo sci di fondo, dove la Norvegia è in testa al medagliere, i suoi atleti hanno vinto medaglie in quasi ogni altra disciplina. Hanno occupato interamente alcuni podi e vinto le gare più importanti e attese delle Olimpiadi. Hanno ottenuto risultati sorprendenti nelle prove in cui non erano favoriti e sono in testa anche nel medagliere del salto con gli sci. Il successo dell’Olimpiade sudcoreana — influenzato anche dall’esclusione di molti atleti russi — è da imputare principalmente al sistema messo in piedi negli anni dal comitato olimpico norvegese, che risulta particolare per molti aspetti.
Con il costante miglioramento delle strutture e dei collegamenti con i centri abitati, si stima che in Norvegia il 93 per cento dei ragazzi sotto i 12 anni pratichino regolarmente per più di un anno degli sport invernali. Fino a quell’età non viene richiesto loro niente, per quanto riguarda i risultati, e possono praticare gli sport con il solo scopo ricreativo nei circa 11.000 club sportivi sparsi per il paese. Il comitato olimpico e le federazioni si limitano a renderli sempre accessibili a tutti. Superati i 12 anni di età, i ragazzi più talentuosi e promettenti passano sotto la supervisione dell’organizzazione Olympiatoppen, che ha il compito di formare i migliori atleti norvegesi e mette a loro disposizione preparatori, allenatori e tecnologie avanzate nelle sue diverse sedi.
Kjetil Jansrud e Aksel Lund Svindal, argento e oro nella discesa libera (Laurent Salino/Agence Zoom/Getty Images)
Fin qui nulla di così particolare: soltanto un sistema perfezionato negli anni che fornisce a tutti i ragazzi uguali possibilità di successo, come succede anche in altri paesi. Il successo della Norvegia alle Olimpiadi è reso unico da una visione “socialista” dello sport, come ha recentemente spiegato al Guardian Morten Aasen, ex atleta olimpico che ora ha un incarico nel comitato olimpico nazionale: «Siamo un paese ricco ma crediamo nel modo socialista di fare le cose. Il successo arriva dal lavoro intenso e dallo stare assieme».
Per gli sport olimpici estivi e invernali norvegesi il budget complessivo annuale è di poco più di 11 milioni di euro. Per fare un paragone, nell’ultima ripartizione dei fondi il Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha distribuito 145 milioni di euro. Fra gli sport invernali, la Norvegia non stanzia alcun finanziamento per bob, skeleton e slittino, discipline ritenute troppo costose anche per partecipazioni olimpiche senza particolari ambizioni. I premi e i rimborsi spese sono minimi, e infatti molti degli atleti presenti a Pyeongchang hanno un’attività lavorativa che nel corso dell’anno affiancano agli allenamenti e alle competizioni.
Havard Bokko, Sindre Henriksen, Simen Spieler Nilsen e Sverre Lunde Pedersen con l’oro vinto nel pattinaggio di velocità (David Ramos/Getty Images)
Dalla riduzione dei costi deriva anche il concetto di cameratismo spesso citato da atleti e dirigenti. Per le trasferte estere o per i ritiri, le varie delegazioni norvegesi sono solite prenotare alloggi poco costosi e stanze in grado di contenere più persone, e questo vale anche per gli atleti più vincenti e famosi. Alcuni compagni di squadra arrivano a condividere stanze da letto per 250 giorni all’anno, motivo per cui l’aspetto verso cui i dirigenti prestano maggior attenzione è il comportamento degli atleti: talvolta basta anche un solo episodio spiacevole o controverso per essere allontanati dal gruppo.  «Pensiamo che non ci sia nessuna buona spiegazione sul perché una persona debba comportarsi da stronzo per essere un buon atleta. Non avremo mai quel tipo di cose nella nostra squadra» ha detto qualche giorno fa Kjetil Jansrud, medaglia d’argento nella discesa libera e bronzo nel supergigante.

OSTI A LIDO - Le eccellenze del territorio - INTERVISTA A LIVIO TOSCHI: ARTE, ARCHITETTURA, SPORT E UN PO’ DI STORIA.


Da sn.  Matteo Pelliconi (Presidente Fijlkam) e l'archietto Silvio Toschi.


Le eccellenze del territorio di Ostia Lido

INTERVISTA A  LIVIO TOSCHI: 
ARTE, ARCHITETTURA, SPORT E UN PO’ DI STORIA.

Intervista all’architetto Livio Toschi che è il geniale ideatore delle tematiche  proposte per le mostre d’arte collettive e personali e responsabile di tutte le Attività culturali che si svolgono nel Museo Fijlkam dalla sua inaugurazione il 27 novembre 2012 ad oggi, promosse dalla Federazione italiana Judo, Lotta, Karate e Arti Marziali.


Ho sempre seguito l’attività del Museo dalla sua fondazione attraverso i miei articoli pubblicati sulla Gazzetta del Litorale e conservo  il ricordo delle opere degli artisti espositori su i vari temi delle mostre:Lo Sport e il Mito; La Donna tra mito e realtà; Roma: il fascino dell’eterno; Tutti i colori dell’acqua;  Athla / Lo Sport nel tempo; Il meraviglioso mondo degli animali; Roma: la porpora e l’oro; Fantasia, Olimpiadi, Le stagioni della natura e dell’uomo; Cantami, o Diva. 

Tutte mostre interessanti e una fertile attività culturale capace di coinvolgere centinaia di artisti, un pubblico molto vasto e, attraverso il progetto “Vi presento la FIJLKAM”,per  offrire l’opportunità agli alunni/e delle classi IV e V della scuola primaria e a tutte le classi della secondaria di visi-tare il Centro Olimpico Federale “Matteo Pellicone” di Ostia,che ospita anche il Museo degli Sport di Combattimento, nel quale è possibile ripercorrere la tradizione millenaria di queste discipline.

D. Attraverso quali studi e quali attività si è nutrita ed attuata la sua evoluzione personale?

R. Dopo aver frequentato il liceo classico mi sono laureato in  Architettura, dedicandomi in particolare allo studio dei problemi edilizi e urbanistici di Roma. Da molti anni m’interesso anche d’impianti sportivi. Mi piace spaziare in diversi campi della cultura e cimentarmi in più ruoli.

D. In quale ambito esercita la sua creatività e la sua progettualità?

R. Amo l’architettura, l’arte,la storia e lo sport e su questi temi ho scritto numerosi libri e articoli per quotidiani e riviste specializzate, partecipato a convegni, tenuto conferenze, organizzato mostre.Dal 1990 collaboro con la FIJLKAM quale consulente storico e artistico: insomma, in questa Federazione sportiva ho messo radici, anche grazie allo stupendo rapporto che mi ha legato in  passato al compianto presidente Pellicone (foto) e mi lega ora al presidente Falcone.

D. Un suo progetto può nascere meglio nell’atmosfera del suo studio a diretto contatto con oggetti, materiali, odori e le consuete e rassicuranti ritualità quotidiane o altrove?

R. Quando mi accingo a scrivere un libro o un articolo, quando immagino  un allestimento espositivo oppure cerco ispirazione per un logo o per un motto, sfoglio pubblicazioni e visiono immagini sull’argomento, buttando giù pensieri e schizzi. Mentre faccio questo mi piace ascoltare musica soft e percepire i profumi delle piante multicolori che rallegrano il mio balcone. Ma soprattutto devo avere vicino i miei gatti.

D. Da quali elementi e da quali valori viene sollecitato il suo immaginario?

R. Dall’allegria e dalla competenza di chi lavora con me e dall’armonia  presente in tutte le cose belle: architetture, opere d’arte o letterarie, musica, sport, ecc.

D. Il lavoro di bonifica idraulica degli operai ravennati, ultimato agli inizi del Novecento, permise sia di ottenere un terreno non più paludoso, ma fertile, sia una vasta zona edificabile, e ciò consentì al Consiglio Comunale di Roma nel 1911 di approvare un piano regolatore per Ostia Nuova, al quale ne seguì un altro nel 1916. Cosa prevedeva il progetto, approvato nella seduta consiliare del 3 febbraio 1911, ma non completamente applicato  ?

R. Il progetto del 1911, redatto dal Comitato Pro Roma Marittima, fondato nel 1904 dall’Ing. Paolo Orlando, proponeva di lottizzare “Ostia Nuova” con una maglia rigorosamente geometrica di strade disposte a scacchiera diagonale, del tutto incurante dell’orografia della zona. Solo verso l’interno un’area minore era destinata a costruzioni immerse nel verde e collegate da strade non rettilinee.

D. Nel 1916 l’Associazione Artistica tra i Cultori di Architettura presentò un nuovo piano regolatore di Ostia Nuova,   destinata sostanzialmente alla funzione di luogo di villeg- giatura. Che cosa prevedeva?

R. Rifiutando lo schema ottocentesco a scacchiera e la monotonia di strade tutte uguali, il progetto era improntato sul modello della città-giardino e rispettava la naturale configurazione altimetrica del terreno con edifici bassi, strade curvilinee e abbondanza di spazi verdi. La città disegnata si divideva in due parti: il Quartiere popolare, dotato di attrezzature turistico-ricettive in grado di soddisfare le esigenze di bagnanti e gitanti; il Quartiere del parco a levante, decentrato e destinato alla costruzione di villini signorili, con attrezzature per il tempo libero e lo sport all’estremità orientale. Il centro civico, intermedio tra le due zone e adiacente alla futura stazione ferroviaria Roma-Lido, si sviluppava intorno alla Piazza Grande, sui cui affacciavano la delegazione comunale, il mercato, le scuole e la chiesa.

D. La necessità di trasformare la borgata in quartiere marit- timo di Roma, come voleva il Duce, da quali nuovi elementi venne supportata?

R. Da due nuove grandi arterie: la Via del Mare, inaugurata nel 1928 e la Via Imperiale, completata nel   dopoguerra   e   chiamata   Cristoforo   Colombo.   La   trasformazione   richiese   un   incremento dell’edilizia abitativa e la costruzione di fabbricati intensivi. A nord venne individuata una vasta area destinata a impianti sportivi, tra cui un ippodromo.


D. Ha accennato più volte agli impianti sportivi.Vuole aggiun gere qualcosa?

R. Nel 1936, ritenendo certa l’assegnazione a Roma dell’Olim- pia de 1944, una voce autorevole, quella di Marcello Piacentini, si levò in favore del Lido di Roma quale sede non solo degli impianti per i Giochi, ma anche dell’Esposizione Univer sale 1942. Forse da lui ispirato, l'ing. Vincenzo Civico nel 1937 avanzò la proposta, ribadita nel 1939, di realizzare una “Città Sportiva” – termine all'epoca assai in voga – nei pressi del Lido.

D. Può indicarci gli edifici per lei più significativi nei primi quattro decenni del Novecento?
R. Senza dubbio lo stabilimento Roma di Giovan Battista Milani è stato per un ventennio (1924- 1943) il simbolo di Ostia: primo stabilimento balneare in cemento armato a vista, era un concentrato di stili, ma su tutti s’imponevano i rimandi all’architettura delle terme imperiali, con la palese eccezione, peraltro ben armonizzata, degli otto contrafforti gotici della rotonda, detta “il Panettone” (1).Grazie alla libertà di sperimentare, dovuta alla mancanza di preesistenze storiche e alla lontananza dai centri del potere, al Lido i giovani architetti hanno potuto dare sfogo alla fantasia: dall’Ufficio postale di Angiolo Mazzoni (2) al palazzo del Governatorato di Vincenzo Fasolo (3), dai villini modernisti di Adalberto Libera e Mario Monaco alla palazzina di Mario Marchi in piazza Anco Marzio, colorata come un pappagallo (4) di Depero.
                                  

                                                                            Anna Iozzino                                                                                                  (Storica delle Arti visive)



Complesso Fijlkam - Via Sandolini - Ostia Lido





Nel 1924 erano iniziati i lavori per la costruzione dello stabilimento "Roma", progettato per conto della S.E.F.I. dall'ing. Giovanni Battista Milani e che termineranno con l'apertura al pubblico nel 1927. 
Lo stabilimentoviene distrutto dai tedeschi il 13 dicembre 1943 per evitare che le truppe americane 
prossime all'arrivo trovassero edifici dove stabilirsi.  (1)


 Ufficio postale centrale (2)



Palazzo del Governatorato oggi sede del X Municipio (3)


Piazza Anco Marzio con il monumento dedicato a Pier Paolo Pasolini realizzato da Consagra  
e il  "Palazzo Pappagallo" (4)i

La famiglia Bruscolin


martedì 20 febbraio 2018

UN FRAMMENTO SALERNITANO DEGLI ANNI ’70. ANGELO TRIMARCO RICORDA MARIO PERNIOLA


UN FRAMMENTO SALERNITANO DEGLI ANNI ’70. ANGELO TRIMARCO RICORDA MARIO PERNIOLA

   
   
 
Un frammento salernitano degli anni ’70. Angelo Trimarco ricorda Mario Perniola
pubblicato 

Angelo Trimarco ricorda Mario Perniola, scomparso il 9 gennaio 2018.

È stato uno studioso raro di estetica che ha mantenuto legami forti con il presente dell’arte. Lo testimonia, all’esordio, nel 1966, Il Metaromanzo, in cui Perniola, nell’analizzare una pratica narrativa che ha il suo criterio di giudizio nel proprio sistema, avverte che «un’indagine estetica rigorosa […] deve esaminare direttamente i testi» non per «spiegare veramente la formazione di un’opera», quanto per «immaginare, partendo da essa, le regole e le leggi dello spirito creatore». Con questa consapevolezza, nel 1971, ne L’alienazione artistica, che considero, del suo intenso itinerario intellettuale, un crocevia teorico imperdibile, ha interrogato, in una tessitura ampia, l’epos e la tragedia dei Greci, l’arte medioevale e quella rinascimentale, fino alle traiettorie dirompenti dell’avanguardia: al dadaismo e al surrealismo, al costruttivismo e al produttivismo. 
Oltre a innegabili meriti storiografici - tra l’altro, la sottolineatura dell’epos greco, sostegno del potere ghennetico, e la diversa valutazione del lavoro artigianale medioevale rispetto alla figura albertiana del pittore borghese - va marcata la "critica radicale dell’arte e la realizzazione del significato”, il titolo, quasi programma, del primo capitolo. Da questo punto di vista, neppure l’avanguardia e, in particolare, il dadaismo e il surrealismo si sottraggono alla "critica radicale dell’arte” perché l’avanguardia «è impregnata di teologia e di ontologia». Ciò che importa all’avanguardia «è sempre l’opera, il prodotto, l’oggetto, la cosa» e non «una operazione senza fine, nel duplice senso che essa non ha scopo né termine, che è effimera e provvisoria». 
Perniola ha scritto L’alienazione artistica con la mente rivolta al pensiero di Debord, che cita, di cui è stato sodale e interlocutore assiduo. Nel 1972, difatti, pubblica nel numero quattro di Agaragar la monografia su I situazionisti, il movimento che ha profetizzato la "Società dello spettacolo”, come dice, nel 1998, il sottotitolo del testo riedito da Castelvecchi. «Inseparabile dalla negazione dell’arte e dalla teoria critica della società, è un insieme di dimensioni vissute, di interessi, di comportamenti, di pensieri, di azioni, di decisioni e di scelte, tendenti a creare gli ambiti liberi dal condizionamento del potere in cui la creatività individuale e collettiva possa manifestarsi pienamente». 
Il 1972 ha incrociato, all’Università di Salerno, dove Perniola insegna estetica e io storia della critica d’arte, il Convegno sul surrealismo, promosso da Filiberto Menna. Perniola ha risposto all’invito proponendo un tema, La trasgressione surrealista, centrato su Bataille. «Ciò che Bataille mette in gioco nelle sue critiche rivolte al surrealismo», osserva Perniola, «è la possibilità stessa dell’avanguardia, cioè di quel progetto storico che si sviluppa da Dadà e dal futurismo russo all’Internazionale Situazionista». 
Ho ricordato questo frammento di vita e di studio salernitano, ora che Mario ci ha lasciati, non per dire che eravamo giovani e belli ma per sottolineare come, nel dibattito in Italia, Perniola era già in prima fila. Da questa postazione, poi, ha guardato i miracoli e i traumi dell’arte occidentale e, in anni più recenti, ha rivolto lo sguardo alla "sensibilità estetica” giapponese per la quale il «sentire estetico non è una teoria elaborata dalla tradizione filosofica, ma un modo di essere che permea da un più di un millennio la vita quotidiana». (Angelo Trimarco)