domenica 4 giugno 2017

E’ polemica su bottiglie di vetro e alcolici abusivi.


PIAZZA SAN CARLO. E’ polemica su bottiglie di vetro e alcolici abusivi. Il Comune: “Nessuna ordinanza come nel 2015”

Con una nota la giunta Appendino cerca di spegnere le polemiche
E’ scoppiata la polemica sulle bottiglie di vetro, dopo i disordini avvenuti ieri sera in piazza San Carlo, con oltre 1500 persone rimaste ferite.
Da questa mattina la sindaca Appendino è stata messa sotto accusa per non aver firmato un’ordinanza di divieto di vendita.
Ma con una nota Palazzo Civico ha voluto tutelarsi, tirando in ballo la finale di due anni fa, quando il primo cittadino era Piero Fassino.
“In relazione ai fatti di piazza San Carlo, la Città di Torino precisa che il soggetto organizzatore, Turismo Torino, ha operato con le medesime modalità messe in atto nel 2015 in occasione della finale proiettata il 6 giugno. Anche in quel caso, la Città, con propria delibera, aveva incaricato Turismo Torino quale soggetto organizzatore e non era stato approvato alcun provvedimento di ulteriore limitazione nella vendita di vetro e metallo oltre a ciò che è previsto dal regolamento di polizia urbana”.
Poi sulle vendite abusive di alcolici. “Per la giornata di domani – specifica una nota – la sindaca attende dal comandante della polizia municipale, Ivo Berti, una relazione in merito alle attività svolte sul campo. Poi riferirà in aula degli esiti”.
LE LAMENTELE. Varie sono state le critiche da parte dei tifosi della Juventus, presenti ieri a piazza San Carlo. A cominciare da Carlo, 36enne di Brescia. “Girava troppa birra già dal pomeriggio, senza tutti quei cocci la gente nons i sarebbe fatta male”.
“Mi sono procurato dei profondi tagli ai piedi solo perché mentre correvo nella calca ho perso le scarpe” conferma Daniele, 29 anni, da Verona.
Un giovane di Udine ha invece sottolineato le vendite abusive di alcolici. “Chi si presentava con delle bottiglie doveva buttarle via. E nel frattempo entravano i venditori abusivi con i loro carretti. Ce n’erano a decine. Servivano persino la birra alla spina”.