giovedì 21 gennaio 2021

 

21 gennaio 2021
ore 20:45
di Lorenzo Badellino
tempo di lettura
2 minuti, 31 secondi
 Per tutti
Meteo Italia venerdì
Meteo Italia venerdì

SITUAZIONE. Dopo il passaggio del primo impulso atlantico di giovedì, ancora piuttosto debole, venerdì sarà la volta di un secondo e più organizzato fronte. Provocherà una decisa intensificazione dell'instabilità su gran parte delle regioni tirreniche e al Nord, con fenomeni destinati a divenire a tratti abbondanti e temporaleschi e nevicate che si faranno copiose sulle Alpi. L'intenso flusso di Libeccio che accompagnerà il fronte, pilotato da un profondo minimo depressionario in movimento tra la Costa Azzurra e il Mar Ligure, trasporterà correnti di aria più mite responsabili di un aumento delle temperature e del limite delle nevicate. Farà eccezione il Nordovest, dove resisteranno sacche di aria più fredda nei bassi strati con neve ancora a quote collinari in Piemonte. Rimarranno invece più all'asciutto le regioni adriatiche e quelle ioniche, seppur con nuvolosità sempre più spessa. Vediamo i dettagli:

METEO ITALIA VENERDÌ. Fenomeni deboli fino al mattino al Nord, mentre risulteranno già più intensi sul versante tirrenico, ovest Sardegna e Liguria con piogge e rovesci che si intensificheranno ulteriormente in giornata, divenendo temporaleschi tra Liguria e Toscana con possibili nubifragi e accumuli pluviometrici anche superiori ai 100mm entro fine giornata sull'Appennino Toscano, a tratti intensi anche su Umbria e Lazio. Sempre in giornata fenomeni in intensificazione al Nord con rovesci anche intensi tra est Piemonte, Lombardia, ovest Emilia, alto Triveneto e arco alpino in genere, con neve dai 1000m circa, ad eccezione del Piemonte dove cadranno ancora a quote collinari o fino in pianura sul Cuneese. Fenomeni più sporadici sull'Emilia orientale, tendenza ad attenuazione del maltempo in serata al Nordovest. Nuvoloso ma più asciutto su ioniche e adriatiche, salvo la tendenza a qualche pioggia in arrivo entro sera fin sulle coste tra Marche e Abruzzo. Neve sull'Appennino centro-settentrionale dai 1400/1700m. Venti forti da sud-sudovest con possibili mareggiate sulle coste esposte e raffiche di Garbino lungo l'Adriatico. Temperature in ulteriore lieve aumento al Sud e sull'Adriatico.

ATTENZIONE, POSSIBILI CRITICITA' IN TOSCANA ED EMILIA. Le regione si troverà direttamente esposta all'intenso flusso di Libeccio e riceverà fenomeni molto intensi dal pomeriggio, anche temporaleschi. Gli accumuli pluviometrici in 24 ore potranno raggiungere e localmente superare i 100mm e il rialzo termico innescato dal mite respiro libecciale innalzerà il limite delle nevicate verso i 1500m, oltre le quote in cui è già presente l'abbondante manto nevoso creatosi nel corso di gennaio. La fusione della neve preesistente insieme alle grandi quantità di pioggia prevista andranno ad ingrossare i corsi d'acqua e potrebbero creare criticità su alcuni rii minori oltre ad alcuni smottamenti. A rischio criticità anche il versante emiliano dell'Appennino, sia per le abbondanti precipitazioni in arrivo che per la grande quantità di neve preesistente.

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mercoledì 20 gennaio 2021

Tutto può essere .... ma credo che non è

 Su EBAY c'è un pittore che vende tele /dipinti realizzati da un Gioacchino Ruocco nato il mio stesso anno. Tutto può essere, ma mi corre il desiderio di conoscerlo dopo aver visto in un'altra vendita  un lavoro simile con una copia di una monografia edita da Edizioni Comed milano da me presntata.

Cweco qualcuno che può svelarmi l'arcano per definirla diversamente in quanto da EBAY, la volta precedente mi dissero che il bene gli era arrivato da un privato e non potevano violare il segreto professionale. Intanto mi dissocio dalla vendita messa in atto e chiedo l'intervento dell'organo statale competente sulle video vendite.

Ostia Lido...20.01.2021   Gioacchino Ruocco

Scialpi chiede aiuto: «Sono in condizioni di estrema indigenza, farei anche il cameriere»

 

Shalpy è in difficoltà economiche e chiede aiuto. Il cantautore, 58 anni, in un’intervista a Rolling Stone racconta di star attraversando un momento molto difficile, di aver investito tutti i suoi risparmi nell’incisione di un nuovo brano (“Let it snow”) e di avere bisogno di assistenza: «In questo momento mi trovo in una situazione di estrema indigenza, come il 90% della gente che fa questo mestiere. Faccio parte di una fetta di persone che non sono calcolate né dallo Stato, né dall’immaginario collettivo».

foto-scialpi

Shalpy, al secolo Giovanni Scialpi, lancia così un appello: «Sarei anche disposto a fare il cameriere o qualsiasi altra cosa mi venisse proposta. Io sono molte cose, posso affrontare tanti ambiti lavorativi. Farei qualsiasi cosa mi dia la possibilità di essere me stesso. Non sono una cattiva persona e vorrei aiutare il prossimo come fa un prete in chiesa o un professore a scuola».

Shalpy racconta le difficoltà dell’ultimo periodo: «Si ha l’idea che l’artista campi d’aria. Non si capisce la concretezza e l’imprenditoria che sta dietro al sistema. Sento la necessità, alla mia età, di sistemarmi, nel senso di rilassarmi». E assicura di essere una persona «affidabile», nonostante qualche colpo di testa in passato: «Quando si è un po’ fuori dal sistema e si manifesta un po’ di rabbia è facile dire che uno è matto, invece conduco una vita lineare. Anzi, sono anche a dieta perché, oltre ad avere la sindrome di immunodeficienza tiroidea sono pure celiaco, per cui non bevo, non mi drogo, sono dritto. Esterno solo le mie emozioni. Faccio mea culpa, ho un carattere un po’ irruento, ma non sono un despota, sono una persona normale».


. . . . . .I senatori a vita non muoiono mai....

 


sabato 16 gennaio 2021

 Renate, viaggio nel piccolo comune che sogna la Serie B

Viaggio a Renate, il piccolo comune della Lombardia che sogna una storica promozione nel campionato di Serie B di calcio: storia del paese e della squadra

Renate

Il calcio è uno sport in grado di raccontare storie davvero emozionanti: una di queste vede protagonista un piccolo Comune lombardo, tra Como e Monza, vicino a una storica promozione nel campionato di Serie B. La squadra locale, infatti, a inizio gennaio 2021 si è laureata campione d’inverno del campionato di Serie C e crede sempre più nell’impresa di diventare il club più piccolo di sempre ad approdare nella ‘Cadetteria’.

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Alla scoperta di Renate: storia del piccolo Comune lombardo

Il Comune di Renate, nella provincia di Monza e Brianza, conta poco più di 4 mila abitanti. Grande 2,88 chilometri quadrati (di cui 1,30 urbanizzati), il territorio di Renate si estende tra i 281 e i 333 metri sul livello del mare.

L’origine del nome è celtica e significa “luogo del torrente“. Il territorio è stato abitato prima dai Celti e poi dai Romani (ne è prova il rinvenimento di alcuni reperti di sepolture di epoca romana e di alcune monete della medesima epoca). Il nome “Renate” è stato anche citato nel Medioevo in alcuni documenti. Nel 1530, Renate contava 91 abitanti, 20 capi di bestiame bovino. C’erano 240 pertiche coltivate a vigna, 298 a campo e prato, 230 a ronco.

Oggi, a Renate, sono presenti una scuola materna, una scuola elementare e una scuola media, tutte facenti parte dell’Istituto comprensivo scolastico “Alfredo Sassi”. Nel Comune sono presenti anche la Biblioteca Comunale “Alfredo Sassi”, una porzione del parco agricolo La Valletta, nonché la stazione di Renate-Veduggio (nella foto in basso e in copertina). L’impianto sportivo comunale di Renate è lo Stadio comunale “Mario Riboldi”, intitolato a uno dei fondatori del Renate calcio.

Renate

Come è nata la squadra di calcio del Renate

La principale squadra di calcio locale è il Renate (Associazione Calcio Renate), fondata nel 1947 col nome di Unione Sportiva Renatese da un gruppo di abitanti del posto, tifosi dell’Inter (da cui sono stati presi i colori sociali nero e azzurro). Il passaggio di denominazione a Associazione Calcio Renate è arrivato nel 1961.

Su iniziativa di don Pasquale Zanzi la rosa dell’Associazione Calcio Renate è stata riallestita con un gruppo di giovani ragazzi dell’oratorio locale. Col passare degli anni e con il salto di categoria, il campo da gioco casalingo è stato trasferito prima al già citato impianto calcistico “Alfredo Riboldi” e poi, con la promozione in Lega Pro, allo stadio comunale “Città di Meda” della vicina Meda.

In caso di passaggio in Serie B è pronto già un altro cambio di campo: le “pantere” del Renate (questo il soprannome della squadra) chiederanno ospitalità al Monza, club di proprietà di Silvio Berlusconi.

martedì 5 gennaio 2021

EPIFANIA - Cos'è e PERCHE' .....

 







Il racconto dei Magi

La festa che si occupa di questo episodio viene chiamata "Epifania", vocabolo che significa "manifestazione del Signore". In oriente viene chiamata con il vocabolo più appropriato "Teofania", manifestazione della divinità del Signore.
E' in rapporto a questo significato che in quel giorno si ricordano le tre grandi manifestazioni di Cristo-Dio: l'adorazione dei Magi, il battesimo di Gesù (anche se questa festa oggi è spostata alla domenica seguente) ed il miracolo di Cana.
Di queste tre manifestazioni l'episodio dell'adorazione dei magi ha finito col prevalere diventando in occidente l'unico tema della festa, come si deduce dalle omelie del papa S. Leone Magno.
Per divina ispirazione i magi hanno visto in quel bambino, presentato a loro dalla madre Maria, l'atteso delle Genti ed il figlio di Dio.
Con il tempo tale festa ha assunto anche una connotazione missionaria: manifestazione di Cristo-Dio al mondo pagano. I Magi sono visti dalla tradizione cristiana come la 'primitia gentium', i primi fra i pagani ad aver riconosciuto e adorato il Signore. Per questo il loro culto fu tanto fortunato, diffuso e radicato tra i convertiti dal paganesimo.
Il tema dell' "Adorazione" è diventato uno dei classici nell'arte. Solo due riferimenti tra i tanti. Il primo è il già ricordato sarcofago di Adelfia, dove la scena dei magi si riscontra due volte: sul coperchio e sotto il clipeo. Qui la Madonna appare seduta in cattedra e tiene in braccio il Bambino, che si protende nell'atto di ricevere la corona d'oro gemmata offerta dal primo dei tre Magi. L'altro è il meraviglioso mosaico di S. Apollinare Nuovo in Ravenna.
Anche in questo caso la data è probabilmente presa da una festività egiziana. Ci narra infatti Epifanio di Salamina (+ 403) che in Egitto nella notte tra il 5/6 gennaio si celebrava la nascita del dio Sole Aion dalla vergine Kore e contemporaneamente si celebrava la il culto del Nilo.

Mito o realtà

Diverse volte in quel giorno la gente mi domanda: "Padre, i re magi sono veramente esistiti o si tratta di una leggenda?".
Vediamo prima il racconto evangelico:

"Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: "Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele
".

"Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".
"Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese" (Mt., 2, 1-12).

Oltre ai Vangeli 'canonici' (riconosciuti dalla Chiesa come ispirati), ne parlano anche i vangeli apocrifi.
Il Protovangelo di Giacomo, probabilmente anteriore al IV secolo, (cap. 21-23); il Libro dell'infanzia del Salvatore, circa IX secolo, (cap. 89-91); il Vangelo dello Pseudo Matteo, verso il VI secolo, (cap. 16-17); il Vangelo Arabo dell'infanzia del Salvatore, circa la metà del VI secolo, (cap. 7-9); il Vangelo Armeno dell'Infanzia, fine VI secolo, (cap. V, 10) che ci riferisce anche i nomi, accettati poi normalmente nella tradizione. Riporto solo la citazione di quest'ultimo: " Un angelo del Signore si affrettò di andare al paese dei persiani per prevenire i re magi ed ordinare loro di andare ad adorare il bambino appena nato. Costoro, dopo aver camminato per nove mesi avendo per guida la stella, giunsero alla meta proprio nel momento in cui Maria era appena diventata madre. E' da sapere che in quel momento il regno persiano dominava sopra tutti i re dell'Oriente per il suo potere e le sue vittorie. I re magi erano tre fratelli: Melchiorre, che regnava sui persiani, poi Baldassare che regnava sugli indiani, ed il terzo Gaspare che dominava sul paese degli arabi".
E' anche interessante che il "Libro della Caverna dei Tesori", scritto nel V secolo d.C., ma riferentesi ad un testo siriaco più antico, descrive i Magi come Caldei, re e figli di re, in numero di tre.

Cominciamo dal termine

La parola 'mago' che si usa per indicare questi personaggi non va identificata con il significato che oggi noi diamo. Il vocabolo deriva dal greco 'magoi' e sta ad indicare in primo luogo i membri di una casta sacerdotale persiana (in seguito anche babilonese) che si interessava di astronomia e astrologia. Potremo meglio nominarli: studiosi dei fenomeni celesti.
Nell'antica tradizione persiana i Magi erano i più fedeli ed intimi discepoli di Zoroastro e custodi della sua dottrina. Rivestivano anche un ruolo di primo piano nella religione e vita politica.
L'idea del tempo che ciclicamente si rinnova conduceva il mazdeismo (religione della Persia preislamica) alla costante attesa messianica di un 'Soccorritore divino", il ruolo del quale sarebbe stato quello di aprire ciascuna era di rinnovamento e di rigenerazione dopo la fase di decadenza che l'aveva preceduta. In tal senso il mazdeismo si collega all'attesa messianica. In questa religione si attendevano tre successive, arcane figure di salvatori e rigeneratori del tempo futuro: l'ultimo di essi, il 'Soccorritore', sarebbe nato da una vergine discendente da Zarathustra e avrebbe condotto con sé la resurrezione universale e l'immortalità degli esseri umani. Molte leggende accompagnavano il mito del 'Soccorritore', tra le quali: una stella lo avrebbe annunciato. Tenendo conto di questo contesto culturale, non fa meraviglia il comportamento dei magi nella descrizione di Matteo.
Il nome generico di provenienza, Oriente, può indicare diverse regioni.
La Babilonia, Mesopotamia, dove si studiava specialmente l'astronomia. Si deve tener conto infatti che in seguito alla terribile distruzione di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor nel 586, gli ebrei sopravissuti furono deportati in Babilonia, dove rimasero fino alla liberazione da parte di Ciro nel 539. L'influsso ebraico si fece sentire in quella regione, dove tra l'altro anche dopo la liberazione rimasero a vivere diverse famiglie ebraiche, e dove fu compilato il Talmud Babilonese. Sicuramente a Babilonia le attese messianico giudaiche erano conosciute.
Sotto questo aspetto potrebbe trattarsi anche della Siria. Seleuco I tra il 305-280 vi aveva fondato la città di Antiochia e vi aveva concentrato numerosi giudei deportati dalla Palestina
Una terza possibilità è che i magi provenivano dalla Media. Questa si basa sullo storico greco Erodoto secondo il quale i magi appartenevano ad una delle sei tribù della Media ed esercitavano molta importanza a corte. Erano sacerdoti e venivano chiamati astrologi, indovini, filosofi.
Niente di strano quindi che un gruppo di questi studiosi fosse guidato verso la Giudea da una singolare posizione delle stelle, da far presagire qualcosa di 'strano'.
L'episodio dettagliato di Matteo, la domanda di Erode sul 'tempo' del sorgere della stella permettono di interpretare in forma storica e non allegorica l'esistenza dei magi e l'episodio della stella (19)
Ancora lo Stramare ci permette una meditazione, oltre la curiosità: "Perché Matteo avrebbe usato il termine 'ab oriente', evidentemente molto generico? Senza scartare come risposta la possibilità che Matteo ignorasse effettivamente la località precisa di provenienza, rimane sempre da considerare la sua chiara intenzione di privilegiare in questo racconto l'universalità, contro il particolarismo nel quale era rinchiusa l'attesa ebraica. L'esattezza geografica, infatti, non avrebbe servito in questo caso allo scopo: la chiamata alla fede sarebbe stata estesa semplicemente ad un altro popolo ben determinato, ma non a tutti" (20).

La stella

Molto si è scritto su questa stella. Diverse sono state le ipotesi che possono riassumersi a tre: una cometa, una 'stella nova', una sovrapposizione di satelliti.
E' difficile accettare l'identificazione della stella con la cometa di Halley in quanto comparsa 12 anni prima della nostra era. Precedentemente era stata avvistata nel 240, 164, 88 a.C.; riapparsa anche nel nostro secolo, nel 1910 e nel 1985/86. Del resto nei cieli della Palestina non è apparsa nessuna cometa tra il 17 a.C. ed il 66 d.C.
Non si può neppure pensare ad una 'stella nova', bagliore prolungato emesso da corpi celesti invisibili al momento della loro esplosione. Infatti nell'area di Gerusalemme non ne comparve nessuna tra il 134 a.C. ed il 73 d.C.
La Grande Enciclopedia Illustrata della Bibbia (21) sembra propendere per la terza ipotesi, già condivisa a suo tempo da Keplero: "Di tutte le spiegazioni possibili la più probabile rimane quella, in qualche modo accettabile sulle fonti, secondo cui si è trattato di un'insolita posizione di Giove, l'antica costellazione regale. L'astronomia antica si è occupata dettagliatamente della sua comparsa in un preciso punto dello zodiaco e l'ha identificata, sul grande sfondo di una religiosità mitologico-astrale molto diffusa, con la divinità più alta. Essa era importante soprattutto per gli avvenimenti della storia e del mondo, in quanto i movimenti di Saturno erano facilmente calcolabili. Saturno, il pianeta più lontano secondo gli antichi, era il simbolo del dio del tempo Crono e permetteva immediate deduzioni sul corso della storia. Una congiunzione di Giove e di Saturno in una precisa posizione dello zodiaco aveva certamente un significato tutto particolare. La ricerca più recente si lascia condurre dalla fondata convinzione che la triplice congiunzione Giove-Saturno dell'anno 6/7 a.C. ai confini dello zodiaco, al passaggio tra il segno dei Pesci e quello dell'Ariete, deve aver avuto un enorme valore. Essa risulta importante come una 'grande' congiunzione e, in vista della imminente era del messia (o anche età dell'oro), mise in allarme l'intero mondo antico".
Il Prof. Baima Bollone propende per questa possibilità. Si appoggia su conclusioni dell'astronomia che sostiene che la sovrapposizione di Giove con Saturno si verifica ogni 179 anni; nel periodo in esame avvenne proprio nel 7 a.C. e per ben tre volte: 29 marzo, 3 ottobre, 4 dicembre nella costellazione dei Pesci, secondo i calcoli di Keplero. "Betlemme si trova a pochi chilometri da Gerusalemme, proprio nella direzione in cui la luce nella costellazione dei Pesci poteva essere percepita da viaggiatori che giungessero da Oriente. Tradizione, documenti archeologici e calcoli astrofisici confermano che fu soltanto, ed esattamente nel 7 a.C. che nei cieli della sponda meridionale del Mediterraneo e in Mesopotamia si verificò un fenomeno luminoso nettamente percepibile con gli stessi caratteri di quello dell'episodio dei Magi" (22).
Questa ipotesi sembra affascinante; tuttavia diversi biblisti preferiscono seguire una diversa impostazione.
Il Ricciotti commenta: "In questi tentativi, fuor della buona intenzione, non c'è altro da apprezzare, giacché scelgono una strada totalmente falsa: basta fermarsi un istante sulle particolarità del racconto evangelico per comprendere che quel racconto vuole presentare un fenomeno assolutamente miracoloso, il quale non si può in nessun modo far rientrare nelle leggi stabili di una meteora naturale sebbene rara" (23).
Anche lo studioso Andrés Fernández propende per questa linea: "Altri, infine, sostengono che si trattò di una meteora speciale che non si muoveva secondo le leggi naturali... Dobbiamo preferire la terza ipotesi (questa, dopo quella della congiunzione e di Halley - N.d.A.), l'unica soddisfacente. La stella vista in Oriente si presentava con caratteristiche eccezionali; la sua apparizione non si può spiegare in nessun modo come fenomeno comune ed ordinario; resta pertanto esclusa ogni interpretazione puramente naturalistica... I Magi compresero bene che si trattava di qualcosa al di sopra dell'ordine naturale" (24).
Anche "La Sacra Bibbia", a cura del Pontificio Istituto Biblico di Roma (25) nella Nota al brano di Matteo 2, 2, sostiene la stessa opinione: "La stella, veduta dai Magi, secondo l'opinione più probabile, dedotta dalle sue caratteristiche, era una meteora straordinaria, formata da Dio espressamente per dare ai popoli il lieto annunzio della nascita del Salvatore".

Le reliquie dei Magi

Una legittima curiosità provoca una domanda: ma poi, che fine hanno fatto i Magi?
Il Vangelo ci informa soltanto che "i magi per un'altra strada sono ritornati al loro paese" (Mt., 2, 12). Altro ufficialmente non sappiamo. Per completare il racconto e rispondere alla domanda non abbiamo fonti certe, ma si devono seguire le tradizioni formatesi nel tempo. Del resto non si deve ritenere inutile la questione dato che nei giorni 19 e 20 dicembre 1998 si è svolto all'Abbazia di Chiaravalle (presso Milano) il convegno: "I tre Saggi e la Stella. Mito e Realtà dei Re Magi", organizzato da Identità Europea.
Una tradizione ci dice che i Tre, dopo la loro conversione, sono stati consacrati vescovi dall'apostolo Tommaso e morirono martiri all'età tra i 106 e 118 anni. Sarebbero stati sepolti in India (dove l'apostolo Tommaso avrebbe predicato) ma in luoghi separati.
Un'altra tradizione invece ci dice che sono morti in Persia e sepolti insieme in una grande tomba. Secondo questa tradizione l'imperatrice Elena (madre di Costantino), venutane a conoscenza, avrebbe fatto trasportare le reliquie a Costantinopoli in una grande chiesa fatta costruire apposta per ospitarle. Tuttavia in questa città a quel tempo non si riscontra un culto in onore dei Magi.
Alcuni storici sostengono che queste reliquie nello stesso IV secolo furono trasportate da Costantinopoli a Milano da Eustorgio, vescovo di questa città.
Altri infine ritengono che le reliquie sono giunte in Italia con le crociate, dato che prima di questo periodo a Milano non c'è traccia di questo culto.
Una tradizione lega il vescovo Eustorgio ai Magi. A Milano fu dedicata in suo onore una basilica; già nell'XI secolo vi si trovava una urna preziosa chiamata 'Arca dei Magi' con una stella sopra un pilastro.
Una cosa sembra certa: nel 1162 si sa che le spoglie dei Magi si trovavano in Lombardia. Infatti in questa data il Barbarossa, che aveva raso al suolo Milano, teneva molto alla conservazione di quelle reliquie per appropriarsene, come garanzia di una particolare compiacenza e protezione da parte di Dio.
Si dice anche che nel XIII secolo i Tartari volessero invadere l'Europa proprio per riprendersi i 'loro' Magi.
La presenza delle reliquie nel capoluogo lombardo è testimoniata anche dal culto che si diffuse nella regione. Solo alcuni esempi: nel 1420 nella Certosa di Pavia su un trittico d'avorio sono inserite ben 26 scena della storia dei Magi; nel 1570 in S. Michele a Pavia si affresca una cappella dei Magi; pochi anni prima a Voghera i cistercensi avevano aperto una abbazia intitolata ai Re Magi.
Queste reliquie nel 1164 da Milano sono state trasportare a Colonia in Germania. Attualmente si trovano in una arca-cattedrale nel Duomo di questa città.
Di questo viaggio ci è giunta una particolareggia descrizione del carmelitano Giovanni di Hildesheim nel 1364. Riporta le 42 tappe segnate dall'arcivescovo Reinaldo di Dassel effettuate per il trasporto dell'urna. Il percorso sarebbe: Pavia (dove si trovava il Barbarossa che aveva ordinato il trasferimento), Vercelli, Torino, Alpi.
E Milano? Solo nel 1903 l'arcivescovo di Colonia inviò al suo collega di Milano alcune reliquie consistenti in qualche ossicino.
Queste almeno sono le notizie tramandateci e confermate dal padre Goffredo Viti, professore a Firenze di storia della Chiesa nella relazione, tenuta al Convegno citato, dal titolo: "La reliquie dei Re Magi. Storia di un cammino in terra lombarda".

Note
1) Nietzsche Friedrich, La mia vita. Scritti autobiografici 1856-1869, Adelphi, Milano 1977, p. 33.
2) S. Bonaventura, Legenda Maior, cap. X, n. 7. Testo in Fonti Francescane, Ed. Messaggero, Padova 1980, p. 924.
3) Tommaso da Celano, 1, n. 84-85; Testo in Fonti Francescaneo.c., p. 477 s.
4) Ippolito Romano, Commento a Daniele, scritto verso il 204.
5) Per analizzare il pensiero sulla festa del Natale da parte dei Testimoni di Geova: cfr. Lorenzo Minuti, I Testimoni di Geova non hanno la Bibbia, a c. di Grottola Fortunato, Coletti, Roma 1992, p. 86-88.
6) Cfr. Michele Basso, Guida alla Necropoli Vaticana, Rev. Fabbrica di S. Pietro in Vaticano 1986, p. 54 s.; Margherita Guarducci, Pietro fondamento della Chiesa - Itinerario nei sotterranei della Basilica Vaticana, Rev. Fabbrica di S. Pietro in Vaticano, 1977, p. 21 ss. con foto.
7) Cfr. Antonio Ammassari, Alle origini del calendario natalizio, Euntes Docete, 1 (1992), p. 11-16.
8) Cfr. Giorgio Fedalto, Quando festeggiare il 2000?, San Paolo, Torino 1998, p. 46.
9) Tertulliano, Contro Marcione, IV, 19
10) Giuseppe Ricciotti, La vita di Gesù Cristo, Poliglotta Vaticana, 1953, p. 200.
11) Cfr. Pierluigi Baima Bollone, Gli ultimi giorni di Gesù, Mondadori, Milano 1999, p. 134-139.
12) Su tali conclusioni, Giorgio Fedaldo, nell'op. cit.Quando festeggiare il 2000?, p. 41-43 e 72, sembra essere di opinione diversa.
13) Questa è la conclusione alla quale giunge la Grande Enciclopedia illustrata della Bibbia, Piemme, Torino 1997, vol. 1, p. 380.
14) Karol Wojtyla, La bottega dell'orefice, Libreria Editrice Vaticana, 1978, p. 84.
15) Raniero Cantalamessa, I misteri di Cristo nella vita della Chiesa, Ancora, Milano 1992, p. 43.
16) San Bernardo, Discorso 12 in commento al Salmo 90.
17) Cfr. Louis Charbonneau-Lassay, Il Bestiario di Cristo, Ed. Arkeios, Roma 1994, vol. 1, p. 333-337 e 205-207.
18) Joseph Ratzinger, Immagini di speranza, Cinisello Balsamo, Milano 1999, p. 12.
19) Tarcisio Stramare, Vangelo dei Misteri della vita nascosta di Gesù, Ed. Sardini, Brescia 1998, p. 229.
20) T. Stramare, o.c., p. 234.
21) Grande Enciclopedia Illustrata della Bibbia, o.c., vol. II, p. 294.
22) P. Baima Bollone, o.c., p. 140 con note 20 e 21 a p. 277.
23) G. Ricciotti, o.c., p. 185.
24) A. Fernández, Vita di Gesù Cristo, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1961, p. 100. Per un approfondimento sulla natura della stella: cfr. T. Stramare, o.c., p. 240-248.
25) "La Sacra Bibbia", a cura del Pontificio Istituto Biblico di Roma, Salani, Firenze 1962, nota 2, p. 1778.
26) Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche, XIV, 16, 2-4; XV, 1,2.
27) G. Flavio, A.G., XIV, 11, 3-6.
G. Flavio, Guerra Giudaica, 1, 13, 9-10.
G. Flavio, A.G. XV, 7, 4-5.
G. Flavio, A. G., XVI, 11, 7.
31) G. Flavio, A. G., XVII, 7. Sembra che Erode in tutto ne avesse avute dodici. Per la famiglia di Erode cfr. il prospetto in A. Fernández, o.c., p. 19.
32) G. Flavio, G.G., 1, 33, 6.
33) G. Flavio, A.G., XVII, 8, 3.
34) cfr. A. Fernández, o.c., p. 103.
35) G. Ricciotti, o. c., p. 292.
36) G. Ricciotti, o.c., p. 293.

 

Autore:Vitaliano Mattioli
Curatore:Don Gabriele Mangiarotti

gabriele.mangiarotti@culturacattolica.it

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COVID - Nuovo decreto, ecco la bozza: tutte le misure in vigore dal 7 al 15 gennaio 2021

 

Nuovo decreto, ecco la bozza: tutte le misure in vigore dal 7 al 15 gennaio

Dopo giorni di confronti, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che prevede le nuove misure restrittive in vigore in tutta Italia dopo l'Epifania

Finalmente, dopo giorni di trattative e confronti, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che prevede le nuove misure restrittive in vigore in tutta Italia dopo l’Epifania e cambia i limiti relativi all’indice di trasmissibilità Rt, che determinano quali Regioni finiscono in zona gialla, arancione o rossa.

Italia in lockdown soft

Il decreto, di fatto, porta il Belpaese di nuovo in lockdown soft per alcuni giorni, poi si vedrà. Al termine di un lungo tira e molla dentro e fuori la maggioranza, Palazzo Chigi ha optato per una sorta di via di mezzo: tutta Italia zona gialla “rafforzata” nei giorni feriali e zona arancione nei festivi.

Ma cosa significa zona gialla “rafforzata” e quali differenze ci sono rispetto alla gialla classica? In pratica, mentre nella zona gialla tradizionale sono consentiti gli spostamenti anche fuori Regione, purché le Regioni accanto siano nella stessa zona rischio moderato, nella gialla rafforzata sono vietati.

Questo decreto sarà in vigore fino all’arrivo di un nuovo decreto o Dpcm previsto dopo il 15 gennaio, giorno di scadenza del Dpcm 3 dicembre.

>>> Scarica qui la bozza del decreto 4 gennaio 2021 <<<

Gli spostamenti dal 7 al 15 gennaio 2021

Dal 7 al 15 gennaio 2021 è vietato, nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse Regioni o Province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, esclusi gli spostamenti verso le seconde case che si trovino in altra Regione o Provincia autonoma.

È consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le 5 e le 22, e nei limiti di 2 persone ulteriori rispetto a quelle già conviventi e oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Giorni prefestivi e festivi tra il 7 e il 15 gennaio 2021

Nei giorni festivi e prefestivi compresi tra il 7 e il 15 gennaio 2021 sull’intero territorio nazionale si applicano le regole della zona arancione, ma con le eccezioni previste nel decreto Natale, e cioè sono comunque consentiti gli spostamenti dai Comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 km dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Cambia l’indice Rt

Il decreto rimodula anche l’indice Rt, cioè uno dei criteri più importanti per l’individuazione degli scenari di rischio sulla base dei quali vengono determinate le zone arancioni e rosse. Il nuovo meccanismo scatta a partire da lunedì 11 gennaio:

  • se una Regione è nello scenario 2, cioè con Rt da 1 a 1,25, e il livello di rischio è moderato o alto finisce in zona arancione (prima gialla)
  • se una Regione è nello scenario 3, cioè con Rt da 1,25 a 1,50, e il livello di rischio è moderato o alto finisce in zona rossa (prima arancione), ma soltanto se nel territorio si manifesta un’incidenza dei contagi superiore a 50 casi ogni 100mila abitanti. Questo parametro è stato introdotto per evitare che Regioni con una circolazione virale bassa possano invece finire in arancione a causa di singolo episodio di aumento dell’Rt.

Venerdì 8 gennaio è comunque previsto il report dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute che, sulla base del cambio di parametri come l’indice di contagio Rt, potrebbe portare alcune Regioni in zona arancione o – molto meno probabile – rossa.

Il calendario dei divieti dal 7 gennaio 2021

Quindi, ricapitolando:

– 7 e 8 gennaio: zona gialla rafforzata in tutta Italia:

  • coprifuoco dalle 5 alle 22
  • spostamenti liberi ma soltanto all’interno della propria Regione
  • negozi e centri commerciali aperti
  • bar e ristoranti aperti fino alle 18. Dopo quell’orario si potranno solo acquistare cibo e bevande da asporto, con il divieto di consumarli nelle adiacenze del locale, oppure sfruttare la consegna a domicilio
  • mascherina sempre obbligatoria, così come il distanziamento sociale.

– 9 e 10 gennaio: tutta Italia zona arancione:

  • coprifuoco dalle 22 alle 5
  • vietato ogni spostamento in entrata e in uscita sia dalla Regione che tra province e comuni, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute
  • aperti i negozi al dettaglio fino alle 21
  • bar e ristoranti chiusi sempre, 7 giorni su 7, ma potranno continuare a vendere cibo da asporto (fino alle 22) o consegnarlo a domicilio;
  • centri commerciali chiusi nei giorni festivi e pre-festivi, ma rimarranno aperti negozi alimentari, farmacie, parafarmacie ed edicole collocati al loro interno;
  • musei e mostre chiusi;
  • piscine, palestre, teatri, cinema chiusi
  • aperti i centri sportivi.

– dall’11 al 15 gennaio: tutta Italia zona gialla rafforzata oppure alcune Regioni zona arancione

– dopo il 15 gennaioipotesi “zona bianca”, che potrebbe entrare in vigore con il nuovo Dpcm o decreto legge che sostituirà il Dpcm 3 dicembre e che potrebbe avere queste regole:

  • orario coprifuoco posticipato
  • spostamenti liberi
  • bar e ristoranti aperti
  • palestre, cinema, teatri, musei aperti
  • sempre obbligatori mascherina all’aperto e al chiuso, distanziamento di almeno un metro tra le persone, divieto di assembramento e obbligo di disinfettare le mani prima di entrare nei locali.