Arte, cinema, poesia, letteratura, informazione e formazione, news, curiosità, prevenzione infortuni, ecc.
martedì 17 dicembre 2019
domenica 15 dicembre 2019
Il tour dei sindaci ed i tre veri problemi sui rifiuti
Il tour dei sindaci ed i tre veri problemi sui rifiuti

La recente visita agli impianti di Este e Trento per il trattamento dei rifiuti pone una serie di problemi. C'è un grave ritardo nella mentalità. Che si somma ad una chiara strategia perseguita nel passato: far tardare il territorio. Affinché se ne avvantaggiassero altri. Le nuove sfide dell'economia circolare non consentono altre perdite di tempo
Il tour organizzato dal presidente della Saf Lucio Migliorelli con un primo gruppo di sindaci del territorio per visitare le eccellenze nel trattamento dei rifiuti urbani in Italia mette a nudo una serie di problemi.
La premessa

Il presidente della società pubblica per la gestione delle immondizie prodotte dai Comuni della provincia di Frosinone ha individuato due tappe. La prima ad Este dove ha sede la Sesa – Società Estense Servizi Ambientali: lì vengono lavorati gli avanzi delle cucine ciociare che ormai da oltre un anno Saf non tratta più perché ha avviato l’adeguamento degli impianti alle nuove norme. Trasferire da Colfelice a fuori territorio quelle lavorazioni ha comportato per i cittadini il raddoppio della quota nella bolletta dei rifiuti. Sesa impiega 400 dipendenti, utilizza le tecnologie che Saf ha deciso di importare dopo avere incassato nei mesi scorsi il parere favorevole dei sindaci alla trasformazione radicale dell’impianto da Tmb (le lavorazioni attuali, meccaniche e di trito vagliatura) in fabbrica dei materiali. All’atto pratico: zero puzza, zero inquinamento, bio metano e fertilizzanti agricoli dai rifiuti.
La seconda tappa è stata a Faedo (Trento) dove ha sede l’impianto di compostaggio della Bio Energia Trentino. È un esempio nazionale perché ha dimensioni contenute, è tarato sulle necessità della provincia di Trento, lavora tutti gli scarti delle cucine trentine e ne ricava energia e gas. In quel territorio c’è la mano di uno dei principali esperti in materia, l’ingegner Luciano Piacenti che opera ad Anagni ed ha realizzato l’impianto inserito alla perfezione tra i vigneti del Valdobbiadene.
Per non dimenticare

A questo primo tour hanno partecipato i sindaci Bernardo Donfrancesco (Colfelice), Enzo Salera (Cassino), Roberto De Donatis (Sora), Domenico Alfieri (Paliano) e Francesco Lavalle (San Giorgio a Liri).
Il presidente della Saf lo ha organizzato per mostrargli con mano il livello di integrazione con l’ambiente raggiunto dalle moderne tecnologie per la lavorazione dei rifiuti. Nulla a che vedere con i processi produttivi di inizio anni Novanta che caratterizzarono l’avvio della Saf: grazie alla quale la provincia di Frosinone non è più andata in emergenza, non ha vissuto sulle sue strade i drammi visti a Napoli prima ed a Roma poi.
Solo per sollecitare la memoria: oggi la Regione ritiene necessario autorizzare il 5° maxi cratere a Roccasecca per interrarci i rifiuti che abbiamo accumulato in discariche d’emergenza prima che l’allora presidente Francesco Scalia imponesse la nascita di Saf, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta.
Il primo problema
Il primo problema che quel tour mette a nudo è che ben poco è cambiato nella mentalità dei sindaci nel corso di questo quarto di secolo. Nei mesi scorsi hanno approvato i conti della Saf, hanno condiviso le linee di gestione tracciate dal presidente Lucio Migliorelli, soprattutto hanno detto si praticamente all’unanimità alla riconversione dell’impianto. Benissimo.
Ma nessuno ha chiesto di andare a Trento e ad Este per vedere come funziona. Perché non si sono posti il problema di dover poi spiegare ai loro cittadini i motivi della loro scelta fatta durante l’assemblea. Quella varata da Lucio Migliorelli è la più radicale trasformazione del ciclo dei rifiuti in provincia di Frosinone dall’inizio degli anni Novanta. È il balzo nel nuovo millennio che archivia definitivamente il concetto della buca nella quale sotterrare le immondizie (vissuto fino a quando l’Ue non ci ha impedito di farlo ed ha chiuso Malagrotta, la più grande discarica a cielo aperto in Europa). È il superamento dei Tmb e l’avvio della fine per i termovalorizzatori (nati quando siamo finiti in emergenza perché non potevano più portare a Malagrotta).

Il progetto della Nuova Saf, la Fabbrica dei Materiali, contiene quanto di più avveniristico, moderno ed ecologico esista al momento sul mercato. Possibile che nessun sindaco abbia voglia di vederlo e farsi dare un dvd da proiettare in consiglio comunale quando prima o poi qualcuno in cerca di notorietà andrà a cercare il pretesto?
La loro fortuna è che lo abbia capito Lucio Migliorelli, forte dell’esperienza maturata quando dirigeva un settore dell’assessorato all’Ambiente in Regione Lazio. Ha giocato d’anticipo.
Il secondo problema
Il secondo problema è chi soffia sul fuoco. Per anni le aree tra Roccasecca, Colfelice e San Giovanni Incarico sono state teatro di proteste e manifestazioni. Giustissime e sacrosante in molti casi: le tecnologie fino a ieri avevano forti limiti e generavano come effetto collaterale i cattivi odori nei quali era impossibile vivere.
Non è un caso che Lucio Migliorelli abbia affrontato la questione in modo radicale: se a generare la puzza sono i rifiuti organici che fermentano li togliamo e cambiamo del tutto le tecnologie. Così ha fatto. Ma per un periodo i cittadini pagheranno il doppio? Paghiamo tutti il trasferimento della produzione fuori territorio, prima pagavano solo quelli che abitano in zona respirandosi i cattivi odori.

Una parte delle proteste però non era spontanea. A manifestare – ha scoperto all’epoca la polizia – arrivavano anche persone che nulla avevano a che fare con il territorio, con la provincia, talvolta con il Lazio. Non occorre uscire dal convento delle Orsoline per comprendere che il blocco del ciclo dei rifiuti in Ciociaria alimentava ben altri interessi fuori zona.
Lo smantellamento di alcuni schemi, operato dalle forze dell’ordine a Roma, ha avuto riflessi anche in provincia di Frosinone.
I sindaci ora non sono sotto assedio. Bene. Ma solo costruendo una mentalità ambientalista forte, radicata su elementi concreti e non sulle paure, sarà possibile evitare che qualcuno venga a soffiare di nuovo a Colfelice. E questa coscienza è ben lontana dall’essere costruita.
Il terzo problema
Il terzo problema è quello più pratico. Ed è quello sul quale il Legislatore, le prefetture, la Procura della Repubbblica, non potranno tardare molto ad intervenire. È il problema che l’ex presidente di Saf, Cesare Fardelli ha messo a nudo tante volte: tutte quelle in cui le associazioni gli chiedevano di poter ispezionare l’impianto.
La risposta era sempre la stessa: siete i benvenuti, ma chi siete, chi rappresentate, quanti iscritti avete che competenze possedete? Il rischio evidenziato da Fardelli è sempre stato oggettivo: non si possono mettere allo stesso tavolo un ingegnere ambientale e la signora Mariuccia. Che ha tutto il diritto di avere intorno a lei aria respirabile e pulita: ma il confronto tecnico può avvenire tra tecnici. Altrimenti si trasforma una cosa seria in una gazzarra da condominio.

È il grande equivoco che sta emergendo in tutta evidenza in questi giorni. Con l’avvento dell’economia circolare, basata sul recupero e riutilizzo dei materiali, ci sono grandi progetti che possono modificare radicalmente l’assetto economico dell’intera provincia di Frosinone. Soprattutto ora che il futuro dello stabilimento Fca è del tutto incerto. E c’è chi ha tutto l’interesse di farli saltare. Per il motivo di cui al punto due: faccio cacciare nel giardino tuo così il business me lo porto nel giardino mio.
Le associazioni ambientaliste sono la migliore garanzia ed il principale stimolo per fare meglio. Ma a loro tutela va fatta chiarezza e pretesa trasparenza.
Nel frattempo, anche le visite ad Este ed a Trento vanno bene. Ma se vogliamo diventare estensi e trentini anche noi, prima o poi dobbiamo smettere di fare viaggi ed importare la mentalità ambientalista che lì gli ha consentito di realizzare quegli impianti. Mentre qui venivano bloccati da tonnellate di ricorsi ai Tar.
I pastori del mio presepe
I pastori del mio presepe
sono i dubbi
che ancora
mi tengono vivo.
Quando finiranno
salirò sul monte
anch’io
senza pensare ad altro
che al bene di tutti
compreso il mio
per togliere
da questo mondo il male
che ci fa dannare
per non odiare
chi mi è difronte
avversario
o diverso
e il viatico
di una risorgenza,
la consolazione
all’astinenza del sapere
che ha sempre sperato
nel piacere del capire…
Gioacchino Ruocco
15.12.019 Ostia Lido
I pastori del mio presepe
sono i dubbi
che ancora
mi tengono vivo.
Quando finiranno
salirò sul monte
anch’io
senza pensare ad altro
che al bene di tutti
compreso il mio
per togliere
da questo mondo il male
che ci fa dannare
per non odiare
chi mi è difronte
avversario
o diverso
e il viatico
di una risorgenza,
la consolazione
all’astinenza del sapere
che ha sempre sperato
nel piacere del capire…
15.12.019 Ostia Lido
venerdì 13 dicembre 2019
SORRISI IN ARTE E MUSICA / Il 15 dicembre 2019, presso lo studio dentistico del Dott. Ronen Kol, in Viale Vega n. 4 Ostia (Roma) alle ore 16,30
Il 15 dicembre 2019, presso lo studio dentistico
del Dott. Ronen Kol, in Viale Vega n. 4 Ostia (Roma)
alle ore 16,30
SORRISI IN ARTE E MUSICA
Sulla scia del successo avuto dalle precedenti edizioni 2017 e 2018 anche quest'anno, il 15 dicembre 2019, presso lo studio dentistico del Dott. Ronen Kol, in Viale Vega n. 4 Ostia (Roma) si terrà la terza edizione di "SORRISI in ARTE e MUSICA", un evento unico nel suo genere, dove l’arte e la musica di eccellenza si affiancheranno ai sorrisi che il Dott. Ronen Kol continua a creare proseguendo la tradizione familiare di successo da oltre 50 anni.
Aprirà l’evento il musicista romano Ivano D’Ortenzi, che all’età di 11 anni già sapeva suonare la chitarra con una certa competenza. Con un gruppo di 3 amici del suo quartiere, il “Testaccio” - che è stato la location privilegiata dei film di Pierpaolo Pasolini e Ferzan Ozpetek - ha formato il gruppo musicale degli Exploit. Dopo aver eseguito cover dei Pooh e dei Beatles, il gruppo ha iniziato a scrivere e proporre brani composti da loro. Nel 1986 gli Exploit hanno partecipato ad un’audizione con Renato Zero al Piper di Roma per un programma sulla Rai. Anche se il gruppo si è sciolto nel 1988 Ivano ha continuato a scrivere testi e musica come cantautore, a creare originali arrangiamenti delle cover e a proporre scelte musicali uniche e raffinate in grado di soddisfare sia il pubblico che gli esperti del settore musicale.
“Sorrisi in arte e musica” è un evento che vuole mettere in evidenza anche alcuni significativi percorsi artistici: Magda Bava , diplomata all’Accademia di Belle Arti di Napoli in scenografia, ha operato con continuità nel settore artistico dipingendo o restaurando con sapienza tecnica, compositiva e cromatica ornamenti decorativi per gli esterni e per gli interni. Nei suoi quadri su tela adotta molto spesso il trompe-l’oeil (l’inganno dell’occhio), un genere pittorico che rende il quadro abitabile nel senso che riproduce la realtà secondo una tecnica pittorica naturalistica basata sull’uso del chiaroscuro e su regole di prospettiva che aumentano al massimo il senso dello spazio e della profondità coinvolgendo anche la cornice che viene dipinta sulla tela divenendo il prolungamento stesso dell’opera.
Salvatore Dattolo è un artista di rara sensibilità, che negli ultimi due anni ha maturato l’idea di dedicare ai “PERSI“ - i persi nelle strade del mondo, i persi sociali, i persi virtuali, per amore, per l’arte, per gioco, per droga, per una religione troppo radicale, per vizio, ecc... un’impegnata ricerca plastica attraverso una serie di opere in legno e in tufo. Particolarmente interessante è la scultura “Leggera Manù”, dedicata alla tragica scomparsa di Emanuela Orlandi, una ragazza di 15 anni figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia, avvenuta a Roma il 22 giugno 1983 e, tra dubbi e misteri, mai ritrovata. La scultura è a tutto tondo in legno di noce, godibile da ogni punto di vista. Rappresenta una ragazza nuda e pura, indifesa senza mani e senza piedi, ma che si erge sulla cupola di San Pietro quasi a chiedere giustizia e verità sulla sua storia.
Giuseppe Giaquinto, scomparso il 30 aprile 2013, è un artista che ha amato ritrarre nelle sue tele i paesaggi più suggestivi, gli scorci e gli angoli più intimi di Procida, sua terra natale, e di tutte le altre splendide località della fascia costiera campana. Attraverso la pittura ha cercato l'anima delle cose, della natura e la forza interiore dei sentimenti. Il disegno, sempre puntuale e duttile, sostiene armonicamente la struttura di ogni sua composizione che si avvale di una cromia pura e splendente. Bisogna parlare anche degli artisti che non ci sono più, perché il ricordo e la memoria hanno bisogno di nutrimento e di eventi e le nuove generazioni di bravi maestri.
Paola Guia Muccioli ha dipinto una serie di opere che rappresentano gli ambienti interni di un casolare ormai disabitato. Questa serie è nata nel 2016 dal sentimento di vite vissute e perdute nel flusso del tempo che passa. Dopo anni di abbandono e, forse, di incursioni vandaliche, gli ambienti dipinti da Guia sono quasi fatiscenti, ma colmi di impalpabili e suggestive memorie: sembra di sentire ancora il caldo tepore di una stufa, gli odori del cibo, i suoni della sera, i fruscii della campagna, le voci dei bimbi in un colloquio emozionale tra passato e presente. Sono opere complesse ed impegnate per ispirazione, per impianto e per linguaggio.
Seby Ruocco, in musica ICE ONE, è uno dei capofila della Street-Art e, attraverso le sue opere, possiamo comprendere a fondo uno dei fenomeni artistici giovanili più complessi e provocatori degli ultimi decenni. E’ uno di quelle personalità poliedriche, aperte ed interessate a tutto quanto è comunicazione, versatile in tutte le arti: dalla musica alla scultura, dal disegno alla pittura, dalla poesia alla letteratura, dalla break dance al rap. Praticamente un’arte fa da contrappunto all’altra e nella contaminazione si valorizzano entrambe facendo intuire il prezioso background artistico e culturale dell’Autore. Le due opere sul cavalletto “L’uomo sogna il volo” e “Macchina volante” hanno partecipato nel 2003 alla mostra “IL VOLO TRA SOGNO, ARTE E STORIA” in omaggio ai fratelli Wright nel Centenario del loro primo volo (1903 – 2003) nella Sala espositiva della Banca d’Italia in via San Vitale a Roma. Sul piano scientifico la storia del volo inizia con Leonardo (Vinci 1452 – Amboise 1519), che nel Codice Atlantico della Biblioteca Ambrosiana di Milano ci lascia vari disegni delle sue “macchine volanti”, un geniale progetto di elicottero e studi sul paracadute.
A conclusione il Dott. Ronen Kol illustrerà le novitá nel campo dentistico per ot- tenere un sorriso smagliante ed accessibile a tutti sottolineando la necessità di ef- fettuare un percorso di prevenzione in linea con le principali raccomandazioni sa- nitarie. Sono indispensabili buone abitudini d’igiene orale domiciliare, controlli periodici e trattamenti di igiene professionale semestrale per mantenere uno sta- to di salute orale ottimale.
"Sorrisi in Arte e Musica” è un incontro che vuole far riflettere sul ruolo educati-vo della creatività poiché qualsiasi servizio educativo deve partire dai contenuti per farsi strumento di cittadinanza, d’inclusione sociale e di espressione delle di- versità culturali.
Drs. Anna Iozzino
(Storica dell'Arte)
X Factor 13, vince la piccola Sofia, grazie all’inedito più amato
- X Factor 13, vince la piccola Sofia, grazie all’inedito più amatoX Factor 13, vince la diciassettenne Sofia Tornambene, di Sfera Ebbasta. Ad agevolarla, un inedito bellissimo scritto a 14 anni13 dicembre 2019 –Alla fine dei giochi di X Factor 2019 a vincere non sono stati La Sierra, il gruppo favorito dai bookmaker, e nemmeno i Booda, veri animali da palcoscenico che hanno (ri)animato una edizione altrimenti decisamente moscia, ma la piccola Sofia Tornambene, in arte “Kimono”scricciolo di 17 anni portato alla vittoria, più che dalle esibizioni non memorabili, da un inedito bellissimo. “A domani per sempre”, scritto a soli 14 anni. Che ha fatto la differenza.Perché questa edizione di X Factor, dati alla mano, non ha brillato né per ascolti (quasi dimezzati rispetto allo scorso anno) né per una giuria, rinnovata in toto, che non ha saputo colmare l’assenza dei vari Fedez, Manuel Agnelli o Mara Maionchi (quest’anno del tutto “spenta”, quindi non pervenuta) delle scorse edizioni. Malika è stata una piacevole scoperta, per cultura musicale ed eleganza nei giudizi, anche quelli più taglienti, ma le è mancato il contraddittorio. Sfera, che doveva essere la rivelazione “cattiva e maledetta” di questa edizione, sembrava il chierichetto del gruppo. Samuel è stato senza dubbio il più bravo e lungimirante nello scovare i talenti, nonostante i fischi ai Bootcamp (ma si è preso la sua rivincita in diretta, ricordando al pubblico quando aveva criticato la sua scelta dei Sierra, arrivati in finale), ma anche lui si è rivelato poco empatico col pubblico e i colleghi. Il problema, azzardiamo, è stata la mancata sinergia della giuria, più che la scelta singola di ognuno di loro fatta dalla produzione.Ma soprattutto, più che la giuria, sono stati i concorrenti a non aver conquistato il pubblico. Lontani i tempi dei Maneskin o di Mengoni, nessuno di loro è riuscito ad essere travolgente e dominante, con esibizioni quasi sempre al limite della sufficienza. Eugenio Campagna, cantautore che poteva fare la differenza, si è bruciato alla semifinale con alcune dichiarazioni infelici. Forse sentiremo ancora parlare dei Sierra (duo di rapper romani molto bravi a comporre i testi)o dei Booda, dal carisma travolgente.Di Sofia, la tenera vincitrice, che non faceva che ripetere commossa di come non potesse nemmeno immaginare di arrivare così lontano, quando scriveva le canzoni nel chiuso della sua cameretta, le auguriamo, come ha detto Malika di diventare grande, senza mai cedere alla vanità del successo: “Cerca di vincere questo X Factor Sofi, visto che ne hai tutte le carte per farlo. Ma dopo che sarà successo, ti prego di non cedere mai alla vanità e diventare una di quelle ragazzine che si siedono sul fatto di avere un grande talento. Perché dopodomani ne arriverà un’altra, e poi un’altra ancora, brava come te. Sappi che puoi fare delle cose grandiose anche da grande, quindi tienici compagnia perché sarebbe bellissimo”.Leggi anche
Iscriviti a:
Post (Atom)



