lunedì 11 settembre 2017

Su quello che ha detto il sindaco Nardella

IlPost

Su quello che ha detto il sindaco Nardella

Io credo che la frase del sindaco di Firenze Nardella sia stata sventata e pericolosa, per ciò che poteva suggerire ed essere in parte equivocata, come è stata. Quindi è sicuramente criticabile: per poca oculatezza nel capirne le possibili conseguenze. Mi permetto però di condividere tre cose che attenuano la mia indignazione e mi fanno sembrare male indirizzata tanta aggressività nei suoi confronti:
– la prima è che un’inclinazione all’indignazione rabbiosa che ci sta contagiando tutti, e la particolare vergogna dei fatti di cui stiamo parlando, non dovrebbero far diventare il sindaco di Firenze il momentaneo capro espiatorio di uno sfogo che non trova altri destinatari, e che predilige destinatari “importanti”. Giudichiamo senz’altro ogni cosa come merita e come sentiamo (alla larga dal benaltrismo), ma spero siamo d’accordo che il primo problema di questa storia non è Nardella, e nemmeno il secondo o il terzo.
– la seconda è che – posso sbagliare – credo che Nardella volesse dare un suggerimento benintenzionato di prudenza rispetto a un tema che esiste, anche se stavolta non era il tema in questione e messa così ha fatto scattare delle sensibilità fondatissime e condivisibili. Però se a mia figlia succedesse qualcosa di male dopo che avesse bevuto troppo o non fosse stata prudente, io le ricorderei di esserlo e di fare attenzione, che in giro ci sono pericoli e rischi, che questo sia giusto o no. E ovviamente non penserei per questo che la colpa sia sua e saprei distinguere – come ha fatto Nardella – tra l’individuazione delle responsabilità e gli accorati suggerimenti di cautela. Il tema è di nuovo il saper conoscere sia la giustizia che la realtà, e perseguire l’obiettivo della prima con la preoccupazione e la consapevolezza della seconda. Nessuno deve rischiare di essere violentato, mai (e l’accusa di cui parliamo è uno scandalo senza distinguo possibili): ma questo non ci può far trascurare che invece avviene, e che dobbiamo essere protettivi. «Siamo dalla vostra parte, voi siate dalla nostra» è quello che ho letto in quelle parole di Nardella, purtroppo completate dalle stupide espressioni sullo “sballo”, figlie della lettura di troppi quotidiani sbagliati.
– la terza è che non mi pare ci fosse niente di sessista in quello che ha detto Nardella: non ha parlato alle donne, non ha suggerito alle ragazze maggiori rigori che ai ragazzi. «Parleremo con gli studenti per invitarli a vivere con equilibrio la loro permanenza a Firenze. Questo li aiuterà a godere meglio della città e a essere sempre in condizioni meno vulnerabili. L’anno scorso abbiamo avuto più di trecento ricoveri per abuso di alcolici e la maggior parte erano stranieri». «È importante che gli studenti americani imparino, anche con l’aiuto delle università e delle nostre istituzioni, che Firenze non è la città dello sballo. È una città vivace, accogliente, plurale, ricca di opportunità culturali e di svago, ma credo che dal punto di vista delle regole e del buon comportamento non abbia niente di diverso da tante città americane. Questo ovviamente al netto del gravissimo episodio di cui stiamo parlando, perché il fatto ha riacceso i riflettori anche sul modo con cui i giovani studenti stranieri vivono la nostra città».
Posso sbagliare ed essere troppo comprensivo per meccanismi anagrafici e paterni: oggi ne abbiamo parlato in redazione e c’erano pareri più severi del mio, con buoni argomenti (sulla terza cosa, riconosco per esempio che proprio per quella ragione non era questo il caso – un’ennesima violenza maschile contro delle donne – in cui dire una cosa generale). Se posso, vorrei solo suggerire un po’ più di equilibrio e attenzione nelle analisi delle cose, di questi tempi. Per primo al sindaco Nardella, naturalmente.
Altre cose:

sabato 9 settembre 2017

Piazza San Carlo riapre



    Piazza San Carlo riapre: in 3mila sotto la pioggia per dimenticare l’inferno
Presente anche la sindaca Appendino

Piazza San Carlo riapre: in 3mila sotto la pioggia per dimenticare l’inferno

Torino prova a ripartire dopo gli incidenti del 3 giugno con l’Open Singing di MiTo Settembre Musica
A oltre tre mesi di distanza Piazza San Carlo ha ospitato un nuovo evento pubblico. Dopo l’inferno scoppiato lo scorso 3 giugno, in occasione della finale di Champions, nel quale morì una persona con oltre 1500 feriti, stasera c’è stato l’Open Singing di MiTo Settembre Musica.
Malgrado la pioggia battente su Torino oltre 3mila sono state le persone che hanno voluto assistere allo spettacolo.
Al posto del maxi schermo di Juve-Real Madrid, il palco con il Coro Giovanile Italiano, diretto da Michael Gohl, e il pianista Loris Di Leo. Oltre tremila le persone che, sfidando il maltempo, hanno superato i varchi sorvegliati dal personale di servizio, con la supervisione delle forze dell’ordine presenti.
Ovviamente sono stati vietati zaini, trolley e bottiglie di vetro, che tanto hanno fatto discutere proprio in quella sera nefasta.
Lo spettacolo è cominciato con una mezz’ora di ritardo per riallestire il palco a causa della forte pioggia, che ha contraddistinto la serata.
Tra il pubblico presente anche Chiara Appendino, sindaca di Torino, che ha affidato al suo profilo Instagram il commento sulla serata. “pioggia pensava di fermare MiTo Settembre Musica… e si sbagliava. Grazie ai tanti e alle tante torinesi per la loro partecipazione”.

A Roma sta piovendo...

22°
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Buongiorno, Gioacchino!
Sta piovendo a Roma. Secondo le previsioni meteo di oggi la massima sarà di 24° e la minima di 17°.
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  • Venerdì
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    Prevalentemente sereno

il senatore grillino Alberto Airola Picchiato e rapinato a Torino

Picchiato e rapinato a Torino il senatore grillino Alberto Airola. Solidarietà da Appendino

Aggredito sotto casa nella notte da due spacciatori, ha una doppia frattura alla mandibola.

E' inutile sforzarsi di capire suggerendo ipotesi