giovedì 24 gennaio 2013

ANFFAS:



Con la spending review a rischio 5.000 posti di lavoro e servizi per 30.000 persone

Venerdì 14 Settembre 2012 10:45
Numerose Aziende Sanitarie stanno applicando i tagli anche sui servizi gestiti dagli enti non profit, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e gettando nella disperazione decine di migliaia di persone con disabilità e le loro famiglie.
Si dicono pronte a consegnare al Presidente della Repubblica le chiavi dei propri centri: un gesto che le tutte le strutture associative dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) hanno intenzione di compiere per contrastare gli ultimi provvedimenti derivanti dalla cosiddetta “spending review” (revisione della spesa pubblica), stabiliti con buona pace dei diritti civili e umani delle persone con disabilità, sanciti dalla Convenzione ONU, e con la colpevole indifferenza del Governo e delle forze politiche che lo sostengono.
Una condizione di profonda crisi che sarà discussa il 27 settembre prossimo in una riunione straordinaria convocata dall’ANFFAS Nazionale.
I provvedimenti emanati dal Governo sotto la voce “spending review”, infatti, prevedono, tra le altre cose, all’articolo 15, comma 13 del Decreto Legge 95/12, convertito dalla Legge 135/12, il taglio lineare, già a partire dal 7 luglio, del 5% sui budget dei contratti e servizi stipulati dalla Pubblica Amministrazione.
Numerose Aziende Sanitarie hanno “ritenuto” che tale taglio andasse applicato ipso facto alla generalità dei servizi, ivi compresi quelli gestiti dagli enti non profit, fra i quali rientrano appunto i servizi dell’ANFFAS.


Un provvedimento, questo, che si aggiunge ai pesantissimi tagli già effettuati negli ultimi anni da parte di Regioni, Province, Comuni e Aziende Sanitarie, in conseguenza del progressivo azzeramento da parte dei Governi che si sono succeduti, sia del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali che di quello per la Non Autosufficienza.
"Questa situazione - dichiara Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS - solo per i nostri servizi si traduce immediatamente nella messa a concreto rischio di oltre cinquemila posti di lavoro e nel gettare nella più buia e cupa disperazione oltre trentamila persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, insieme ai loro genitori e familiari, nei centri gestiti in regime di accreditamento, convenzionamento ecc., in tutte le Regioni d’Italia, e realizzati in cinquantaquattro anni di vita dell’ANFFAS, grazie all’impegno, alla dedizione e al volontariato di decine di migliaia di familiari che, spesso in totale assenza dello Stato, si sono fatti carico di realizzare strutture e servizi, per garantire ai propri congiunti con disabilità una migliore qualità della vita".

Grande preoccupazione vi è inoltre per i provvedimenti che si stanno delineando in relazione soprattutto ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), con il concreto rischio di vedere da un lato ulteriormente abbassati i livelli delle prestazioni e dall’altro di vedere aumentare la già insostenibile partecipazione alla spesa da parte delle famiglie, nonché di arrivare addirittura a mettere fortemente in discussione le magre indennità di accompagnamento, spesso unica fonte di reddito che garantisce alle persone con disabilità un seppur minimo supporto economico a sostegno di una vita indipendente e di qualità.

In generale, tirando le somme, sono a rischio oltre trecentomila posti di lavoro, che rappresentano la forza lavoro oggi impiegata nel suo complesso dagli enti non profit in Italia.




Anffa - Lgm Amerigo Vespucci - Ostia Lido - Ponente



Modifica riforma servizi sociali, Anffas Ostia: "Battaglia vinta"

"Grazie alle modifiche apportate alla riforma sui servizi sociali, la figura dell'assistente familiare non sarà più schiacciata a favore degli operatori sociosanitari"

di Redazione - 10 gennaio 2013


"Apprendo con grande soddisfazione personale e professionale le modifiche, auspicate da Anffas Ostia, apportate dalla giunta Capitolina alla delibera sulla riforma i servizi sociali di Roma Capitale. Grazie a questi accorgimenti sarà possibile tutelare il tessuto sociale delle famiglie degli utenti e dare garanzie occupazionali a tutti gli operatori della Capitale che rischiavano di perdere la propria posizione occupazionale a causa di un iniziale inquadramento di livello sanitario, piuttosto che sociale previsto dalla delibera, oggi finalmente chiarito e scongiurato".
Lo dichiara il direttore generale Stefano Galloni in merito alle modifiche sulla delibera che riforma i servizi sociali della Capitale specificando che "senza queste modifiche la figura dell'assistente familiare, fondamentale e per altro prevista dalla normativa regionale per i servizi sociali, sarebbe stata schiacciata a favore degli operatori sociosanitari con un aumento dei costi impossibile da sostenere per le associazioni. E avrebbe richiesto il reperimento di personale specifico sanitario che a oggi non esiste nel Lazio e nelle regioni limitrofe, mandando in tilt l'intero sistema dei servizi. Non è importante a livello manageriale capire di aver effettuato un lavoro innovativo per il bene sociale, tra le altre cose insieme ai sindacati, ma avere la certezza che il primo interesse della Repubblica rimangano i cittadini, quindi i lavoratori ed in nessun caso interessi economici".
Sull'argomento è intervenuta anche il presidente di Anffas Ostia, Ilde Plateroti: "Le battaglie per il riconoscimento del rapporto utente-operatore da parte delle associazioni non terminerà da momento che a oggi è ancora 1 a 5. Ringrazio il direttore generale Stefano Galloni, la Uil e le altre sigle che hanno operato congiuntamente con le dirigenze del V dipartimento impedendo un appiattimento del sistema sull'cooperativismo ai danni dell'associazionismo".
Annuncio promozionale

mercoledì 23 gennaio 2013

In memoria di Roberto Franceschi

In memoria di Roberto Franceschi e degli anni della speranza italiana. Una giornata d'arte e cultura, con l'Università Bocconi a fare da sfondo
pubblicato martedì 22 gennaio 2013

Monumento a Roberto Franceschi, Milano

Accadeva quarant’anni fa. Una data lontana, ma da ricordare, come ce ne sono state moltissime tra la fine degli anni '60 e dei primi anni '80, dove i giovani, gli studenti, gli operai, cercavano di cambiare le carte della sorte italiana, in cerca di giustizia sociale, progresso economico e civile, lavoro, diritto allo studio, libertà e ed emancipazione femminile, ricerca della felicità. Tra questi giovani vi era Roberto Franceschi, studente all'Università Bocconi, che la sera del 23 gennaio 1973 venne ucciso da un colpo di pistola alla testa, sparato da un agente di polizia che non venne mai condannato e che raggiunse anche, con un altro colpo, l'operaio Roberto Piacentino. I due si trovavano all'ingresso dell'ateneo milanese, in attesa di prendere parte a un'assemblea serale del Movimento Studentesco. In quella occasione avrebbero potuto partecipare alla riunione solo i giovani iscritti alla facoltà, tesserino alla mano. Ovviamente gli allontanati non mancarono di innescare una contestazione che provocò in seguito la tragedia. Dedicata a Roberto Franceschi fu creata una fondazione, nel 1996, che oggi si occupa del supporto dei giovani e dei diritti, e che organizza una mostra, proprio alla Bocconi, per analizzare il decennio 1966-1976 con l'aiuto di una serie di artisti diversissimi, anche per credo politico, che a Milano, in quegli anni, gli anni della grande speranza, come titola l'esposizione, si mobilitarono anche per la realizzazione del monumento a Franceschi, collocato di fronte all’Università Bocconi il 25 aprile 1977. I lavori e le discussioni per la realizzazione dell'opera, posto nel luogo in cui Roberto cadde, durarono dal 1973 al 1977 passando attraverso momenti assembleari degli artisti e la creazione di una commissione di coordinamento, di cui facevano parte Cavaliere, Gallerani, Marzulli, Petrus e Staccioli, in cui si distinse il contributo di Enzo Mari che fu decisivo per la realizzazione dell’opera. Il designer, con Lidia Franceschi, Andrea Sironi e il sindaco Pisapia, sarà presente anche alla celebrazione del monumento come "Patrimonio” della città di Milano, mercoledì alle 11. 
Fino al 10 aprile, inoltre, una mostra si svilupperà sia all'interno che all'esterno dell'università «senza intenti commemorativi, ma per concorrere a ricostruire il decennio 1966 - 1976 attraverso le spinte positive e le grandi speranze che lo caratterizzarono» ha affermato la presidente della fondazione Cristina Franceschi. Il progetto, ideato da Ezio Rovida e coordinato da Francesco Poli, Francesco Radino, Anna Maria Consadori, Gabriele Mazzotta, Angela Vettese e Alessandro Dalai, metterà in mostra in via Roentgen 1, tra le altre, opere di Enrico Baj, Eugenio Carmi, Gianni Colombo, Emilio Isgrò, Enzo Mari, Fabio Mauri, Gianfranco Pardi, Arnaldo e Giò Pomodoro, Mario Schifano, Mauro Staccioli, Emilio Tadini, Nanni Valentini e Grazia Varisco, con una serie di scatti, per tematizzare il periodo storico, di Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Carla Cerati, Uliano Lucas e Francesco Radino tra gli altri.
Inoltre, la sera del 23, vi sarà la partecipazione speciale del Teatro dell'Elfo, con la messa in scena dello spettacolo The History Boys tratto dall'omonimo romanzo di Alan Bennett, che vedrà in scena Elio De Capitani. Un'occasione unica per assistere a una delle piéce più acclamate degli ultimi tempi, attualmente non in cartellone a Milano.
Prenotazione obbligatoria a www.fondfranceschi.it, così come appare d'obbligo ricordare una tappa buia della penisola, rivivendola attraverso quello che di buono è stato fatto nascere sotto il cielo degli anni di piombo.

martedì 22 gennaio 2013

Milano e..... NUOVA UNIVERSITA' BOCCONI - AULA MAGNA, MILANO


23/1/2013

Milano e gli anni della grande speranza

NUOVA UNIVERSITA' BOCCONI - AULA MAGNA, MILANO

L'iniziativa si propone di ricostruire il decennio 1966-1976 attraverso le spinte positive e le grandi speranze che lo caratterizzarono: giustizia sociale, progresso economico e civile, lavoro, diritto allo studio, liberta' e diritti civili, liberazione della donna, ricerca della felicita'. La mostra prende spunto dalla mobilitazione degli artisti milanesi per la realizzazione del Monumento a Roberto Franceschi.

COMUNICATO STAMPA
La Fondazione Roberto Franceschi Onlus promuove dal 23 gennaio 2013 al 10 aprile 2013 presso gli spazi espositivi dell'Università Bocconi la Mostra "Milano e gli anni della grande speranza". L’iniziativa si propone di ricostruire il decennio 1966-1976 attraverso le spinte positive e le grandi speranze che lo caratterizzarono: giustizia sociale, progresso economico e civile, lavoro, diritto allo studio, libertà e diritti civili, liberazione della donna, ricerca della felicità. 

La Mostra prende spunto dalla straordinaria mobilitazione degli artisti milanesi per la realizzazione del Monumento a Roberto Franceschi; per questa ragione si è scelto di invitare prioritariamente gli artisti che parteciparono allora con la presenza attiva o col contributo delle loro opere. 

Sono state raccolte tra gli artisti o i loro eredi e collezionisti oltre 60 adesioni, grazie a cui sono disponibili opere di: 
Gabriele Amadori, Enrico Baj, Iginio Balderi, Paolo Baratella, Vittorio Basaglia, Valentina Berardinone, Gustavo Bonora, Davide Boriani, Antonio Calderara, Ezio Campese, Giovanni Canu, Eugenio Carmi, Nicola Carrino, Pietro Cascella, Enrico Castellani, Alik Cavaliere, Mino Ceretti, Gianni Colombo, Florenzio Corona, Nino Crociani, Dadamaino, Fernando De Filippi, Bruno Di Bello, Agenore Fabbri, Attilio Forgioli, Alberto Fornai, Paolo Gallerani, Alberto Ghinzani, Emilio Isgrò, Enzo Mari, Elio Mariani, Umberto Mariani, Lino Marzulli, Fabio Mauri, Franco Mazzucchelli, Fabrizio Merisi, Paolo Modica, Gottardo Ortelli, Gianfranco Pardi, Lucia Pescador, Vitale Petrus, Pino Pinelli, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Carlo Ramous, Silverio Riva, Giovanni Rubino, Emilio Scanavino, Paolo Schiavocampo, Mario Schifano, Rino Sernaglia, Francesco Somaini, Guido Somarè, Sandro Somarè, Giangiacomo Spadari, Pino Spagnulo, Pippo Spinoccia, Mauro Staccioli, Emilio Tadini, Alberto Trazzi, Tino Vaglieri, Nanni Valentini, Grazia Varisco, Luigi Veronesi, Luigi Volpi. 

Una sezione fotografica permetterà di tematizzare il periodo nei suoi aspetti storici, culturali, sociali attraverso opere di Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Carla Cerati, Uliano Lucas, Francesco Radino e altri. La parte documentaria sarà integrata da manifesti e opere grafiche. 

La Mostra sarà inaugurata il 23 gennaio 2013 alle ore 17 presso lo spazio espositivo dell'Università Bocconi in via Roentgen 1 a Milano (M2 Porta Genova - M3 Porta Romana - Tram 9, 15, 29/30 - Bus 79, 90, 91) e rimarrà aperta fino al 10 aprile 2013, dal martedì al venerdì dalle ore 12 alle 20. Sarà inoltre possibile visitare la mostra accompagnati da una guida previa prenotazione all'indirizzo eventi@fondfranceschi.it

Comitato Scientifico 
Ezio Rovida (ideazione, coordinamento del progetto e consulenza storica) 
Francesco Poli (curatore artistico) 
Francesco Radino (curatore sezione fotografia) 
Anna Maria Consadori, Gabriele Mazzotta, Angela Vettese, Alessandro Dalai 

Collaborazioni 
Studio Origoni-Steiner, Angelo Ghinzani, Angela Madesani, Tiziana Riva, Ranuccio Sodi, Giosanna Terrana, Sergio Vicario 
Catalogo 

Dalai editore 

L'iniziativa è promossa da 
Fondazione Roberto Franceschi Onlus 

in collaborazione con 
Università Bocconi 

con il patrocinio di 
Comune di Milano 

grazie a 
Abitare Società Cooperativa 
Dalai Editore 
Fondazione AEM 
Fondazione Cariplo 
Libraccio 
Milano Energia s.r.l. 

Fondazione Roberto Franceschi Onlus 
Sede organizzativa: Via Val d’Ossola, 19 - 20162 Milano - Tel. 02 3669 5661 - Fax 02 3672 8471 
eventi@fondfranceschi.it - www.fondfranceschi.it 

Per ulteriori informazioni: 
Ufficio Stampa Fondazione Roberto Franceschi onlus 
Giosanna Terrana – Mob 339 6715005 
Sergio Vicario (Metafora) – Mob. 348 9895170 
Ufficio Stampa Comune di Milano 
Camilla Girola e Elena Conenna - Tel. 02 8845 0150 

Conferenza Stampa: Martedì, 22 Gennaio 2013 - Ore 12.00 
Sala dell’Orologio - Palazzo Marino, Piazza della Scala, 2 - Milano 
In occasione del 40° anniversario dell’uccisione di Roberto Franceschi e dell’inaugurazione del Monumento a lui dedicato in via Bocconi 

23 gennaio 

Ore 11.00 via Bocconi angolo via Sarfatti 
Alla presenza del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia Il Monumento a Roberto Franceschi diventa patrimonio della Città di Milano con Lidia Franceschi, Andrea Sironi, Enzo Mari 

Ore 17.00 Spazio espositivo via Roentgen, 1 – (piano - 2) 
Inaugurazione della mostra 

Ore 20.00 Aula Magna via Gobbi, 5 Serata in ricordo di Roberto Franceschi Gli eventi sono organizzati da: Fondazione Roberto Franceschi Onlus In collaborazione con: Università Bocconi Con il patrocinio del Comune di Milano 

Inaugurazione il 23 gennaio 2013 alle ore 17 

Università Bocconi 
via Roentgen 1 a Milano 
Orario: dal martedì al venerdì dalle ore 12 alle 20 
Ingresso gratuito

AMBASCIATA DI TURCHIA, ROMA - I colori del vetro


23/1/2013

Rengin Alkin

UFFICIO CULTURA E INFORMAZIONI DELL'AMBASCIATA DI TURCHIA, ROMA

I colori del vetro. La decorazione del vetro come forma artistica ha radici antiche nella penisola anatolica, ma raggiunse il picco massimo nel XVIII e XIX secolo. L'artista turca presenta "un breve riassunto dell'arte di decorazione del vetro dal passato al presente".

COMUNICATO STAMPA
Mercoledì 23 gennaio 2013, alle 18.00, presso lo spazio espositivo dell’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia a Roma in Piazza della Repubblica 55-56, si inaugurerà la mostra personale “I colori del vetro” dell’artista turca Rengin Alkin. La mostra, che resterà a disposizione del pubblico fino all’8 febbraio 2013 negli orari di apertura degli uffici, presenterà in chiave moderna un'arte tradizionale tipica dell'Anatolia, la decorazione del vetro.

Rengin Alkin così descrive le origini del suo percorso artistico : “Come potevo sapere che la decorazione del vetro, iniziata come un semplice hobby, confinata quindi ai momenti di svago, avrebbe destato in me un tale senso di meraviglia da trasformarsi in una passione duratura ? Basta vedere quante cose ha portato il primo oggetto da me realizzato, una zuccheriera decorata in stile Beykoz”. La decorazione del vetro come forma artistica ha radici antiche nella penisola anatolica, ma raggiunse il picco massimo nel XVIII e XIX secolo. Beykoz (una località in provincia di Istanbul che si trova al termine del Bosforo, sul Mar Nero, dalla parte asiatica della Turchia) fu in questi due secoli il centro principale della produzione vetraria anatolica. La prima officina fu aperta durante il regno del Sultano Selim III (1789-1807) dal derviscio Mevlevi Mehmeh Dede, che aveva appreso ques’arte nei laboratori di Murano a Venezia e che chiamò alcuni famosi artisti europei (da Venezia, dalla Francia, dalla Boemia) a lavorare in questa prima officina. Altre officine furono presto create in quest’area, a Eğrikapı, Balat, Ayvansaray, Bakırköy, Çubuklu e Pasabahçe (qui oggi si trovano tra i più importanti produttori europei del vetro), ma tutto il vetro qui realizzato è conosciuto collettivamente sotto la definizione di vetro Beykoz. Le officine dipendevano dall’amministrazione centrale, sotto il patrocinio del Sultano, ed erano strettamente regolamentate. Se le tecniche di decorazione partivano dall’esperienza veneziana ed europea (ad esempio l’uso del vetro opalino), dal punto di vista estetico la decorazione assunse subito i tratti unici dell’arte ottomana, caratterizzata dall’uso di motivi floreali e geometrici intrecciati e colorati.

Fino all'avvento della produzione di massa, l’arte vetraria era un considerata un lusso, tanto che era previsto per alcuni preziosi esemplari l’utilizzo di oro e argento. Dato che si trattava di oggetti molto amati e ricercati dai nobili di corte e dai collezionisti, numerose opere d’arte vetraria sono esposte nei musei pubblici e privati della Turchia. I motivi più comuni utilizzati - in particolare per vasi, zuccheriere, bottiglie da profumo e da medicinale, lampade, piatti, bicchierini - sono le forme geometriche (triangoli e cerchi), fiori e foglie, frutta, linee dorate dritte e curve, stelle e mezzelune. L’artista Rengin Alkin parte dunque da questa elaborata tradizione del passato ottomano e la interpreta con spiccata personalità nel suo laboratorio di Istanbul, in una chiave nuova e moderna. Nella mostra di Roma, la prima in Italia, si ripercorreranno gli ultimi dieci anni del suo percorso artistico, “un breve riassunto - dice l’artista - dell’arte di decorazione del vetro dal passato al presente”.

Biografia
Rengin Alkin è nata a Eskişehir nel 1965. Si è laureata nel 1987 presso la Facoltà di Ingegneria Meccanica della Yildiz Technical University. Dopo aver lavorato in diversi settori come ingegnere, si è specializzata sui sistemi di qualità tra il 1995 e il 2004. Nel 2005 ha partecipato ad un master finanziato dall’'Unione Europea e ha acquisito in modo completo tutte le tecniche decorative di arte vetraria. Nel 2008 Rengin Alkin ha frequentato il KİŞGEM (Centro di Sviluppo per le Donne di Istanbul) ottenendo all’interno del centro il suo showroom e laboratorio. Nel 2009 ha fondato un altro laboratorio e ha cominciato ad insegnare questa disciplina. Nominata ufficialmente nel 2010 come “Artista nella Decorazione del Vetro” dal Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia, le viene così riconosciuto il ruolo di “Portatore del Patrimonio Culturale Immateriale", riconosciuto dall'UNESCO. Sta continuando a sviluppare la sua pratica all’interno del suo laboratorio e insegna presso un Centro di Pubblica Istruzione, sostenuto dal Ministero dell'Istruzione turco.

Ultime mostre
2012 CNR Expo Müsiad Fair - come artista ospite
2012 Kartal Bulent Ecevit Cultural Center - mostra collettiva
2011 Ministry of Culture Altıneller Festival
2010 Suadiye Art Gallery - mostra personale
2010 Usküdar Municipality Katibim Festival
2009 Usküdar Municipality Katibim Festival
2009 Izmir Fair - come artista ospite
2008 Pendik Municipality Traditional International - incontro di artisti
2005 Turkish and Islamic Arts Museum - mostra

Silvia Barbarotta 
PR & Communication Consultant 
Cell. 339.3728738 
Mail silvia@barbarotta.it 

Inaugurazione (aperta al pubblico) : mercoledì 23 gennaio 2013, ore 18.00 (cocktail)

Ufficio Cultura e Informazioni dell'Ambasciata di Turchia
Piazza della Repubblica, 55/56 - 00185 ROMA
Orari mostra : 9.00 - 17.00 (dal lunedì al venerdì)
Ingresso gratuito

Nicole Voltan


Nicole Voltan

WHITECUBEALPIGNETO, ROMA

88Trame. L'istallazione, con il suo ordito multisensoriale, abbatte i confini fisici e stravolge il percepire ordinario. Un'immersione di corpo e mente per sentire il palpito dell'universo in espansione.

COMUNICATO STAMPA
Nicole Voltan dopo "Sistema Entropia" torna alla galleria Whitecubealpigneto con la mostra "88 trame". 
L’8, antico numero che simboleggia l’infinito, l’88 il numero delle costellazioni riconosciute dall’Unione Astronomica Internazionale; le trame, cosmiche, ricamate sapientemente dall’artista in un’opera che come una ragnatela cattura il visitatore. 
Nicole Voltan tesse il cosmo. Diversi i materiali di cui si serve: aghi, seta, luce, oscurità e suono. Ognuno è un filo per ri-costruire attraverso una minuziosa tessitura i confini dell’universo. L’istallazione, con il suo ordito multisensoriale, abbatte i confini fisici e stravolge il percepire ordinario. 
Un’immersione di corpo e mente per sentire il palpito dell’universo in espansione. 

In occasione dell’opening, alle ore 19.00 e 19.30 è previsto un voice off di Marika De Chiara che reciterà l’incipit del Libro Primo de Le Metamorfosi di Ovidio. 

Testo critico a cura di Claudia Fiasca e Teresa Buono. 

Biografia 
Nicole Voltan nata a Mestre nel 1984, vive a Roma. Dopo aver compiuto studi umanistici, si laurea con lode in Decorazione all'Accademia di Belle arti di Venezia. 
Lavora principalmente con l'installazione, ma anche con pittura, scultura, fotografia e videoarte. 
Nel 2012 partecipa a "Punti di ancoraggio / Ecology of mind" presso Parco del Contemporaneo, Forte Marghera, Venezia. Nel 2012 partecipa a "Gino on my mind" per la VII edizione del festival Sguardi Sonori, presso la Mole Vanvitelliana di Ancona. 
Nel 2011 partecipa al Circuito off della X edizione di FOTOGRAFIA “Motherland” - Festival Internazionale di Roma - con la personale “Sistema Entropia” alla galleria Whitecubealpigneto.
- Nel 2009 è rappresentata dalla galleria Florence Art Gallery, Galleria Fiorentina d'Arte. Nel 2008 partecipa all'iniziativa "CU/CM La città dell'uomo - Abito&Habitat", evento collaterale della XI Biennale di Architettura di Venezia. Nel 2007 espone a Milano con la personale "Nel segreto di una valigia" presso il Circolo Culturale Bertolt Brecht. Partecipa a mostre collettive a Roma, Ancona, Treviso, Venezia, Milano, Firenze, Alessandria, Istanbul, Capodistria e Izola (Slovenia). Nel 2011 e nel 2012 è stata assistente del maestro Giuseppe Gallo. 

Inaugurazionne 23 gennaio ore 19 

Galleria Whitecubealpigneto 
via Braccio da Montone 93, Roma 
Orari: dal lunedì al venerdì ore 17.30 – 20.30 (o su appuntamento) 
Ingresso libero
  

Dove si mischiano civilizzazione e barbarie.

Ecco il programma della 13esima Biennale di Istanbul diretta da Fulya Erdemci
pubblicato mercoledì 9 gennaio 2013
Fulya Erdemci

Che la curatrice fosse Fulya Erdemci lo sapevamo da un pezzo ma ora arriva il tema, caldissimo, della 13esima biennale di Istanbul, che debutterà il prossimo 14 settembre nella città turca, e che titolerà "Mom, am I barbarian?", -Mamma, io sono barbaro?- citazione dal libro del poeta turco Lale Müldür che porta lo stesso titolo. Un "forum" di discussione dove l'arte metterà in evidenza le nozioni di dominio pubblico, per mettere in discussione le forme contemporanee della democrazia, sfidare gli attuali modelli spazio-economici della politica, problematizzare il linguaggio e i concetti intorno alle parole "civiltà" e "barbarie" per ribaltare posizioni standardizzate e aprire il ruolo dell'arte contemporanea come un agente in grado di creare "azioni".
A partire dalla critica al mondo della civiltà e della razionalità, che ha prodotto nei secoli una sequela di barbarie a favore di "lumi" che molto spesso sono scaduti nelle tenebre, la Biennale di Istanbul metterà nero su bianco anche la condizione attuale del voler "ricominciare da capo". Un'esigenza attuale, dove sembra che la produzione, la connettività, il semplice e diretto di comunicare per scavalcare la complessità del mondo siano arrivati a un punto di non ritorno, che ha contribuito anche all'aumento di regimi e di comunità chiuse.
"Barbaro", nella sua accezione di "straniero", è il lemma privilegiato per indagare la condizione di esclusione: barbaro era infatti, per i greci, colui che non apparteneva alla polis, il non-cittadino. Ma cosa significa essere cittadini oggi, specialmente ad Istanbul? Conformarsi allo status quo o prendere parte alle azioni di disobbedienza civile?
Barbaro oggi fa rima con "fragilità"? O è vicino alla responsabilità di assumere nuove posizioni culturali, economiche e politiche? Gli artisti invitati saranno chiamati ad operare site specific su questi temi, per domandarsi ed esplorare, ancora una volta, le possibilità che l'arte possiede per favorire la costruzione di nuove soggettività e di ripensare la "dimensione pubblica".
E sarà proprio il "Public Alchemy", il programma pubblico, a portare alla luce del sole la produzione artistica e teorica della Biennale attraverso l'intervento di artisti, architetti, progettisti, teorici, attivisti, poeti e musicisti si riuniranno nei mesi precedenti all'opening, per esaminare i modi in cui lo spazio della città possa essere recuperato sia come strumento artistico sia nel quadro della caduta dell'imperialismo finanziario e nella frattura sociale che ormai coinvolge non solo la Turchia, ma tutta l'Europa.

MANGIARE SANO CON GUSTO

È con vero piacere che, con l’inizio del 2013, ci troviamo a parlare di nutrizione. Quello che solitamente viene percepito come un normale evento, cioè quello di prestare attenzione a ciò che si mangia, spesso diventa un incubo. Lo diventa perché, da una parte, siamo costantemente sollecitati da programmi televisivi di cucina ricca e molto spesso calorica. Dall’altra parte si parla solo di digiuni o diete molto squilibrate, naturalmente alla moda, che si limitano ad un’estrema riduzione calorica, per lo più a carico dei carboidrati, con un eccesso di proteine e di grassi.

Ma è proprio così difficile nutrirsi con serenità? Crediamo sia opportuno tornare alla normalità, termine magari fuori moda, ma che può aiutare a stare meglio in salute e con noi stessi. Scopriamo come con la nostra esperta nutrizionista!

Buona lettura,

MARKETING RASPINI

MANGIARE SANO CON GUSTO

Conoscere le indicazioni base della medicina ufficiale significa optare per scelte di equilibrio, lontane da diete mordi e fuggi.

Mi preme poter tranquillizzare i lettori che il mangiar sano è patrimonio di tutti, non richiede né lauree o specifiche competenze, solo saggezza. Saggezza che ci viene dalle nostre origini, dalle nostre tradizioni e dalla nostra cultura.

Le diete, a mio giudizio, servono per curare e, dopo un primo momento dedicato alla comprensione delle regole base, ci sono la vita e il buon senso. Il mangiare sano e biologico ci consente di difenderci anche da gravi malattie e di essere in forma allo stesso tempo.

Per questo, vi proporrò per lo più piatti semplici, leggeri, genuini e buoni. Li potrete realizzare velocemente, dedicando un po’ più di tempo alla ricerca del genuino o del biologico.

Ora, dopo i normali eccessi natalizi, sarà opportuno tornare alla quotidianità, utilizzando i principi base della dieta mediterranea, motivo di vanto italiano in tutto il mondo.



PRIMO: PASTA CON ASPARAGI E PROSCIUTTO CRUDO

Perché gli asparagi?

Generalmente l’organo che subisce il maggior carico di lavoro durante le vacanze natalizie è il fegato.

Gli asparagi hanno un basso contenuto calorico e un alto potere detossificante, aiutano le normali attività epatiche nello smaltire gli eccessi di grassi e di alcool.

L’asparago è ricco di vitamina C, ottimo antiossidante, di vitamina A e di Acido Folico. Ha un grande potere drenante, per cui è indicato per eliminare la ritenzione idrica, che tanto preoccupa le donne, e favorisce la riduzione della cellulite.

Ecco come preparare un piatto di pasta con asparagi e prosciutto crudo.

Ingredienti (per la realizzazione di un piatto):

- 1 fetta di Prosciutto Crudo
  Dolce Raspini 
- 80 g di pasta
- 100 g di asparagi (regolatevi a piacere)
- 10 g di olio extra vergine di oliva
  (2 cucchiaini da caffè)
- acqua, sale, pepe e peperoncino q.b.
- 1 spicchio d’aglio


Tempo di preparazione: 20 minuti
Difficoltà: facile

Indicazioni nutrizionali del piatto:
- Calorie 443  
- Carboidrati 68,6 60%
- Proteine 17,6 18%
- Lipidi 12,54 22%

Preparazione: prendete degli asparagi (anche surgelati vanno bene), tagliateli a piccoli pezzi e metteteli in una padella con aglio, peperoncino, un po’ di misto pepe (qui abbiamo utilizzato la qualità ‘creola’) e un bicchiere di acqua.

Fate cuocere il tutto. Nel frattempo, in una pentola, portate l’acqua salata per la pasta a bollore. Quando gli asparagi saranno quasi cotti, aggiungete il prosciutto crudo e continuate la cottura per altri cinque minuti.

Due minuti prima della fine della cottura aggiungete l’olio e spegnete il fuoco.

Scolate la pasta e versatela nella padella con gli asparagi. Mantecate il tutto per un minuto e fate saltare.

Potete utilizzare qualsiasi tipo di pasta: grano duro, grano tenero, integrale, di mais o di riso.




SECONDO: TRIONFO DI GRIGLIATA IN TRICOLORE

A completamento del primo un secondo sano e leggero, disintossicante e attivatore della funzionalità epatica e pancreatica.

Ingredienti (per la realizzazione di un piatto):

- 50 g di Prosciutto Cotto di
  Alta Qualità Raspini-Disney
- 1 peperone (circa 100 g)
- 1 melanzana (circa 100 g)
- 1 zucchina (circa 100 g)
- 2 pomodori maturi (circa 100 g)
- 50 g di pane integrale
- 10 g di olio extra vergine di oliva
  (2 cucchiaini da caffè)
- 1 foglia di basilico
- pepe, sale e aceto balsamico q.b.

Tempo di preparazione: 20 minuti
Difficoltà: facile

Indicazioni nutrizionali del piatto:
- Calorie 360  
- Proteine 17,6 19%
- Lipidi 15 38%
- Carboidrati 39 43%

Preparazione: tagliate a dadini una fetta di pane e tostatela al forno per qualche minuto. Procedete grigliando, su una piastra in ghisa, le verdure ben lavate e tagliate. Grigliate anche il prosciutto cotto e rendendolo croccante.
Unite tutti gli ingredienti e aggiungete un velo di pepe, una foglia di basilico, olio extra vergine di oliva e aceto balsamico.

Abbiamo quindi visto come la nostra cultura e la nostra tradizione ci insegnano a cucinare in modo sano ed equilibrato… non resta che aggiungere un po’ di fantasia e un pizzico di creatività seguendo i principi base della dieta mediterranea!

A presto con altre semplici, sane e gustose ricette!



Dott.ssa Galassi Maria Rosaria
Dietista Clinica

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