sabato 6 novembre 2021

 

Covid, un gene raddoppia il rischio di morte: nuova scoperta

Scoperto il gene che predice chi è più a rischio di morte per il coronavirus: appartiene a gruppi etnici specifici ma altri fattori entrano in gioco

In uno scenario in cui l’epidemia di coronavirus torna a correre in Italia, con l’Oms che parla di “quarta ondata” con un epicentro in Europa, dai ricercatori di Oxford è arrivata una nuova importante scoperta che riguarda i morti per il Covid-19. Stando a quanto dichiarato dagli scienziati, infatti, esiste un gene che indica una possibilità doppia di morire per il coronavirus. Gli studiosi hanno anche indicato quali sono i gruppi portatori di questo gene.

Lo studio è stato pubblicato su “Nature Genetics” da parte del team guidato dai professori James Davies e Jim Hughes dell’MRC Weatherall Institute of Molecular Medicine dell’Università di Oxford.

Covid, qual è il gene che indica chi è più a rischio di morte

Prima di tutto, la ricerca è partita dall’indagare perché alcuni gruppi etnici sono più suscettibili di malattia grave di altri. Così, gli studiosi dell’Università di Oxford hanno infatti identificato un gene specifico che raddoppia il rischio di insufficienza respiratoria da Covid-19.

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Si tratta del gene noto come Lztfl1 e la scoperta apre alla possibilità di ricercare trattamenti specifici per i pazienti con questo gene, anche se nessun farmaco su misura è attualmente disponibile.

Una versione a più alto rischio del gene, stando a quanto hanno spiegato i ricercatori, impedisce alle cellule che rivestono le vie aeree e i polmoni di rispondere correttamente al virus.

Chi è portatore del gene che aumenta il rischio di decessi per Covid

Circa il 60% delle persone sud-asiatiche hanno questa versione del gene, rispetto al 15% di quelle con patrimonio europeo, secondo lo studio pubblicato il 4 novembre.

I risultati possono aiutare a spiegare perché più alti tassi di ospedalizzazione e morte possono essere stati visti in alcune comunità e nel subcontinente indiano.

Ad ogni modo, gli autori hanno sottolineato che il gene non può essere utilizzato come unica spiegazione in quanto molti altri fattori, come le condizioni socioeconomiche, giocano un ruolo. Ad esempio, nonostante un impatto significativo del virus alle persone con ascendenza afro-caraibica, soltanto il 2% porta il genotipo a più alto rischio.

A parità di condizioni, ha spiegato il co-autore principale dello studio James Davies, “se hai il genotipo a rischio più elevato e ti senti molto male con il Covid, c’è un 50% di possibilità che non ti sarebbe successo se avessi avuto il genotipo a rischio più basso”.

VirgilioNotizie | 05-11-2021 21:05

Fonte foto: ANSA

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giovedì 4 novembre 2021

Quanno 'o sole sponta p''a rampa 'e Santa Teresa Gioacchino Ruocco 1956

 Da 

SALAD'ATTESA.POESIE RG

Poesie

domenica 26 giugno 2016


Quanno 'o sole sponta ... G. Ruocco 1956


PQuanno 'o sole sponta

 

Quanno 'o sole sponta

p''a rampa 'e Santa Teresa

me metto 'nmanche 'e cammisa

e t'aspetto.

 

Tanno é cchiù bello 'o sole.

'E llastre toie me parleno

dicenno sti pparole:

- Aiccanno, se sta lavanno 'a faccia,

se sta facenno 'e trezze,

mò vide che te caccia

stu mese 'e abbrile !

 

E arille arille

comme sò belle chisti capille,

che sò doie perle

chist'uocchie belle ?

 

E addure 'e rose

e anepeta nuvella

e 'o cielo te fa festa

quanno scinne

e i' e 'o core

'ncantate rummanimme

sule a guardarte,

sule a penzarte,

sule a te sunnà.

 

 

Ruocco Gioacchino

Piano di Sorrento 1956

Pubblicato da Gioacchino Ruocco 22:30 https://resources.blogblog.com/img/icon18_edit_allbkg.gif 


Sono anni che cerco di rendere omaggio alla memoria di Giuseppe IORIO che ebbi come professore di italiano all’Istituto Tecnico nautico Nino Bixio di Piano di Sorrento che venuto a conoscenza della mia vena poetica, non solo mi dimostrò stima e comprensione facendomi pubblicare la poesia in oggetto e qualche altra su giornale “La voce di Stabia”, ma in anticipo sui tempi, quando Facebook era ancora da venire, mi chiese davanti a tutta la scolaresca del secondo anno, di diventare amici e di darmi del tu ricambiandoglielo naturalmente. Lo guardai esterrefatto e gli risposi che se a lui faceva piacere non poteva non fare piacere anche a me, ma fuori dalla scuola preferivo continuare a portargli rispettoche gli dovevo.

Soltanto raramente sono tornato fisicamente a Piano di Sorrento dove risiedono ancora molti amici. Il servizio militare prima, un imbarco poi molto breve per un malanno che mi accorse a bordo, il mio trasferimento a Torino quale dipendente dell’Associazione Nazionale Controllo Combustione, come tecnico ispettivo, il matrimonio, il trasferimento a Roma, dove mi sono interessato di tante altre cose, oltre che del lavoro che sono riportate nella biografia che le invierò se la mia proposta troverà accoglienza. Ultimamente ho partecipato con un mio scritto alla pubblicazione “Quelli della terza B” firmata da Cilento Biagio. Ricordo che il professore partecipava attivamente alla vita politica di Piano di Sorrento, ma gli sforzi per rintracciarlo sono sempre risultati vani. Lo stesso Istituto nautico non ha risposto alle continue mie richieste di informazioni per aiutarmi nelle mie ricerche e nei miei intenti. Quello che fin qui ho raccolto dalla vita lo debbo solamente a chi mi ha voluto bene. Spero che anche Lei me ne voglia per ricordare un uomo che, oltre a una figlia che dovrebbe abitare a Sant’Agnello, ha sicuramente lasciato qualche memoria anche a Piano come i vari professori del posto che mi ebbero come alunno.

Saluti e buona giornata e che il sole continui a spuntare per la rampa di Santa Teresa per tutti ragazzi che ci sono passati e per tutti quelli che ci passeranno negli ani a venire. 

 

Gioacchino Ruocco.  email:gioacchinoruocco@libero.it  - cell. 3277363578



PQuanno 'o sole sponta

 

Quanno 'o sole sponta

p''a rampa 'e Santa Teresa

me metto 'nmanche 'e cammisa

e t'aspetto.

 

Tanno é cchiù bello 'o sole.

'E llastre toie me parleno

dicenno sti pparole:

- Aiccanno, se sta lavanno 'a faccia,

se sta facenno 'e trezze,

mò vide che te caccia

stu mese 'e abbrile !

 

E arille arille

comme sò belle chisti capille,

che sò doie perle

chist'uocchie belle ?

 

E addure 'e rose

e anepeta nuvella

e 'o cielo te fa festa

quanno scinne

e i' e 'o core

'ncantate rummanimme

sule a guardarte,

sule a penzarte,
sule a te sunnà.

 

 

Ruocco Gioacchino

Piano di Sorrento 1956

Pubblicato da Gioacchino Ruocco 22:30 https://resources.blogblog.com/img/icon18_edit_allbkg.gif 

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Sono anni che cerco di rendere omaggio alla memoria di Giuseppe IORIO che ebbi come professore di italiano all’Istituto Tecnico nautico Nino Bixio di Piano di Sorrento che venuto a conoscenza della mia vena poetica, non solo mi dimostrò stima e comprensione facendomi pubblicare la poesia in oggetto e qualche altra su giornale “La voce di Stabia”, ma in anticipo sui tempi, quando Facebook era ancora da venire, mi chiese davanti a tutta la scolaresca del secondo anno, di diventare amici e di darmi del tu ricambiandoglielo naturalmente. Lo guardai esterrefatto e gli risposi che se a lui faceva piacere non poteva non fare piacere anche a me, ma fuori dalla scuola preferivo continuare a portargli rispettoche gli dovevo.

Soltanto raramente sono tornato fisicamente a Piano di Sorrento dove risiedono ancora molti amici. Il servizio militare prima, un imbarco poi molto breve per un malanno che mi accorse a bordo, il mio trasferimento a Torino quale dipendente dell’Associazione Nazionale Controllo Combustione, come tecnico ispettivo, il matrimonio, il trasferimento a Roma, dove mi sono interessato di tante altre cose, oltre che del lavoro che sono riportate nella biografia che le invierò se la mia proposta troverà accoglienza. Ultimamente ho partecipato con un mio scritto alla pubblicazione “Quelli della terza B” firmata da Cilento Biagio. Ricordo che il professore partecipava attivamente alla vita politica di Piano di Sorrento, ma gli sforzi per rintracciarlo sono sempre risultati vani. Lo stesso Istituto nautico non ha risposto alle continue mie richieste di informazioni per aiutarmi nelle mie ricerche e nei miei intenti. Quello che fin qui ho raccolto dalla vita lo debbo solamente a chi mi ha voluto bene. Spero che anche Lei me ne voglia per ricordare un uomo che, oltre a una figlia che dovrebbe abitare a Sant’Agnello, ha sicuramente lasciato qualche memoria anche a Piano come i vari professori del posto che mi ebbero come alunno.

Saluti e buona giornata e che il sole continui a spuntare per la rampa di Santa Teresa per tutti ragazzi che ci sono passati e per tutti quelli che ci passeranno negli ani a venire. 

 

Gioacchino Ruocco.  email:gioacchinoruocco@libero.it  - cell. 3277363578