Visualizzazione post con etichetta Libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Libri. Mostra tutti i post

domenica 21 ottobre 2012

Hit parade


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'hit parade è la classifica degli album discografici, dei singoli, dei film o dei libri più venduti, in un territorio e in un periodo di tempo definiti.

 

Cenni storici 

Il termine è inglese ed è stato coniato negli anni trenta ed adottato per molto tempo da un famoso programma radiofonico americano.

Verso la fine del 1940, il termine intendeva una lista di canzoni, non una lista di records. In quei tempi, quando una canzone diventava un successo, era solitamente registrata da parecchi artisti diversi. Negli anni seguenti, tali ri-registrazioni diventarono versioni cover di uno stesso brano.
Il titolo Hit Parade divenne familiare durante la fine degli anni 1960 e l'inizio del 1970 grazie ad un format popolare creato dalla leggendaria Drake-Chenault & Co. e trasmesso da centinaia di emittenti radiofoniche. Originariamente chiamata Hit Parade '68, poi Hit Parade '69, '70, ecc., più tardi divenne conosciuta semplicemente come Hit Parade.
Quando il rock and roll divenne popolare, per i singoli artisti fu più difficile re-interpretare i brani. Dopo qualche settimana di insuccessi, quali il tentativo di imitazione del 1956 di Elvis Presleyda parte di Snooky Lanson in Hound Dog, il programma terminò definitivamente nel 1959.
In Italia la prima classifica di vendita di 45 giri fu pubblicata a partire dal 1959 dal mensile Musica e dischi.
Negli anni successivi ogni settimanale musicale, da TV Sorrisi e canzoni a Ciao 2001, pubblicò la hit parade settimanale dei dischi più venduti, affidandosi a varie società di rilevazione; una di queste, la Doxa, fu quella a cui si appoggiò la Rai per la trasmissione radiofonica che, partita nel 1967, per circa un decennio settimanalmente diffuse la classifica dei dischi più venduti, intitolata appunto Hit parade e condotta, tra gli altri, dal Maestro Lelio Luttazzi e, successivamente, da Giancarlo Guardabassi.
In seguito la classifica venne trasmessa anche in televisione dalla trasmissione Discoring e pubblicata sulle pagine della rivista "Radiocorriere TV".
Nella prima metà degli anni 90 la pubblicazione fu interrotta senza chiari motivi, finché la redazione non fu affidata nel 1995 alla stessa FIMI e redatta dalla "Nielsen" : la conseguenza sono stati alcuni anni senza dati ufficiali.
Il sito "www.hitparadeitalia.it" ha stimabilmente tentato di mettere ordine al caos della storia delle classifiche musicali in Italia, pubblicando classifiche settimanali di ogni decennio, ma secondo criteri arbitrari e senza citare le fonti, per limiti dovuti probabilmente a questioni di copyright: di conseguenza non ha alcuna ufficialità né autorevolezza.

venerdì 13 gennaio 2012

“ La luce e l’ombra-I Monumenti ai caduti della Grande Guerra nei Castelli Romani”




Ardea, Raccolta Manzù
Manzù. L’Arte e il Territorio
Mercoledì 18 gennaio 2012 ore 18.00


Mercoledì 18 gennaio 2012, alle ore 18,00, Daniela De Angelis terrà una conferenza presso il Museo Manzù di Ardea basata sul libro “ La luce e l’ombra-I Monumenti ai caduti della Grande Guerra nei Castelli Romani” da lei curato.

Il libro, editato nel 2006, è il risultato di una ricerca maturata nell’ambito dell’ISA”Pomezia”: guidati dalla prof.ssa De Angelis, con la collaborazione degli architetti Palmieri e Sanrocchi, gli studenti hanno schedato i monumenti, redatto i brani del libro, fotografato i manufatti indagati nel testo e curata la veste grafica del volume.

Si tratta di un argomento complesso ed affascinante che comprende il tema della memoria e quello della guerra, delle tendenze artistiche e del dibattito culturale dell’Italia di allora. Infatti, tra il 1920 ed il 1928, tutti i comuni d’Italia eressero dei monumenti ai caduti del primo conflitto mondiale, mentre nel Paese si diffondeva una vera e propria monumento-mania, volta a tutelare il ricordo dei giovani caduti.

Per anni questi monumenti sono stati dimenticati o demonizzati, erroneamente identificati con il fascismo ed il suo stile littorio: precise ricognizioni pongono invece l’accento su echi liberty e simbolisti, i richiami più ricorrenti nei manufatti dei Castelli Romani.

Il libro si inserisce nell’ambito dei lavori prodotti in occasione del novantesimo anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915, una data che ha visto un succedersi di iniziative culminate nella grande mostra romana tenutasi nell’Ala Mazzoniana di Termini nel corso del 2005.

Appare più che mai importante coinvolgere le giovani generazioni sui temi riguardanti gli aspetti fondamentali del Novecento: per salvaguardare la nostra memoria, per suscitare l’orrore della guerra e la pietà per le vittime, per formare una coscienza nazionale collettiva che respinga per sempre l’idea di violenza che ogni conflitto inevitabilmente comporta.


Ufficio Stampa Raccolta Manzù
Marco Poma 3476177408