venerdì 11 ottobre 2019


Dl Fisco, la stretta del governo sugli evasori
Le pene sono aumentate fino a otto anni mentre le soglie di punibilità scendono fino a 50mila per omesso versamento di ritenute dovute o certificate, mentre passano da 150 a 100mila per il reato di dichiarazione infedele
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11 ottobre 2019 - Arriva nel Dl fiscale la stretta sui grandi evasori. Ovvero soglie di punibilità più basse e aumento delle pene fino a otto anni. E se è vero che l’attuale disciplina prevede già il carcere per i grandi evasori, con il giro di vite in arrivo il rischio di finire in manette diventa più concreto.
Nella bozza del decreto circolata nelle ultime ore la stretta non c’era, tanto da alimentare i rumors su una frenata del governo e su presunte tensioni tra i ministeri della Giustizia e dell’Economia. Ma l’Adnkronos è in possesso della parte della bozza sul provvedimento in questione che via Arenula ha trasmesso a via XX settembre.
Fonti di governo assicurano che le misure per contrastare l’evasione fiscale lunedì saranno sul tavolo del Cdm: “certo che le inseriremo”, conferma all’Adnkronos la viceministra all’Economia Laura Castelli. Le pene sono aumentate fino a otto anni mentre le soglie di punibilità, ovvero il tetto di evasione oltre il quale si rischia di finire in prigione, scendono fino a 50mila per omesso versamento di ritenute dovute o certificate, mentre passano da 150 a 100mila per il reato di dichiarazione infedele.
“Attraverso l’aumento dei limiti edittali e la riduzione delle soglie di punibilità attualmente vigenti – si legge nella bozza, dove viene confermata la confisca dei beni per gli evasori – si propone il rafforzamento complessivo del sistema delineato dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, ampliando gli strumenti penali di repressione dei fenomeni di evasione delle imposte dirette e sul valore aggiunto”.
Nella bozza, ad esempio, la pena per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni esistenti passa da un minimo di un anno e sei mesi a un massimo di sei anni, attualmente in vigore, a un minimo di 4 anni e a un massimo di 8; la dichiarazione infedele, finora punita da uno a tre anni verrà punita da due a cinque anni, mentre l’omessa dichiarazione passa da una pena che va da un anno e sei mesi a quattro anni attualmente fissato a una pena detentiva da due a sei anni.
Pene severissime anche per occultamento o distruzioni contabili di documento, con un innalzamento che va da un anno e sei mesi a sei anni attualmente vigente a un minimo di tre e a un massimo di sette. Per l’omesso versamento di ritenute dovute o certificate e il reato di omesso versamento di Iva scendono le soglie di punibilità, nel primo caso passando dagli attuali 150mila a 50mila, nel secondo da 250mila a 100mila.
In collaborazione con Adnkronos

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