Visualizzazione post con etichetta cinema alla carta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cinema alla carta. Mostra tutti i post

giovedì 31 marzo 2011

Sabato 2 aprile Cinema all'Ecomuseo di Ostia Antica

CINEMAALL'ECOMUSEO


Sabato2aprileore15:00 / Museionvideo
Museo della pietra / Ausonia (FR)

ore15:15  Ambientemondo

L'UOMO E L'AMBIENTE NEL CINEMA D'AUTORE INTERNAZIONALE

Koyaanisqatsi / di Godfrey Reggio

Domenica3aprileore10:30 / QUELLE STORIE D'ITALIA 
150 e più, Risorgimento italiano prima e dopo

Allonsanfan / di Paolo e Vittorio Taviani

AL TERMINE DELLA PROIEZIONE INCONTRO conPAOLO ISAJA
Sala Visioni dell'Ecomuseo del Litorale Romano 
VIA DEL FOSSO DI DRAGONCELLO 172 / OSTIA ANTICA


comunicato stampa 11/04/15

L'Ufficio Stampa della CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio comunica:
TERMINA IL VIAGGIO NEL CINEMA DEDICATO ALL'UOMO E ALLA NATURA CON "KOYAANISQATSI" DI GODFREY REGGIO E RITORNA - A PARTIRE DA DOMENICA 3 APRILE - QUELLE STORIE D'ITALIA, RASSEGNA DEDICATA ALLA STORIA ITALIANA CHE, IN OCCASIONE DEL 150° DELL'UNITA' NAZIONALE, PROPONE UN CICLO DI 5 PROIEZIONI INTITOLATO 150 E PIU', RISORGIMENTO ITALIANO PRIMA E DOPO. AL VIA CON I FRATELLI TAVIANI.

Sabato 2 aprile alle ore 15.00 ultima proiezione per Ambientemondo, suggestivo viaggio nel cinema internazionale dedicato al rapporto fra uomo e natura: la conclusione sarà con "Koyaanisqatsi" (1982) di Godfrey Reggio. Questa parola nella lingua della tribù india americana degli Hopi significa "vita fuori equilibrio" che infatti è anche il sottotiolo del primo di tre episodi dedicati dal regista americano all'invasione della civiltà e della tecnologia nei confronti della natura. Il film , dal forte impatto emotivo e suggestivo, fece epoca, ed è impreziositito dalel musiche di Philip Glass.
Qui il trailer di Koyaanisqatsi: http://www.youtube.com/watch?v=PirH8PADDgQ
La proiezione sarà preceduta dal filmato realizzato dal Museo di Roma in Trastevere sul Museo della Pietra di Ausonia, all'interno di un ciclo volto a far conoscere i musei del territorio della regione Lazio.

Domenica 3 aprile alle ore 10.30 ritorna la rassegna Quelle storie d'Italia con una nuova serie di 5 proiezioni che indagano, sempre attraverso il cinema italiano d'autore, la storia risorgimentale italiana prima e dopo l'Unità d'Italia. "150 e più, Risorgimento italiano prima e dopo" è infatti il titolo di questo ciclo aperto dai fratelli Taviani, con il loro "Allonsanfan" (1974), film ambientato negli anni immediatamente successivi alla Restaurazione, e narra delle vicende di un aristocratico lombardo Fulvio Imbriani (ex giacobino ed ex ufficiale napoleonico) che viene rilasciato dopo una lunga detenzione nelle carceri austriache in quanto affiliato alla setta dei Fratelli  Sublimi.
Il titolo programmatico Allosanfan, inizio della Marsigliese, è esso stesso un omaggio alla Rivoluzione Francese che con le sue utopie segna l'inizio della moderna democrazia. La scelta dei Taviani di raccontare un periodo poco narrato della storia del nostro Paese, ossia il lasso di tempo che segue le influenze proprio della Rivoluzione Francese e precede la spedizione napoleonica, rende questo film un'opera fondamentale nel panorama cinematografico dedicato al Risorgimento.
Presentato al Festival di Cannes, interpretato da Marcello Mastroianni e Lea Massari, Allonsanfan, segna anche la prima collaborazione tra il compositore Ennio Morricone ed i due registi.
La rassegna prosegue fino al 23 aprile con “Viva l’Italia” di Roberto Rossellini (sabato 9 aprile ore 15.00), “Correva l’anno di grazia 1870 di Alfredo Giannetti (domenica 10 aprile ore 10,30), “Novecento atto I” di Bernardo Bertolucci (sabato 16 aprile ore 15,00), e “Novecento atto II” (domenica 17 aprile ore 10,30). Gran finale, aspettando il 25 aprile, con “Il Generale della Rovere” di Roberto Rossellini (sabato 23 aprile ore 15,00).

Al termine delle proiezioni il consueto incontro con il pubblico tenuto dal regista Paolo Isaja, Direttore dell’Ecomuseo del Litorale Romano. 

Le proiezioni delle rassegne hanno luogo nella Sala Visioni del Polo Ostiense dell’Ecomuseo del Litorale Romano, situato nell’Area dell’Impianto Idrovoro di Ostia Antica, in Via del Fosso di Dragoncello, 172 (località Longarina) nelle vicinanze di Ostia Antica e a circa 3 km da Ostia Lido.

L’ingresso alle proiezioni e agli incontri è gratuito.

VISIONA I NOSTRI LIBRI QUI: http://www.ecomuseocrt.it/pubblicazioni/libri/

E SCOPRI I NOSTRI FILM: http://www.ecomuseocrt.it/pubblicazioni/film-e-multimedia/


CRT - Cooperativa Ricerca sul Territorio
via del Fosso di Dragoncello 168 - 172
CAP 00124 Ostia Antica - Roma
tel: 06.5650609 / email: crt.ecomuseo@tin.it
mailinglist e comunicati: info@ecomuseocrt.it



giovedì 24 marzo 2011

Cinema all'Ecomuseo: Sabato 26 marzo 2011

CINEMAALL'ECOMUSEO
Sabato26marzoore15:00 / Museionvideo

Etnomuseo dei Monti Lepini / Roccagorga (LT)




ore15:15  Ambientemondo
L'UOMO E L'AMBIENTE NEL CINEMA D'AUTORE INTERNAZIONALE


Calcutta / di Louis Malle





Domenica27marzoore10:30 / cineANTROPOgrafie

Memorie e Territori nei film di ricerca di Paolo Isaja e Maria Pia Melandri

Gramsci, la forma della memoria (1998) / di P. Isaja e M. P. Melandri


AL TERMINE DELLA PROIEZIONE INCONTRO conGLI AUTORI

Sala Visioni dell'Ecomuseo del Litorale Romano 
VIA DEL FOSSO DI DRAGONCELLO 172 / OSTIA ANTICA

comunicato stampa 11/03/14
L'Ufficio Stampa della CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio comunica:
"CALCUTTA" DI LOUIS MALLE E "GRAMSCI, LA FORMA DELLA MEMORIA" NEL WEEK-END SABATO 26-DOMENICA 27 MARZO, ALL'ECOMUSEO DEL LITORALE ROMANO

Si inizierà Sabato 26 Marzo alle ore 15,00 con la proiezione di Calcutta (1969), splendido documentario del regista francese Louis Malle.
Il film è il risultato di un progetto molto più ampio che comprendeva 7 episodi per la televisione di 52 minuti ciascuno, da cui è stato prodotto questo documentario di 95 minuti.
Il regista gira con la sua macchina da presa per le strade della città riprendendo ciò che Calcutta offre: una quotidianità dura, una lotta per la sopravvivenza, dove la morte si confonde con la vita, il matrimonio con il funerale. Folle di fedeli e di mendicanti per strade brulicanti, treni stracolmi, manifestazioni femministe, marce di protesta di operai e studenti, abitazioni fatiscenti, bidonville, ma anche i suoni, la magia, i colori, il fascino delle tradizioni, della quotidiana ritualità di etnie diverse, di canti, danze, di sentimenti e di persone che si riuniscono per festeggiare. Il film, come afferma lo stesso regista: “Non giudica, non dimostra, non pretende di essere esaustivo. È un documento”.
La proiezione del film di Louis Malle sarà preceduto dalla proiezione di un breve videodocumentario sull’ Etnomuseo dei Monti Lepini di Roccagorga realizzato dal laboratorio multimediale del Museo di Roma in Trastevere per diffondere la conoscenza dei musei demoetnoantropologici presenti nel Lazio.   
Domenica 27 Marzo alle ore 10,30 per la rassegna “Cineantropografie – Memorie e Territori nei film di ricerca di Paolo Isaja e Maria Pia Melandri” verrà proiettato il film Gramsci, la forma della memoria (1998). Il documentario è un’attenta riflessione su come i media hanno tramandato la memoria visiva del politico italiano. La cinematografia di Gramsci, infatti, quella in cui possiamo trovare la sua immagine su pellicola, è limitata ad una decina di secondi di documentario muto del 1922, rinvenute nell’Archivio di Stato di Mosca. Mentre è molto florida la produzione audiovisiva su Gramsci: film, sceneggiati, documentari, anche cartoni animati. Utilizzando tutte queste forme di trasmissione della memoria, Paolo Isaja e Maria Pia Melandri, propongono un confronto mediali che ha, come fine ultimo, quello di mettere in luce sia aspetti biografici della vita di Gramsci che di ricostruzione storica del periodo da lui vissuto. Per raggiungere questo obiettivo nel film vengono smontate e isolate singole sequenze o blocchi di sequenze, che, per analogie tematiche, consentono di essere poste in relazione tra loro.
Partendo da questo materiale audiovisivo, per la maggior parte prodotto molti anni dopo la morte dell’intellettuale sardo, i registi ragionano sulle diverse modalità di trasmissione delle forme della memoria con i mezzi audiovisivi, nonché su come questa memoria prodotta con i media si relazioni alla memoria sociale globale, prodotta con l'intera gamma dei modi della comunicazione.

     Al termine delle proiezioni il consueto incontro con il pubblico tenuto dal regista Paolo Isaja, Direttore dell’Ecomuseo del Litorale Romano.

    Le proiezioni delle rassegne hanno luogo nella Sala Visioni del Polo Ostiense dell’Ecomuseo del Litorale Romano, situato nell’Area dell’Impianto Idrovoro di Ostia Antica, in Via del Fosso di Dragoncello, 172 (località Longarina) nelle vicinanze di Ostia Antica e a circa 3 km da Ostia Lido.

      L’ingresso alle proiezioni e agli incontri è gratuito.
 
VISIONA I NOSTRI LIBRI QUI: http://www.ecomuseocrt.it/pubblicazioni/libri/

E SCOPRI I NOSTRI FILM: http://www.ecomuseocrt.it/pubblicazioni/film-e-multimedia/

CRT - Cooperativa Ricerca sul Territorio
via del Fosso di Dragoncello 168 - 172
CAP 00124 Ostia Antica - Roma

tel: 06.5650609 / email: crt.ecomuseo@tin.it
mailinglist e comunicati: info@ecomuseocrt.it



www.ecomuseocrt.it

sabato 19 marzo 2011

Succede a Roma: cinema all'Ecomuseo 19 e 20marzo2011

CINEMAALL'ECOMUSEO
cineANTROPOgrafie
Memorie e Territori nei film di ricerca di Paolo Isaja e Maria Pia Melandri

Domenica20marzoore10:30 / Storie della malaria (1994)
A SEGUIRE
La Fabbrica (2001) / di Paolo Isaja e Maria Pia Melandri
AL TERMINE DELLA PROIEZIONE INCONTRO conGLI AUTORI

  
sabato19marzoore15:00 / Museionvideo
 
Museo Il Cavallo e l'uomo / Blera (VT)

ore15:15  Ambientemondo
L'UOMO E L'AMBIENTE NEL CINEMA D'AUTORE INTERNAZIONALE
Voci nel tempo / di Franco Piavoli
Sala Visioni dell'Ecomuseo del Litorale Romano 
VIA DEL FOSSO DI DRAGONCELLO 172 / OSTIA ANTICA

comunicato stampa 11/03/13
L'Ufficio Stampa della CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio comunica:


PROSEGUE LA RASSEGNA DEDICATA AI FILM DI RICERCA DI PAOLO ISAJA E MARIA PIA MELANDRI: QUESTA SETTIMANA UNO SGUARDO SULLA MEMORIA E IL TERRITORIO OSTIENSE CON "LA FABBRICA" E "STORIE DELLA MALARIA".

Continua la rassegna “Cineantropografie – Memorie e Territori nei film di ricerca di Paolo Isaja e Maria Pia Melandri” che propone film documentari di natura antropologica all’Ecomuseo del Litorale Romano.

Domenica 20 Marzo alle ore 10,30 verranno proiettati Storie della malaria (1994), terzo "atto" della Pentalogia della Bonifica, che i due autori hanno dedicato nel tempo al recupero della memoria delel comunità litoranee a partire dalla prima bonifica dell'Italia Unita, avvenuta proprio su questo territorio 127 anni fa e La Fabbrica (2001), film di indagine urbanistica e al tempo stesso antropologica sul passato ed il presente dell'edificio che oggi, ad Ostia, ospita le sale del cinema multisala Cineland.

Storie della Malaria:

Un secolo fa il litorale romano è stato il terreno di coltura che ha consentito agli scienziati di effettuare le scoperte essenziali per l'individuazione delle cause della malaria.
All'indomani della proclamazione di Roma Capitale, il governo italiano non poteva permettersi di insediare le strutture vitali del nuovo Stato in una città circondata da una campagna infestata dalla malaria grave. L'epidemia infatti era così diffusa e radicata che diverse zone della città erano considerate di per se malariche. Era quindi necessario avviare ricerche, attuare interventi, intraprendere bonifiche e trasformazioni ambientali.
A quel tempo la conoscenza delle cause del morbo era assai scarsa: si sapeva come combattere le febbri ma non si conoscevano gli agenti e i modi di propagazione.

A partire dal 1880, nel corso di quasi un ventennio, gli studi nel merito subiscono una svolta improvvisa, acquistano vigore e determinazione e ben presto scienziati francesi, inglesi e italiani riescono a individuare l'agente e il vettore della terribile malattia. Ma mentre francesi e inglesi effettuano le loro ricerche rispettivamente in Africa e in India, gli italiani hanno il triste vantaggio di non doversi allontanare neppure di un metro per poter avere la materia prima di studio.

L'agro litoraneo di Roma, dove allignava la terzana maligna, la peggior forma di malaria, era dunque il teatro principale della ricerca e della lotta antimalarica. Qui venivano catturate le zanzare anopheles che Giovan Battista Grassi e gli altri studiosi consideravano il vettore di trasmissione del morbo. Qui si sperimentavano profilassi e cure che - sulla base di un estratto della corteccia dell'albero della china, il chinino - si andavano progressivamente attuando per la eradicazione della malaria. Sempre in queste zone furono messe in atto le prime pratiche di disinfestazione, prevenzione, bonifica che servirono al miglioramento generale delle condizioni ambientali del territorio. Malgrado tutto ciò, il litorale romano è rimasto zona malarica fino alla seconda guerra mondiale.

Il film affronta l'argomento dal punto di vista delle esperienze compiute dei primi abitatori del litorale romano in epoca contemporanea e, in particolare, dai braccianti romagnoli bonificatori insediatisi ad Ostia e Fiumicino a partire dal 1884. La loro Colonia Agricola, a causa delle difficili condizioni ambientali, dovette essere organizzata autonomamente anche dal punto di vista sanitario con la creazione di una sezione della Croce Verde. Col tempo i braccianti edificarono in proprio, dentro le mura del borgo di Ostia Antica, una costruzione atta all'immediato ricovero dei malati da portare a Roma per le cure.

La Fabbrica:

La "Fabbrica" è la ex Meccanica Romana di Ostia (conosciuta anche come Breda o STIMA), il più grande manufatto architettonico moderno esistente nella zona. Nei suoi 14.000 metri quadri di superficie coperta, ha funzionato, dal 1929 al 1980, un complesso industriale inizialmente destinato alla costruzione di macchine agricole e, successivamente, alla meccanica pesante. Questo ha rappresentato un primo tentativo di industrializzazione dell'area ostiense, rimasto però senza seguito fino agli anni '80.

La fabbrica viene chiusa e ceduta proprio agli inizi degli anni '80 perché non più competitiva. Da allora, fino alla fine degli anni '90, il luogo diventa set cinematografico utile, con i suoi grandi ambienti completamente vuoti, per le riprese dei più diversi film. Fellini, affascinato dagli ampi spazi interni ed esterni e dall'architettura di ispirazione classica, vi gira la scena della discoteca de La voce della Luna.

La ex-fabbrica viene poi trasformata nella "Città del Cinema", mediante l'impianto di strutture varie: un multiplex di 14 sale cinematografiche, shop e spazi per divertimenti, ristorazione ed altro. E' il cinema dunque che si impadronisce in vari modi del luogo-fabbrica, già a suo tempo oggetto di attenzione di cinegiornali o film industriali.

Nel filmstudio la vita del complesso industriale viene narrata dall'unica persona che ne ha seguito le sorti dall'inizio alla fine: il suo direttore (e poi proprietario) Camillo Barluzzi, che in questa testimonianza esclusiva rivela elementi storici inediti. Ma, insieme a quest'uomo-memoria,  è ancora una volta il cinema, nelle sue diverse forme, che dà immagine e voce alle tante storie lì vissute (o avvenute in innumerevoli analoghi luoghi). Un famoso film "operaista" degli anni '30, i Cinegiornali Luce, un documentario industriale contemporaneo, due film a soggetto (di Fellini e Vanzina), con i particolari punti di vista della cinepresa, ci portano in giro per la fabbrica proponendoci visioni e prospettive di confronto.


Si ricorda anche che Sabato 19 Marzo alle ore 15,00  verrà proiettato per la rassegna “Ambientemondo”   il film documentario Voci nel tempo di Franco Piavoli; il film sarà preceduto dalla proiezione di un breve videodocumentario sul Museo Il Cavallo e l'uomo di Blera (Viterbo) realizzato dal laboratorio multimediale del Museo di Roma in Trastevere per diffondere la conoscenza dei musei demoetnoantropologici presenti nel Lazio.


Al termine delle proiezioni il consueto incontro con il pubblico tenuto dal regista Paolo Isaja, Direttore dell’Ecomuseo del Litorale Romano.

Le proiezioni delle rassegne hanno luogo nella Sala Visioni del Polo Ostiense dell’Ecomuseo del Litorale Romano, situato nell’Area dell’Impianto Idrovoro di Ostia Antica, in Via del Fosso di Dragoncello, 172 (località Longarina) nelle vicinanze di Ostia Antica e a circa 3 km da Ostia Lido.

L’ingresso alle proiezioni e agli incontri è gratuito.
 
VISIONA I NOSTRI LIBRI QUI: http://www.ecomuseocrt.it/pubblicazioni/libri/

E SCOPRI I NOSTRI FILM: http://www.ecomuseocrt.it/pubblicazioni/film-e-multimedia/


 
CRT - Cooperativa Ricerca sul Territorio
via del Fosso di Dragoncello 168 - 172
CAP 00124 Ostia Antica - Roma
tel: 06.5650609 / email: crt.ecomuseo@tin.it
mailinglist e comunicati: info@ecomuseocrt.it



www.ecomuseocrt.it

giovedì 24 febbraio 2011

Succede a Roma: Cinema all'Ecomuseo sabato 26 febbraio 2011



CINEMAALL'ECOMUSEO

Cinema alla Carta film a scelta degli spettatori

Sabato26febbraioore15:00 / Roma Città Aperta di R. Rossellini
a seguireCineAntropoGrafie / Iolanda e Rosselini di P.Isaja e M.P.MelandriDomenica27febbraioore10:30 / Lettere dal Sahara di V. De Seta

a seguireCineAntropoGrafie / Il Placido corso degli eventi di P.Isaja e M.P.Melandri

AL TERMINE DELLE PROIEZIONI INCONTRO conPAOLO ISAJA

Sala Visioni dell'Ecomuseo del Litorale Romano
 
VIA DEL FOSSO DI DRAGONCELLO 172 / OSTIA ANTICA
 

 
Anna Magnani in Roma città aperta



comunicato stampa 11/02/08
L’Ufficio Stampa della CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio comunica:

DOPPI APPUNTAMENTI NEL WEEK END CINEMATOGRAFICO DELL’ECOMUSEO: AI TITOLI DI ROSSELLINI E DE SETA SCELTI DAL PUBBLICO, SI AGGIUNGONO I FILMSTUDIO DI PAOLO ISAJA E MARIA PIA MELANDRI

        Secondo week end di programmazione di Cinema alla Carta all’Ecomuseo del Litorale Romano.
Questa settimana la scelta del pubblico è andata su due autori fondamentali della storia del cinema italiano: Roberto Rossellini e Vittorio de Seta. Contemporaneamente inizia la nuova rassegna Cine Antropografie, Memorie e Territori nei film di Paolo Isaja e Maria Pia Melandri, dove sarà possibile visionare parte della ricca produzione documentaria dei due registi residenti nel Litorale Romano.

Si inizierà Sabato 26 febbraio alle ore 15,00
con la proiezione di Roma Città Aperta (1945), capolavoro di Roberto Rossellini.
Primo episodio della trilogia neorealista di Rossellini, Roma città aperta è universalmente riconosciuto come un capolavoro, una sorta di film-simbolo del Neorealismo. Accolto freddamente in Italia, il film ebbe immediato successo all'estero vincendo il Festival di Cannes nel 1946.
Il film si ispira alla storia vera di don Luigi Morosini, torturato e ucciso dai nazisti perché colluso con la Resistenza. Nella Roma del '43 e '44, si intrecciano le vicende di alcune persone, coinvolte nella Resistenza antinazista. Durante l'occupazione, don Pietro protegge i partigiani e, tra gli altri, offre asilo ad un ingegnere comunista: Manfredi. Nel frattempo, la popolana Pina, fidanzata con un tipografo impegnato nella Resistenza, viene uccisa a colpi di mitra sotto gli occhi del figlioletto mentre tenta d'impedire l'arresto del suo uomo, trascinato via su un camion. Poco più tardi, anche don Pietro e l'ingegnere - tradito quest'ultimo dalla propria ex-amante tossicodipendente - vengono arrestati. Manfredi muore sotto le atroci torture inflittegli dai tedeschi per ottenere i nomi dei suoi compagni della Resistenza. La sorte di Don Pietro è la stessa: il sacerdote viene fucilato davanti ai bambini della propria parrocchia, tra i quali il figlio ormai orfano di Pina.

A seguire verrà proiettato Iolanda e Rosselini (1995) filmstudio di Paolo Isaja e Maria Pia Melandri dedicato al recupero di un'importante testimonianza: quella di Jolanda Benvenuti, montatrice cinematografica, che fu la vera esecutrice del montaggio di Roma città aperta di Rossellini.
Jolanda conobbe Rossellini alla fine degli anni '30, quando il regista le chiese di montare un suo cortometraggio. Da quel momento nacque tra i due un sodalizio di lavoro che proseguì, pressoché ininterrotto, fino alla scomparsa del regista.
Malgrado ciò, il nome di Jolanda non figura nei credits di Roma Città aperta, che pure fu opera sua per quanto riguarda il montaggio e l'edizione. Forse è per questo suo non formalizzato accredito che, nelle innumerevoli occasione in cui è stata ricostruita la storia della produzione del film, nessuno ha mai pensato di raccogliere la sua testimonianza.
Il film ha partecipato alla LII Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nel 1995 ed è vincitore del Premio Libero Bizzarri Rassegna Nazionale del Documentario di San Benedetto del Tronto nel 1996.

 Domenica 27 febbraio alle ore 10,30 è la volta di Lettere da Sahara (2004), recente ritorno al cinema di Vittorio de Seta.
Il film racconta la storia di un giovane studente senegalese che dopo la morte del padre emigra in Italia. Qui riesce a trovare un lavoro precario a Villa Literno, poi si trasferisce a Firenze da una cugina che fa l'indossatrice per  giungere, in fine, a Torino. Qui, grazie anche a un'insegnante di italiano, trova una situazione stabile, ma un'aggressione razzista lo spinge a riconsiderare tutto.

 A seguire verrà proiettato Il placido corso degli eventi (2003), filmstudio di Paolo Isaja e Maria Pia Melandri, girato durante sul set torinese del film di Vittorio De Seta, Lettere dal Sahara.
I due autori si concentrano sull’osservazione della tecnica con la quale De Seta imposta la scena, la fa eseguire, la discute alla sua conclusione per trovare insieme agli attori e ai tecnici le modifiche da apportare. Anche durante l’esecuzione della ripresa del film, le loro telecamere sono più spesso rivolte verso il regista, l’operatore, la troupe tecnica che verso il luogo dell’azione.
Poi, nei momenti di riposo, De Seta vede il materiale girato insieme ai suoi collaboratori, analizzando, criticando, per trovare sempre nuove soluzioni, magari all’apparenza impraticabili.
Per poi tornare sui set, continuare i sopralluoghi, scartare eventualità, programmare nuove scene.

        Al termine delle proiezioni il consueto incontro con il pubblico tenuto da Paolo Isaja, regista e Direttore  
        dell’Ecomuseo.
       Le proiezioni hanno luogo della Sala Visioni del Polo Ostiense dell’Ecomuseo del Litorale Romano.
       Il Polo Ostiense dell’Ecomuseo del Litorale Romano si trova nell’Area dell’Impianto Idrovoro di Ostia   
       Antica, in Via del Fosso di Dragoncello, 172 (località Longarina) nelle vicinanze di Ostia Antica e a circa 3
       km da Ostia Lido. Tutte le informazioni utili e il programma completo delle rassegne sul sito:
       http://www.ecomuseocrt.it/

       L’ingresso alle proiezioni e agli incontri è gratuito.

VISIONA I NOSTRI LIBRI QUI: http://www.ecomuseocrt.it/pubblicazioni/libri/

E SCOPRI I NOSTRI FILM: http://www.ecomuseocrt.it/pubblicazioni/film-e-multimedia/
CRT - Cooperativa Ricerca sul Territorio
via del Fosso di Dragoncello 168 - 172
CAP 00124 Ostia Antica - Roma
tel: 06.5650609 / email: crt.ecomuseo@tin.it
mailinglist e comunicati: info@ecomuseocrt.it