martedì 25 novembre 2014

Chiara Gatto a Matera

23/11/2014


MOMART GALLERY, MATERA

Divoramenti. La sua ricerca sembra privilegiare la dimensione dell'inconscio e della superstizione, inscenando voli pindarici tra la superficie della forma e la profondita' del contenuto.

COMUNICATO STAMPA
a cura di Carmelo Cipriani 

Dopo il successo conseguito a Lecce, presso la Galleria Scaramuzza Arte Contemporanea, e a Bari, alla Galleria Formaquattro, la prima personale della giovane e talentuosa artista Chiara Gatto si sposta a Matera, negli spazi della Momart Gallery, nuova e vitale realtà espositiva sorta nel cuore del Sasso Caveoso. La mostra costituisce la terza tappa del progetto espositivo itinerante “Divoramenti”, esordio di un progetto più ampio, denominato “Accademia Italia”, con cui la Galleria Formaquattro, in collaborazione con istituzioni accademiche e realtà espositive operanti su tutto il territorio nazionale, s’impegna a valorizzare la ricerca di giovani talenti formatisi nelle Accademie di Belle Arti italiane. 

Ecco come Carmelo Cipriani, curatore della mostra, descrive la ricerca dell’artista:
“Chiara Gatto accosta, senza remore né timori, realtà terrigna e derive psichiche. La sua ricerca sembra privilegiare la dimensione dell’inconscio e della superstizione, inscenando voli pindarici tra la superficie della forma e la profondità del contenuto. La sospensione del senso è per l’artista il fondamento poetico di una ricerca espressiva giocata sull’instabilità, intesa come condizione privilegiata per l’esplorazione del confine tra visibile e invisibile. Scenari tetri e figure fantasmatiche si corrispondono in una bipolarità oscura: non si comprende se siano gli ambienti il riflesso di una tristezza interiore dei protagonisti o, al contrario, siano questi ultimi a soffrire del male che affligge i luoghi che li ospitano. Le sue stanze costituiscono la giusta metafora di una società compromessa, estraniante e luttuosa. Mentre sulle pareti sembrano riverberarsi i dubbi e i drammi degli anonimi protagonisti, miseri supereroi, animali di carta e pesanti origami divengono i dominanti archetipi di un’esistenza folle. 

Così come la tranquillità dello scenario domestico si piega di fronte ad un persistente senso d’inquietudine, la perfezione prospettica cede il passo a puerili assonometrie, non di rado sacrificate a saturazioni monotonali. La materia cromatica, ridotta a poche tinte, si stratifica e si compone per tasselli, dando forma ad una poetica ricerca dei luoghi fisici e memoriali, in avvicendamenti e sovrapposizioni emotive che si sono stratificate in corso d’opera. Atmosfere cupe ma vibranti di pathos, sono abitate da figure vampiresche o allucinate, ora spaventose ora estranianti; figure disarticolate entro spazi instabili, saturi nelle cromie e connotati da un vuoto esistenziale prima che materiale. 

Il valore della pittura di Chiara risiede nella capacità d’indagare la soglia tra produzione “normale” e “psicotica”. La sua è un’umanità sconcertante, grottesca, carica di valenze emotive, che sembra interrogarci sulla possibilità di collegare tipologia fisica e stato di alterazione interiore. Mediante una sintassi iconica di disarmante semplicità l’artista ci coinvolge in teatrini folli, soggiogandoci. Il pensiero, apparentemente libero di spaziare, ne resta in realtà imprigionato. Ed è in quel momento che si perde la levità della visione e alla pura contemplazione segue l’amara riflessione”. 

Inaugurazione 23 novembre ore 18 

Momart Lounge Contemporary Art Point 
via Fiorentini 16 Matera 
mar-gio 10-13, ven e sab 10-13 e 15.30-18, dom 15.30-18 
ingresso libero

La via Sacra


Verdi Forever 2





Anna Calselli


Carlo Caniati


Marco Belloli

23/11/2014

CASAIDEA, TAVAZZANO CON VILLAVESCO (LO)

Dialogo tra le Forme. Una serie di sculture, frammenti di materia che interrogano, ispirano e raccontano, capaci di suscitare in chi osserva curiosita' e stupore, emozioni primarie e pensieri complessi.

COMUNICATO STAMPA
Casaidea, affermata azienda operante nel settore dell’Architettura, dell’Arredamento e dell’Antiquariato fin dal 1928, ospiterà dal 23 novembre al 14 dicembre 2014 un’esclusiva personale dello scultore e artista Marco Beloli, intitolata “Dialogo tra le Forme”. 


All’interno dell’antica Chiesetta del Viandante, location dal suggestivo fascino risalente al 1626 e trasformata nel 2010 dalla famiglia Acerbi in un poliedrico spazio polivalente, l’artista presenterà, a cura di Casaidea, una serie di eclettiche sculture, frammenti di materia che ci interrogano, ispirano e raccontano, capaci di suscitare in chi osserva curiosità e stupore, emozioni primarie e pensieri complessi. 



Marco Beloli, illustratore e visualizer attivo nel settore pubblicitario e editoriale, da diversi anni, attraverso le sue sculture, esprime e reinterpreta in maniera audace e sentita l’inquietudine dell’animo umano, che diventa energia e fonte di stimolo dalla quale attingere costantemente ispirazione. Una coerente sperimentazione stilistica, volta alla ricerca di un’eterea armonia delle forme, capace di dare vita a una dimensione ove materia e spiritualità coesistono in maniera sublime. 



Marco Beloli è un artista figurativo ma poco ortodosso, la cui opera scultorea permette di riconoscerne la continuità e l’originalità. Partito da posizioni pittoriche e grafiche, si è sempre più avvicinato al medium della scultura, contrastando con efficacia plastica ed esistenziale l’“arte del sistema”, prevalentemente mentale e fruibile percettivamente. 



L’immobilità formale si direbbe l’apparenza di Beloli. Il movimento, costituisce il trapasso dal momento manuale artigianale e decorativo all’ordito, al modo di vedere e rappresentare le cose e porle al loro posto, sotto legge. C’è in esse, infatti, un susseguirsi di idee semplici tradotte in immagini emblematiche, simboliche, paradigmatiche, ora “vaporose”, pregne di metafore e allegorie, ora in apparenza “svuotate”, in realtà solo morbide. In tutti i casi realizzate con un gusto che passa dal Barrocchetto al Neoclassico per poi farsi conquistare dal Novecento attraverso la ribellione espressionista e il richiamo primitivista in certe espressioni canzonatorie e beffarde. 



Lo stile è attento, teso a cogliere l’identità dei singoli esseri umani e guarda spesso all’umanità stilizzata di un grande surrealista di Borgonovo, ma anche alle forme tonde e corpulente di un colombiano, ma l’insistenza narrativa è tenuta insieme dall’investigazione, fatta di cucina dei Navigli e ricchezze dell’Orlando. 



In mezzo alla burrasca di chiacchiere con cui si sorregge l’arte contemporanea, l’arte di Beloli diffonde una bizzarra placidità. Può apparire anacronistica o assiomatica, lapidaria, censoria, narrativa, apologetica, di consueto esercizio di mano. Ma a ben vedere si scopre un’aderenza delle singole opere e dei diversi contenuti. Le figure conservano schematismi che idealizzano a volte l’esemplare, sino a tradurlo in simbolo, o, al contrario, seguono contorni dai canoni pittoreschi sino a concedersi irritazioni e ironie, abbandonandosi a un’enfasi che fa pensare al designer, alla bottega artigianale e all’illustrazione. 



Il modo di lavorare la materia non ignora i manuali. Il comporre è asciutto, con qualche concessione alla materia, trattata con leggerezza affettuosa, con stabilità ed equilibrio di rapporto con il volume, da culminare quasi sempre in forme espressive leggere, ordinate, fluenti, di richiamo appunto post-espressionista o, in qualche caso post-primitivista, senza tuttavia dimenticare la lezione classica della forma. Nella scultura di Beloli non circolano maschere di paure, di ansie o drammi. Abbondano invece i Tipi, i Caratteri su cui egli stende un filo di nessi razionali con le cose, le convenzioni, i pregiudizi, ma anche con le qualità, l’irreprensibilità e le virtù. 



Le opere di Beloli non cantano salmi, raccontano soggetti che parlano della vita, di letture e ricordi che risvegliano metafore, che mescolano i ricordi del vero e la fantasia, le apparizioni, di tutto quanto fa parte o può far parte della rappresentazione figurale. Potremmo definire la sua produzione un dizionario filosofico o quanto meno una raccolta di brani scelti con saggezza. 



Materia e materiali compartecipano al risultato. Sono prevalentemente resine, gesso, cemento, ferro, rame, elementi con cui la mano dell’artista-artigiano arriva a trasferire impulsi creativi alla mente. Su sfondi antropologici e psicologici, la sua è una mano che comunica idee e rimette in contatto con esseri umani (allungati o ingrossati nel tentativo di coglierne l’identità), in un colpo d’occhio. 



Per Info e Appuntamenti: 333.2301800 – 0371.760212 



Inaugurazione domenica 23 novembre ore 16 



CASAIDEA Architettura-Arredamento-Antiquariato – Ex Chiesetta del Viandante 
Via Emilia, 23 – Tavazzano con Villavesco (LO) 
Orari: dal martedì alla domenica dalle ore 16:00 alle 19:00. Al mattino previo appuntamento 
Ingresso libero

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