martedì 3 novembre 2020

"CHI NUN TENE 'E MEGLIO SE COCCA CU 'A MUGLIERA"

 Ai lettori del mio "AVVERBI, DIVERBI E SENTIMENTI" stò ancora spettando una vostra critica, un vostro pensiero sincero di quelli che una volta si diceva:- Ma cambia mestiere. Vai a zappare la terra. Lascia fare il poeta a chi lo è davvero.

Qualcuno mi aveva detto: -Venderai più copie di quelle che l'editore tiene disponibile in magazzino e invece neppure la curiosità di leggermi da parte di quelli che mi leggono abitualmente su Google fino ad arrivare a 98325 visite sul blog "Sala d'attesa poesie RG" nel giro di dieci anni.

Ho ancora qualche copia di quelle omaggio che mi ha inviato l'editore, ma resta il fatto che promuoverlo costa più di quello che rende economicamente pur non avendo speso un centesimo per pubblicarlo.

Comunque alla faccia dei tanti amici o di quelli che si manifestano per tali.

Il mio professore di italiano mi aveva pronosticato un avvenire meraviglioso, ma come dice il proverbio napoletano "CHI NUN TENE 'E MEGLIO SE COCCA CU 'A MUGLIERA" faccio di necessità virtù e me lo rileggo ogni volta che mi sento il cuore nelle calze e un pò di fallimento addosso pensando ai tanti poeti che ho conosciuto nei libri di scuola di cui solo eccezionalmente ho comprato una loro raccolta comportandomi come i lettori che dovevano diventare anche i miei che sono diventati, tramite Facebook miei amici, ma che tali si dimostrano di non essere mentre lo sono di osterie, ristoranti e di altre attività di consumo che li fanno apparire come spendaccioni o moralisti o cittadini alla ricerca della loro felicità. Poeticamente parlando, Gioacchino  

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