venerdì 8 dicembre 2017

L’Australia ha legalizzato i matrimoni gay



  • MONDO 
  • GIOVEDÌ 7 DICEMBRE 2017
  • L’Australia ha legalizzato i matrimoni gay

    Erano proibiti dal 2004: ci sono voluti 13 anni, 20 proposte di legge andate a vuoto e un referendum popolare

     Fuori dal parlamento si festeggia la legalizzazione dei matrimoni gay, Canberra, Australia, 7 dicembre 2017 (Lukas Coch/AAP Image via AP)
    Il Parlamento federale dell’Australia ha approvato una legge che legalizza i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il voto finale si è tenuto nella Camera bassa del parlamento, dopo che una settimana fa era stato approvato dal Senato. Tre settimane prima il 62 per cento degli australiani aveva votato a favore della legge in un referendum non vincolante. Dopo l’approvazione le persone in aula si sono abbracciate, hanno applaudito e si sono messe a cantare “We are Australian”, “Siamo australiani”, tra molta commozione. La legge era stata sostenuta molto dal primo ministro australiano Malcolm Turnbull, conservatore, che ha ribadito più volte la propria contentezza: «Che giornata, che giornata per l’amore, l’uguaglianza e il rispetto. È tempo di più matrimoni, più uguaglianza, più amore».
    Arrivate al minuto 6, quando tutti cantano “We are Australian”
    In Australia avere rapporti sessuali omosessuali è legale solo dal 1994 e il matrimonio tra persone dello stesso sesso era proibito dal 2004, quando l’allora primo ministro conservatore John Howard fece modificare una legge del 1961 sul matrimonio correggendo la sua formulazione generica e autorizzando solo le unioni tra coppie eterosessuali, o meglio: definendo il matrimonio come «l’unione di un uomo e una donna con l’esclusione di tutti gli altri». Quella legge in origine non menzionava invece il genere degli sposi; da allora erano fallite 20 proposte di legge per rendere il matrimonio gay legale.
    Tre giorni fa era circolato moltissimo questo video, con un deputato australiano che, durante la discussione sulla legge alla Camera, aveva chiesto al suo compagno di sposarlo: lui aveva risposto sì, e ora possono davvero.

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