venerdì 2 giugno 2017

Cuognè - I teppisti all’assalto del cimitero. Devastate le tombe dei bambini

CUORGNÈ

I teppisti all’assalto del cimitero. Devastate le tombe dei bambini

Croci e lapidi sradicate, vasi e lumini distrutti. Il sindaco: «Vergogna»
Nessuna pietà neanche per i bambini morti. I teppisti questa volta se la sono presa con il cimitero, devastando in modo ignobile le tombe dei bambini, profanate senza nessuna pietà.
Risultato di questa animalesca incursione: croci divelte, vasi e lumini sfasciati, lapidi sradicate, il tutto per puro cinico teppismo. A divulgare l’accaduto è stato il sindaco Beppe Pezzetto, molto turbato per questa assurda, quanto stupida vicenda, che utilizzando il social network Facebook ha reso noto il raid e non ha esitato a definire i vandali dei «deficienti che non hanno rispetto per nulla, neppure per i morti».
Il Comune ha presentato una denuncia presso la stazione locale dei carabinieri, e ora si attende l’esito della visione dei filmati ripresi dalle telecamere poste all’ingresso del cimitero e che molto probabilmente hanno ripreso i responsabili.
L’assalto molto probabilmente risale alla serata di mercoledì. Qualcuno è entrato nel camposanto e con immensa stupidità ha devastato l’area dove sono sepolti i bambini, sfasciando croci, vasi con i fiori, lumini e arredi di vario genere. Un atto vandalico oltremisura antipatico giacché ha preso di mira solo l’area riservata alla sepoltura dei bambini. Una scena raccapricciante che è stata scoperta solo giovedì mattina dal personale che ha aperto il cimitero. «È un atto vandalico vergognoso – dice il primo cittadino – i cui autori spero vivamente siano identificati dalle telecamere. Stiamo provvedendo a presentare una formale denuncia. Nell’area del nostro cimitero cittadino, destinato alla sepoltura dei bimbi, dei deficienti hanno posto in essere degli atti vandalici: piccole croci divelte, arredi funebri rimossi e sparpagliati per tutta l’area, lumini rotti. Vergognatevi».

Commento:
Quanta stupidità vive nel nostro paese.
Se non si crede in niente, lasciatelo stare il niente. Lasciate che ognuno viva delle proprie miserie. Le barbarie le compiono i barbari. (RG)