mercoledì 28 settembre 2016

ITALIA BALLA DA SOLA


   
 Su banche, Europa e migranti, Renzi si è espresso nell'appuntamento all'ONU. Deciso, come sempre afferma, di continuare con le riforme, mentre dalla Germania si accusa il crescente debito pubblico del Belpaese, e una soluzione umanitaria condivisa sembra ben lontana  
 
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Mentre a New York si arresta l'ipotetico bombarolo della 23esima strada, al Palazzo dell'ONU si discute di piani economici, di salvaguardia dell'Europa. E ancora una volta, al centro del discorso, c'è poca umanità e molte banche. Ci sono soldi bruciati, quelli del debito pubblico italiano, e c'è Renzi che accusa un nulla di fatto non solo a Juncker, ma anche al governatore della banca centrale tedesca, che accusa l'Italia di aver abusato della "flessibilità".
Il succo è sempre lo stesso: si dice di lavorare in squadra, ma poi ognuno si fa gli affari suoi e quando si tratta di moneta ci si accusa a vicenda: "L'Italia rispetterà le regole europee per i suoi figli non per qualche banchiere: le rispetti anche la Germania", chiosa Renzi sui derivati delle banche germaniche. Annunciando che i soldi europei per il piano di prevenzione antisismica verranno scomputati dal patto di stabilità, senza chiedere permesso all'Europa. 
Compreso tutto quel che riguarda il problema migranti: Renzi rimarca all'Italia un ruolo nella difesa dei "valori" e, più altro, quel di cui ci accorgiamo giornalmente è che l'Italia, come la Spagna e la Grecia, vuoi per il suo essere cuscinetto vuoi perché primo approdo dall'Africa e non solo, sta mettendo mano ogni giorno - da anni ormai - nel problema della clandestinità e dei suoi flussi. Senza balorde idee di muri, di fili spinati nel mare. Con tutti i problemi annessi e connessi, su cui il Premier rassicura i sindaci: il governo si impegnerà perché i rifugiati non debbano passare il tempo a bivaccare in strada. Sarebbe una gran cosa, e renderebbe l'Italia un Paese migliore almeno a lungo termine. Senza dover nulla all'Europa delle banche e delle frontiere. (MB)
 

L'Arte che non c'è

L'arte che ha preso una piega che non la porta a riflettere su quello che è stato il secolo passato, ma, alla ricerca istintiva di altri linguaggi, rischia di annullarsi nel concetto che fin qui è maturato intorno ad essa che comprende la pura visibilità, l'idea della trascendenza, la simulazione, l'astrazione, l'imitazione, il didascalismo, la creazione di un linguaggio figurativo concreto o fantastico e tutte le altre correnti pittoriche che fin qui si sono alternate e avventurate nella comunicazione visiva.

L'invenzione ha preso il sopravvento quando per distinguersi si è cercato di emularsi nella difficiele ricerca di altri linguaggi, quando è già difficile di per sè divulgare in modo corretto comprensivo con un linguaggio unversale i concetti più semplici.

Le università e chi le frequenta hanno adottato linguaggi di altri che non hanno volutamente tradotti, ma solamente riprodotti nei suoni per sfuggire le regole della comunicazione verbale e visiva aveva necessariamente posto fin dall'inizio di una ordinata discettazione degli argomenti del vivere di ogni giorno che non può ridursi al vocabolario dei bisogni primari.

Ripercorrere il passato serve quel tanto che basta a ricordare le nostre diversità nell'affrontare la soluzione dei nostri bisogni che si sono manifestati dalla nostra nascita.

Come sarà il futuro ? Ci saranno soltanto acronimi, simboli, immagini, frammentazioni di esse che pure qualcuno si ingegnato per riprodurre nei modi più diversi per annotare l'aspetto effimero della nostra memoria che a una certa età confonde le cose e il passato col presente.

Gli orientamenti sono molteplici, perchè molteplici restano gli interrogativi da risolvere nonostante la nostra impotenza, considerati i miliardi trascorsi dalla nascita della materia animata fino ad oggi.
Come i ruminanti torniamo indietro a rimasticare quello che abbiamo già vissuto per motivi i più vari.

Cerchiamo di dimostrare che siamo ad un passo dalla divinità del fare, anche se i passi avanzano alla velocità di un centesimo di millimetro ogni secolo.

Se fosse esatta la mia misura il miracolo potrebbe avvenire fra breve, ma per fare bisogna comprendere e per comprendere abbiamo bisogno di penetrare il linguaggio dell'universo, della creazione. I tanti che la studiano ci intrattengono con illusioni che neppure Paracelso poteva immaginare dando all'occulto del passato un riconoscimento di un mistero che mistificavano nell'impotenza di comprenderlo e di renderlo operativo.

Dove sarò prossimamente ? cosa mi troverò davanti nella prossima pagina ? La mia incapacità a comprendere i fenomeni che si addensano intorno. Molti saranno effimeri, inconsistenti, altri che furbescamente conservano ancora tratti riconoscibili ci traghetteranno per qualche termpo fino alla nuova tendenza e ai nuovi entusiami per una idea futura capace di alleviare i limiti di un linguaggio ancora e solamente terreno.

LA CRISI DELL'ARTISTA GIOVANE


LA CRISI DELL'ARTISTA GIOVANE

   
   
 
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Come è cambiato il mercato in questi anni? Chiedetelo a Niels Kantor, collezionista e mercante d’arte che due anni fa ha comprato all’asta un dipinto del giovane Hugh Scott-Douglas per circa 100mila dollari e che oggi, al momento di rivenderlo, ha visto il valore dell’opera crollare dell’80 per cento. È questo secondo Bloomberg lo specchio della situazione del mercato dell’arte contemporanea. Dopo il boom dei giovani, che nel 2014 vendevano i loro quadri astratti per centinaia di migliaia di dollari, il mercato ha subito un cambiamento radicale e proprio gli emergenti sono stati quelli che hanno subito il calo maggiore durante gli ultimi sei mesi del 2015 e l’inizio del 2016. 
Le vendite di alcuni artisti sono crollate del 90 per cento, uno su tutti è Lucien Smith, per cui nel 2014 vennero spesi 389mila dollari da Phillips, ma che oggi arriva all’incanto con una stima di 7mila dollari. Stessa storia sfortunata quella di Kantor con Scott-Douglas. Il collezionista aveva comprato l’opera nel 2014 in forma privata, un lavoro simile venne battuto da Christie’s qualche mese dopo per 100mila dollari. Kantor si aspettava di rivenderlo presto e di guadagnarci qualcosa, e prima di consegnare il suo pezzo a Phillips, Kantor ha cercato di venderlo privatamente per un anno provando ad affidarsi addirittura a eBay. Pare che sarebbe stato pronto ad accettare 50mila dollari, ma non è riuscito ad ottenere un’offerta. A questo punto della storia Kantor ha scelto di affidare il lavoro a Phillips, che lo metterà in vendita per 20mila dollari, una magra consolazione per il collezionista, che preferisce liberarsene ora, prima che possa valere addirittura meno. 
Ma che ne è degli artisti? Chi li difende? A quanto pare non le gallerie ne il sistema Arte, se questo mercato li usa e li getta via nel giro di pochi mesi. (RP)

l'amministrazione pentastellata inciampa sul bando degli asili

Detto, fatto... annullato: l'amministrazione pentastellata inciampa sul bando degli asili

Il Dipartimento Capitolino ha annullato il bando per l'affidamento degli asili nido in concessione. Il rischio era stato evidente da subito. Cacciotti: "Ora subito un nuovo bando. Un'altra proroga sarebbe inaccettabile"


Tutto da rifare. Il bando sui nidi in concessione,annunciato dalla Sindaca a luglio, è stato annullato dal Dipartimento scuola di Roma Capitale. “Una tegola pesantissima - la definisce il Capogruppo di Forza Italia in Regione Antonello Aurigemma -  di cui pagheranno il conto i bambini e le loro famiglie”. A spingere l'amministrazione al passo indietro sono state alcune criticità presenti nel bando e relative al prezzo posto a base di gara: quello fissato, infatti, è stato ritenuto insufficiente per un ritorno economico dei concessionari. Anche il computo della quota spesa presunta a carico delle famiglie pare inficiato da anomalie.
NESSUN RISCHIO PER QUEST'ANNO - Nessun pericolo per l'anno scolastico appena iniziato. Grazie alla proroga infatti i bambini resteranno in via Flora, Largo Rotello, via Ildebrando Vivanti, largo Amalia Camboni, via dei Colli Portuensi, via di Valcannuta e via di San Basilide, gli asili interessati alla scadenza della concessione.

LA VICENDA - Lo scorso giugno, quasi seicento famiglie romane hanno seguito la vicenda con il fiato sospeso. A pochi giorni dalla chiusura delle iscrizioni, molte di loro avevano infatti appreso che non era stato realizzato il nuovo bando per gli asili in concessione. Una doccia fredda che implicava la necessità di ricorrere al privato, con un evidente aggravio di spesa per le singole famiglie. L’amministrazione penstastellata corse ai ripari e per tutti e sette in nidi in concessione, arrivò una proroga. Sul filo di lana, l’anno scolastico venne messo in salvo. Ma per il successivo, occorreva preparare un nuovo bando, cosa fatta in tutta fretta e con grande giubilo della neo amministrazione pentastellata.
L'atto aveva spinto infatti la sindaca Raggi a vantarsi su facebook. "Detto, fatto. Come avevo già comunicato nei giorni scorsi, si è completato l’iter che consentirà l’apertura dei nidi in concessione al termine delle vacanze estive. Sono state infatti portate avanti tutte le procedure utili per garantire la pubblicazione del bando entro la data di scadenza (ovvero il 31 luglio 2016, data di scadenza del precedente affidamento) e firmata la proroga che garantirà alle attuali concessioni la continuità del servizio fino al subentro dei nuovi".
Non mancarono le critiche soprattutto in quei territori dove la questione era maggiormente sentita. Vale a dire il IX Municipio, dove si concentrano due dei setti asili nido in concessione di Roma.
UN EPILOGO SCONTATO - Il primo a sollevare delle perplessità, era stato un ex Consigliere municipale. "Il bando doveva essere annullato perché c’era il rischio concreto che andasse deserto – ricorda oggi Marco Cacciotti, già Presidente del Consiglio municipale – la considerevole riduzione delle risorse per la gestione dei nidi, rischiava  infatti di penalizzare la qualità del servizio. La revoca – ribadisce Cacciotti – è quindi la conseguenza di quegli errori che già un paio di mesi fa erano evidenti e che io stesso avevo segnalato".
IL TEMPO A DISPOSIZIONE - Lo scenario futuro, non è incoraggiante. "Si dovrà definire una nuova gara, ma il tempo stringe e se non si agisce subito si rischia di non fare in tempo. Per una gara di rilievo europeo si impiegano infatti 6 mesi, senza considerare eventuali ricorsi e contenziosi” osserva Cacciotti.  Occore fare in fretta anche perchè, questa volta, l'alternativa non è praticabile. “Pensare ad una proroga della proroga, significherebbe produrre una doppia forzatura, e poi la proroga non è neppure prevista dal codice degli appalti – ricorda Cacciotti -  Il punto quindi è che, nonostante gli annunci della Sindaca ,la questione non è affatto stata risolta. Anzi, è stata solo rimandata". 

martedì 27 settembre 2016

Torna Pippo Baudo e Domenica In

Torna Pippo Baudo, condurrà Domenica In

Torna la storica trasmissione e con lei uno dei conduttori più amati. Accanto a lui la bellissima Chiara Francini

drammaturgia contemporanea in Messico




giovedì
29
settembre

Mexico chiama Italia parte seconda: drammaturgia contemporanea in Messico

Casa delle Traduzioni - giovedì 29 settembre , ore 16:00
Incontro
Il Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea in collaborazione con la Casa delle Traduzioni delle Biblioteche di Roma e il Patrocinio dell’Ambasciata del Messico in Italia organizza una conferenza su quanto avviene in Messico in materia
di contemporaneità e gender, e ciò che si fa contemporaneamente in Italia: dall’Istituto di Ricerche Estetiche dell’Università di Guadalajara torneranno a parlarci di drammaturgia, di traduzioni e di rapporti  culturali tra Italia e Messico il Professor Efrain Franco Frias, con “Las tendencias del teatro mexicano vivo”, e la Professoressa Maria Elizabeth Hernandes Sanchez, con “La literatura dramática femenina de México”.
Un ulteriore passo in un percorso di scambio di conferenze, pubblicazioni e spettacoli, nell'ambito delle attività CENDIC per la promozione della drammaturgia italiana in patria e all’estero e degli interessi dell’Istituto di Ricerche Estetiche dell’Università di Guadalajara.
Dopo l’interessante e propositivo incontro dello scorso 5 novembre, questo nuovo appuntamento sarà un arricchimento prezioso e l’occasione per annunciare la pubblicazione in Messico del volume dei 16 monologhi di autori italiani tradotti in spagnolo a cura dell’Università di Guadalajara, ma vuole anche costituire uno stimolo necessario per le Istituzioni e le Università italiane, affinché anch’esse promuovano il progetto di scambio di conferenze, pubblicazioni e spettacoli già iniziato dai drammaturghi dei due Paesi e supportato dalle Istituzioni messicane.
Introdurranno Maria Letizia Compatangelo, Presidente del Centro Nazionale Drammaturgia Contemporanea eMaria Teresa Ceron Vélez, Addetta Culturale dell’Ambasciata del Messico.

EFRAÍN FRANCO FRÍAS
Efraín Franco Frías è laureato in Lettere nonché in Giurisprudenza. Ha conseguito un master in Lingua e Letteratura Spagnola e Latinoamericana, e una specializzazione in Istruzione Superiore e in Lettere.  Attualmente è professore-ricercatore titolare presso l’Università di Guadalajara, Messico, presso il Dipartimento di Arti Sceniche.  Dirige l’Istituto di Ricerche Estetiche presso l’Università di Guadalajara, Capo Dipartimento per le Arti Sceniche dell’Università di Guadalajara (2010-2013), essendo stato membro del Sistema Nazionale dei Ricercatori.  Ha anche diretto le riviste “Mímesis” e “Gaceta Escenarios”. Presidente del seminario di Cultura Messicana “Corresponsalía Guadalajara” (2008-2010), è autore di 10 libri e coautore di 12.  Ha scritto più di 30 opere di teatro, 15 delle quali portare in scena in sedi locali, nazionali ed internazionali.

MARÍA ELIZABETH HERNÁNDEZ SÁNCHEZ
Laureata in Lettere e specializzata in Arte, dottoressa titolare presso il CUTonalá, assegnata al Dipartimento di Arte e Cultura, collaboratrice dell’Istituto di Ricerche Estetiche.  Ha svolto giornalismo culturale per 10 anni nei quotidiani di Guadalajara, avendo anche collaborato come ricercatrice presso il Sistema Nazionale di Scienza e Tecnologia sul tema “Storia Sociale del Teatro di Jalisco”.  Ha collaborato come ricercatrice al libro “Cultura popular y artesanías de Jalisco”. Partecipa alla realizzazione del Dizionario del Teatro di Jalisco ed al progetto “Dramaturgia jalisciense contemporánea”, ha pubblicato 3 suoi libri ed è stata coautrice di altri 2.

Corsi di lingua italiana per stranieri






Corsi di lingua italiana per stranieri

Corsi di primo e secondo livello
Corso cadenza bisettimanale a cura dall'associazione culturale De. Do. riservato ai cittadini stranieri. Gli utenti interessati sono invitati a presentarsi in biblioteca il giorno 3 ottobre. Il corso prevede il rilascio di un attestato finale
da parte dell'Università Roma 3.

Segue il calendario dei corsi:
lunedì dalle ore 15 alle ore 17 per il secondo livello
giovedì dalle ore 15 alle ore 17 per il primo livello.
Il corso si terrà presso la biblioteca, in Largo Monreale snc 00133 Roma
Info: 0645460361 -  borghesiana@bibliotechediroma.it