mercoledì 3 giugno 2020


INTERVISTA

Marvin: Psicoterapia e le vite precedenti

 
Marvin Psicoterapia
È fuori da venerdì 22 maggio Psicoterapia, il primo progetto ufficiale di Marvin, realizzato in collaborazione col produttore Pitto Stail per Thinkgood Music. L’artista dell’hinterland milanese ha pubblicato un EP di 6 brani che disegnano un viaggio all’interno delle sue emozioni e dei suoi istinti più puri. Rap e rock si uniscono perfettamente grazie al lavoro di Pitto e dei musicisti che compongono il team dell’artista, regalando a Marvin un tappeto sonoro coerente con il suo mondo tutt’altro che convenzionale. Abbiamo così deciso di farci due chiacchiere per comprendere meglio la sua musica e la sua forte esigenza comunicativa.

Psicoterapia è il titolo dell’EP e del brano di apertura. Da cosa deriva questa scelta?

La scelta deriva da un bisogno psicoterapico, in primis personale, che ho dovuto costruire a mio modo, unito al desiderio di riuscire a trasmettere agli altri questa capacità. La psicoterapia non dev’essere per forza eseguita da qualcun altro, magari con l’obiettivo di alimentare l’economia delle industrie farmaceutiche e dichiarare l’implausibile come un caso certificato.

Da Psicoterapia emergono influenze e approcci musicali differenti. Qual è il tuo background musicale e quali artisti pensi ti abbiano influenzato maggiormente nella tua crescita artistica?

Quand’ero piccolo mio padre collezionava vinili di ogni genere. Ero talmente piccolo che, quando rimanevo da solo, li ascoltavo fino alla fine e dopo li rompevo. Mia madre era molto soul negli ascolti. Entrambi ascoltavano soprattutto musica estera, mentre per quanto riguarda l’italiana, solo quella di nicchia. Ad oggi sono decisamente affascinato da Kurt Cobain, ma ascolto davvero ogni genere musicale, sia attuale che retrò. Sfruttando questa cosa, cerco di essere sempre diverso da tuttoanche da ciò che veramente mi piace, cercando di farlo piacere a me stesso e agli altri. Spesso, poi, faccio lunghi periodi senza riuscire letteralmente ad ascoltare musica, perché ho troppe cose per la testa.
marvin

Il progetto è realizzato completamente in collaborazione con Pitto Stail. Com’è avvenuto il processo creativo?

Il processo creativo di ogni brano è avvenuto partendo da idee “bozzate”, come può essere una partenza in digitale che poi viene arrangiata acusticamente, con l’intervento dei musicisti del team, o viceversa. Io ci scrivo sopra.

L’EP è composto da una raccolta di singoli usciti a distanza di tempo l’uno dall’altro e un inedito. Allo stesso tempo traspaiono diversi fili conduttori. Hai lavorato per singoli o hai sempre avuto in mente l’idea di un progetto?

Inizialmente abbiamo lavorato per singoli. Nonostante ciò, l’idea del progetto “disco” c’è sempre stata, ma bisogna saper valutare l’occasione giusta per potersi dedicare con anima, cuore e il massimo impegno a un progetto di tale valore. Perciò abbiamo deciso di riproporre alcuni brani precedenti all’interno del pacchetto. Ovviamente si spera arrivi presto il momento giusto per poter sfoderare un bel disco di inediti che spaccano.

Nelle canzoni fai trasparire anche il tuo lato più fragile, andando in controtendenza rispetto alla necessità comune di mostrare sempre un’immagine forte e vincente di sé. Come sei arrivato a questa scelta?

Dipende solo da come ci si mostra. Siamo tutti nudi ai nostri occhi, per questo ci amiamo così. Perché non esserlo anche con gli altriprovando ad avvicinarsi il più possibile al cuore di chi ascolta e condividere qualcosa d’inspiegabile? Non sentirsi soli può essere di aiuto in molti casi. È ciò di cui noi tutti abbiamo bisogno. Sono semplicemente sincero nei confronti miei e degli altri.
Marvin

Psicoterapia, regressiva e vari riferimenti al concetto di psiche. Tutto ciò che riguarda questo mondo continua ad essere vissuto ancora oggi come un tabù. Cosa ti ha spinto a parlarne? 

Ciò che ti dà tanta sicurezza nel parlare di qualcosa è il fatto che la conosci bene. Come due tifosi al bar che parlano delle strategie di mercato calcistico. Diciamo che io… Provo! Se poi un certo tipo di esperienza è riuscita a darmi qualcosa di positivo e utile per me stesso, cerco di ri-trasmetterla, perché ne ho bisogno… Ho bisogno che gli altri capiscano, non che mi capiscano.

Sono presenti diversi Marvin nello stesso progetto, anzi addirittura nello stesso brano. Strofe e ritornelli pacati e introspettivi fanno da culla a barre cariche di rabbia e cinismo. Ti vedi rappresentato da questa alternanza o si tratta di una scelta stilistica?

Ognuno di noi ha diverse parti di se stesso. Non tutti le mettono tutte in mostra, a volte semplicemente per paura di non essere compresi o accettati dagli altri, molti nemmeno da loro stessi. Io ho semplicemente bisogno di sfogarle tutte, perché mi fa star bene, è la mia psicoterapia.

Oltre alle strofe rappate hai dato spazio alla voce, portando immaginari sonori che non avevi mai toccato prima. Il rap iniziava a starti stretto e avevi bisogno di altre forme per comunicare? O si tratta solo di un’evoluzione stilistica?

Diciamo che il crossover è ciò a cui stiamo puntando col team. Ovviamente le mie tecniche e i suoni dei progetti derivano dal rap, però sì, iniziavano a starmi/ci strette. Spero che allo stesso tempo si tratti anche di un’evoluzione stilistica, io credo lo sia.
marvin

Andromedi, ufo, Stargate. Più volte ti rifai a mondi paranormali, a cosa si devono questi riferimenti?

Cerco di rendere concreto ciò che trasmetto, utilizzando riferimenti più o meno conosciuti insieme al mio vissuto, così da riuscire a trasmettere tali sensazioni emotive anche a chi non le ha provate o non le proverà mai. Diciamo che c’entra molto anche il mio passato con le droghe psichedeliche. L’abuso di tali sostanze, unite al mio essere, hanno causato delle perenni aperture di conoscenza che mi accompagneranno a vita. Credo di avere delle discendenze sciamaniche, perché in quelle circostanze entravo molto in contatto con la natura e gli animali.

Psicoterapia può rappresentare un viaggio nel tempo. Un passaggio tra diverse dimensioni e mondi astrali. Quando citi le tue “vite precedenti”, a cosa ti riferisci?

Ho fatto parecchie ipnosi regressive guidate alle vite precedenti. Possono farle tutti, dato che in internet è pieno di audio super efficaci da mettere nelle cuffiette mentre si è comodi. Ho sentito l’aria pura del 1200, ero un normanno. Sono stato ucciso durante la caccia da un branco di lupi, insieme ai miei 2 bambini. O ancora, sono stato un astrologo del 1800, ed essendo allo stesso tempo meteorologo, ho previsto una tempesta per suicidarmi fulminato. Io credo semplicemente che questi avvenimenti improvvisi, comprese le morti, vengano immagazzinate nel dna spazzatura e trasmesse all’albero genealogico. Sotto ipnosi possiamo, grazie al nostro cervello, rielaborare le informazioni nel nostro corpo, tutte quelle che circondano il fatto… Insomma, funziona come per una chiavetta usb spostata da un pc all’altro.

Hai idea di come continuerà il tuo percorso? Lavorerai per singoli o direttamente ad un nuovo progetto?

Per ora sono sicuro di continuare a collaborare e a produrre con il mio teamL’obiettivo fisso è sempre quello di migliorarsi, pubblicando singoli o progetti non importa. Viviamo per la musica e continueremo a farla in qualunque modo.


Via al tracciamento digitale anti Covid 19

0
20
Il 28 maggio scorso abbiamo parlato su questo giornale della tracciabilità digitale in funzione anti Coronavirus.
Articolo
Dopo il via libera dato anche dal Garante per la privacy, in data 1 giugno le Agenzie di stampa hanno divulgato la notizia che l’applicazione fatta mettere a punto dal nostro Governo, chiamata “Immuni”, è pronta e dall’8 prossimo potrà essere scaricata gratuitamente dal negozio digitale Google sugli Smartphone e la sperimentazione avverrà in otto Regioni, nelle quali l’App sarà collegata al Servizio Sanitario Nazionale; per le altre Regioni si dovrà attendere ancora qualche giorno.
Le prime Regioni nelle quali dall’8 giugno prossimo verrà avviata la sperimentazione sono l’Abruzzo, la Liguria, Marche e Puglia, faranno seguito le altre.
Chi volesse approfondire l’argomento può andare a rileggersi il nostro articolo del 28 maggio scorso, cliccando sul link https://www.ulisseonline.it/controluce/effetto-coronavirus-la-tracciabilita-digitale/ .
In sostanza è stato confermato tutto quello che avevamo già anticipato.
Chi volesse, invece, sapere come si può scaricare l’App sullo Smart, può cliccare sul link  https://www.immuni.italia.it/ .
In considerazione delle finalità per le quali l’App è stata concepita, volta a individuare, in caso di contagio, con chi negli ultimi giorni il contagiato è stato in contatto, è necessario che la maggior parte dei cittadini la scarichino sui propri smart, nell’interesse di tutti; il sistema funzionerà solo se almeno il 60% dei cittadini aderiranno.

martedì 2 giugno 2020

L’ASL Napoli 1 sbugiarda la trasmissione Report


L’ASL Napoli 1 sbugiarda la trasmissione Report: “Notizie false che offendono operatori sanitari”


L’ASL Napoli 1 sbugiarda la trasmissione Report: “Notizie false che offendono operatori sanitari”. Chiesta la smentita e la rettifica
A seguito della puntata di Report del 01.06.2020, l’ASL Napoli 1 Centro fa sapere di aver chiesto una
smentita alla RAI e alla redazione del programma REPORT condotto dal giornalista Sigfrido Ranucci.
Proprio Ranucci ha infatti affermato che “il ministro dell’Interno Lamorgese ha firmato il decreto di scioglimento dell’Asl Napoli 1”.
Tale affermazione, che danneggia l’immagine dell’ASL Napoli 1 Centro e della sua direzione strategica, appare ancor più grave tenuto conto di quanto riportato da fonti del Viminale stesso e rilanciato da tutte le agenzie di stampa nel pomeriggio del 30.05.2020 che, ad ogni buon fine, si riporta:
Viminale, nessuna decisione ministro su Asl Napoli 1 ‘In corso fase istruttoria su proposta scioglimento’
(ANSA) – ROMA, 30 MAG – In merito a notizie di stampa, fonti del Viminale precisano che “nessuna decisione e’ stata assunta, fino ad ora, dal ministro dell’Interno in merito alla proposta di scioglimento della Asl Napoli 1”.
E’ ancora in corso al Viminale, spiegano le fonti, la fase istruttoria affidata agli uffici competenti. Si segnala peraltro che, a seguito dell’entrata in vigore del decreto legge 18/2020, che ha rimodulato i termini di tutti i procedimenti ex articolo 143 del Testo unico degli enti locali, il ministro dovra’ eventualmente formulare la proposta al Consiglio dei Ministri entro il prossimo mese di dicembre. (ANSA).
Una falsa notizia quella data dal giornalista Sigfrido Ranucci, che rischia di produrre conseguenze
gravi e che offende migliaia di lavoratori della sanità, medici e operatori sanitari, impegnati allo
stremo in queste settimane a fronteggiare l’emergenza COVID-19.

FATE PRESTO


Il dramma di un Paese che è arretrato nella mentalità. Che continua a viaggiare in carrozza mentre gli altri usano la Tav. Ma gli piace perché suscita ammirazione. Così stiamo rimanendo indietro. Occorre fare presto se vogliamo salvare l'economia del territorio. E del Paese

Fate presto” titolava a caratteri cubitali Il Mattino di Napoli tre giorni dopo il terremoto del 23 novembre 1980 che sgretolò l’Irpinia. La gente era ancora sotto le macerie e chi si era salvato stava sotto la pioggia: ci volle un gesto di stizza del presidente della Repubblica Sandro Pertini per far nascere la Protezione Civile che è stata a lungo un modello mondiale.
C’è appena stato un altro terremoto. Come quello in Irpinia ha messo a nudo altre fragilità di un Paese che continua a camminare con la carrozza mentre in buona parte del mondo si usa la Tav. Il dramma è che a molti di noi piace: perché amiamo l’ammirazione che suscitano i nostri abiti barocchi.
Il sito internet per scaricare la app Immuni
Non sono comodi, non sono agili: in un mondo sempre più smart ci fanno arrivare per ultimi. Elegantissimi, con la cipria e la parrucca. ma ormai fuori tempo massimo.
La App Immuni arriva quando ormai Google e Apple hanno risolto il problema. E comunque c’è rimasto ben poco da testare, stando alle dichiarazioni del professor Zangrillo secondo il quale il virus ormai, clinicamente, non esiste più.
Arriviamo tardi sulla creazione di un motore ibrido con il quale alimentare le macchine Fca: non perché Sergio Marchionne avesse sbagliato previsione ma perché ci aveva visto benissimo. Infatti le colonnine per la ricarica, di cui oggi il Paese doveva essere pieno, sono solo un oggetto di curiosità. Il sito ColonnineElettriche.it ne censisce una sola in tutta la provincia di Frosinone: sta a Ceprano, l’ha installata la Tesla e ci si possono alimentare solo le sue vetture.
Il peso di quel ritardo tecnologico è stato scaricato dal Governo su Fca: più logico sarebbe stato tracciare insieme la strada per lo sviluppo di un nuovo modello di mobilità. Invece si è preferito ricorrere all’antico metodo dei bonus e delle tasse, regalando un pacco di milioni proprio ai concorrenti della nostra industria nazionale. Che i modelli in listino li avevano. Non perché fossero più lungimiranti. Ma perché nei loro Paesi le colonnine ci sono.
Una stazione di ricarica Tesla come quella di Ceprano
La conseguenza sono gli stabilimenti Fca doppiamente in affanno: in barba a quei parlamentari che avevano garantito non sarebbe accaduto nulla ai lavoratori di Cassino Plant a causa di Ecobonus ed Ecotasse.
Non siamo capaci di cogliere le grandi occasioni. La Tav farà due fermate al giorno a Cassino e Frosinone: sarà potenzialmente una rivoluzione. Ma invece di approfittarne ci stiamo dividendo in comitati che vogliono la stazione a Cassino anziché a Frosinone piuttosto che a Morolo, Supino o Monte Cacume.
Abbiamo la possibilità di bonificare l’intera Valle del Sacco piantandoci coltivazioni dalle quali si ricava carburante: lo utilizzano enormi navi da crociera e camion. Noi restiamo a guardare con il dito in bocca.
Il Cosilam ha un sussulto e per la prima volta offre una prospettiva diversa: punta alle coltivazioni green per disinquinare l’area di Roccasecca e generare una nuova economia. La politica tace: da Bruxelles telefonano al presidente Marco Delle Cese per avere informazioni ma sul territorio nessuno si muove.
Viaggiamo talmente in ritardo che oggi una parte del Paese scende in piazza per protestare, giustamente, contro i ritardi. Quelli con cui si sta pagando la cassa integrazione, i sostegni alle Partite Iva, le persone rimaste senza reddito a causa del lockdown.
Giuseppe Conte
Si scopre però che chi protesta in questi giorni è più in ritardo di chi sta al Governo: si chiede di uscire dall’Europa, tornare alla lira, abolire il Mes. Dimenticando che è all’Europa che abbiamo chiesto i soldi per non affogare in maniera definitiva; che i nostri mutui sulla casa sono in Euro e se li convertissimo in lire ci dovremmo vendere abitazione e mobili; che il Mes è l’ultimo salvagente se non facciamo le riforme.
Chi protesta, purtroppo, ha un’agenda ancora più antica di un Paese che viaggia in carrozza.
Per questo occorre fare in fretta. Modernizzando il Paese. E dandogli quell‘unica riforma capace di risolvere poi a cascata tutto il resto. Dateci efficienza. Il resto verrà da se.
Ma fatelo presto.


lunedì 1 giugno 2020

2 giugno 1946, il giorno in cui le donne si presero la Storia



2 giugno 1946, il  giorno in cui le donne si presero la Storia


0
3

“Le schede che ci arrivano a casa e ci invitano a compiere il nostro dovere, hanno un’autorità silenziosa e perentoria. Le rigiriamo tra le mani e ci sembrano più preziose della tessera del pane. Stringiamo le schede come biglietti d’amore. Si vedono molti sgabelli pieghevoli infilati al braccio di donne timorose di stancarsi nelle lunghe file davanti ai seggi. E molte tasche gonfie per il pacchetto della colazione. Le conversazioni che nascono tra uomo e donna hanno un tono diverso, alla pari”.
E’ il 2 giugno 1946, in Italia le donne hanno potuto votare ed essere votate per la prima volta, e a scrivere è la giornalista radiofonica Anna Garofalo, che per otto anni è stata protagonista di una straordinaria trasmissione radiofonica a partire dal settembre 1944, intitolata Parole di una donna in cui tratta da un punto di vista femminile i nuovi temi dell’emancipazione.
Quel  2  giugno  del  ‘46 i cittadini italiani di entrambi i sessi, maggiori di 21 anni, vennero chiamati alle urne per eleggere i componenti dell’Assemblea Costituente e per votare il referendum istituzionale che avrebbe   stabilito se l’Italia sarebbe stata una nazione monarchica o repubblicana. Sono oltre dodici milioni le donne che votarono per la prima volta. Quel “voto segreto” significava potersi finalmente sottrarre al controllo e alla subordinazione, anche dagli uomini della famiglia. Non fu “una gentile concessione” perché  il voto le donne se  lo sono conquistate durante la guerra, reggendo il fronte interno, tenendo insieme la  famiglia, lavorando al posto degli uomini come operaie, impiegate e professioniste. Le donne furono parte attiva della guerra partigiana e si diedero da fare per aiutare, dopo  l’armistizio  del ‘43, i militari sbandati, i  profughi fornendo rifugio, cibo e abiti civili.
La presenza delle elettrici fu altissima: Nord: 91,3% uomini e 90,3% donne; Centro: 89,7%  uomini e 88% donne ;Sud 84,8% uomini e 86,2% donne; Sicilia: 84.8% uomini e 86,2% donne; Sardegna: 84,4% uomini e  87,3% donne.
Quel 2 giugno 1946 fu una giornata importante per tutta l’Italia. Tra le macerie e le miserie lasciate dalla dittatura e dalla guerra, ovunque si discuteva di politica e la voglia di ricominciare era tanta. Per le donne quella fu una giornata davvero eccezionale. Per  la  prima  volta  potevano  non  solo  ascoltare,  ma  anche prendere parte attivamente alla vita politica.
Furono elette 21 donne su 226 alla Costituente, godendo per la prima volta in Italia dell’elettorato attivo e passivo:
BEI CIUFOLI ADELE gruppo parlamentare comunista; BIANCHI BIANCA gruppo parlamentare socialista; BIANCHINI LAURA gruppo parlamentare democratico cristiano; CONCI ELISABETTA gruppo parlamentare democratico cristiano; DELLI CASTELLI FILOMENA gruppo parlamentare democratico cristiano; DE UNTERRICHTER JERVOLINO MARIA gruppo parlamentare democratico cristiano; FEDERICI AGAMEN MARIA gruppo parlamentare democratico cristiano; GALLICO SPANO NADIA gruppo parlamentare comunista; GOTELLI ANGELA gruppo parlamentare democratico cristiano; GUIDI CINGOLANI ANGELA MARIA gruppo parlamentare democratico cristiano; IOTTI LEONILDE gruppo parlamentare comunista; MATTEI TERESA gruppo parlamentare comunista; MERLIN ANGELA gruppo parlamentare socialista; MINELLA MOLINARI ANGIOLA gruppo parlamentare comunista; MONTAGNANA TOGLIATTI RITA gruppo parlamentare comunista; NICOTERA FIORINI MARIA gruppo parlamentare democratico cristiano; NOCE LONGO TERESA gruppo parlamentare comunista; PENNA BUSCAMI OTTAVIA gruppo parlamentare dell’Uomo Qualunque; POLLASTRINI ELETTRA gruppo parlamentare comunista; ROSSI MARIA MADDALENA gruppo parlamentare democratico cristiano; TITO MANLIO VITTORIA gruppo parlamentare democratico cristiano.
Provenienti da tutta la penisola, erano in maggioranza sposate – 14 su 21 – e avevano  figli,  a  testimonianza che l’impegno politico non è un fatto solo per femministe senza famiglia. Avevano tutte  studiato, fra  loro  c’erano ben 14 laureate. La loro formazione politica si era svolta principalmente accanto al marito e al padre. Conquistarono il diritto alla cittadinanza partecipando attivamente alla Resistenza.  Quasi tutte laureate, molte di loro insegnanti, qualche  giornalista-pubblicista, una sindacalista e una casalinga; tutte piuttosto giovani e alcune giovanissime. Molte avevano preso parte alla Resistenza, pagando  spesso personalmente e a caro prezzo le loro scelte, come Adele Bei (condannata nel 1934 dal Tribunale speciale a 18 anni di carcere per attività  antifascista), Teresa Noce (detta Estella, che dopo aver scontato un anno e mezzo di carcere perché antifascista. venne deportata in un campo di concentramento nazista in Germania dove rimase fino alla fine della guerra) e Rita Montagnana (che aveva passato la maggior parte della sua vita in esilio).
Sessant’anni fa, dunque, le donne, grazie al contributo e al coraggio di queste 21 Madri della Repubblica e di tutte quelle che precedentemente avevano portato avanti questa battaglia, entrarono ufficialmente dalla porta principale nella vita pubblica del nostro paese, attraverso il riconoscimento nella nostra Costituzione di principi come la pari dignità sociale e l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini (art.  3), la parità  tra uomini e donne in ambito lavorativo  (art.4  e art.37), l’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi all’interno del matrimonio (art.29) e la parità di accesso agli  uffici  pubblici e alle cariche elettive in  condizione di uguaglianza. Un  cammino tortuoso e difficile,  che può essere più facilmente compreso  pensando che per ben venti volte, prima del  1946, la richiesta del voto alle donne era stata presentata e per ben venti volte era stata respinta.
Disse la poetessa Sibilla Aleramo: “Si dovevano toccare gli abissi dell’orrore e della tragedia perché gli uomini si convincessero a chiedere l’aiuto delle donne nella società e nella politica”.
Da "LIBERO"


Pierdavide Carone: “Forza e Coraggio!”, inno alla vita dopo il tumore
Pierdavide Carone, cantautore uscito da Amici, torna alla musica dopo aver lottato e vinto contro un cancro. E “Forza e coraggio” è il suo messaggio più bello, un vero inno alla vita
28 Maggio 2020

Pierdavide Carone, il bravissimo cantautore lanciato da Amici 10 (quello in cui vinse Emma) e poi divenuto famoso grazie a collaborazione importanti con cantanti del calibro di Lucio Dalla, torna alla musica, dopo una pausa di un anno e mezzo, con Forza e Coraggio!, inno alla vita.
Una canzone diversa dalle precedenti perché nata in un periodo particolare e difficile della sua vita: quello che l’ha visto combattere, e vincere, contro un tumore.
Pierdavide l’ha scoperto dopo l’uscita del singolo Caramelle, in collaborazione con i Dear Jack, a fine 2018, pubblicato dopo aver saputo di non essere stati presi a Sanremo. Il successo del brano, apprezzato dal pubblico e dalla critica, e il successivo tour con i Dear Jack, sono andati di pari passo con la scoperta della malattia, l’operazione, la chemioterapia.
“Durante tutta la fase centrale della mia malattia l’ho tenuta nascosta e al riparo da tutti. Lo sapevano giusto i Dear Jack perché ero in tour con loro e avevano bisogno di sapere perché non potevo partecipare a delle date” ha detto Carone in una intervista.
Forza e coraggio! è uscito venerdì 22 maggio, è il suo ritorno alla musica e alla vita. Ed è parte di un importante progetto solidale: una percentuale dei proventi ricavati dell’acquisto del brano andrà alla Fondazione Humanitas e all’ospedale ad essa collegato per la ricerca, la diagnosi, la cura contro il Covid 19, realtà a cui il cantautore è particolarmente grato per averlo aiutato durante la sua malattia. “Humanitas ed i suoi medici mi hanno curato – racconta Carone – Ho cercato, con la mia canzone, di restituire qualcosa che non sarà mai tanto quanto loro hanno dato a me”.