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martedì 9 dicembre 2014
lunedì 8 dicembre 2014
IL PROCESSO TRIBUTARIO: TECNICHE DI DIFESA, RECLAMO E MEDIAZIONE
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venerdì 5 dicembre 2014
DENISE TI RICORDI ?
IL MESSAGGIO E' RIVOLTO
NON SOLTANTO A DENISE,
MA ANCHE A CHI LA CONOSCE
E PUO' FORNIRE INFORMAZIONI UTILI
AL SUO RITROVAMENTO.
REPLICATE IL MESSAGGIO
PER FARLO ARRIVARE IN OGNI PAESE.
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giovedì 4 dicembre 2014
Presentata la proposta di legge per escludere il condannato per l'omicidio del coniuge dal godimento della reversibilità della pensione
AGGIORNAMENTO SULLA PETIZIONE
Ogni tanto qualche segnale di speranza
Lorenzo Ballerini
Italia
3 dic 2014 — Ogni tanto qualche segnale di speranza nel nostro paese c'è.
E' stata presentata una proposta di legge (o disegno di legge) per colmare il vuoto legislativo che ad oggi consente, a chi è rinviato a giudizio per l'omicidio del coniuge, di poter attingere comunque alla pensione di reversibiltà o indiretta, in attesa della sentenza passata in giudicato.
Si tratta di un primo piccolo passo: ancora non è legge ed anche se lo rimarrà un primissimo passo... ma comunque si inizia con i piccoli passi, per fare un tragitto intero; spero infatti che a questo ne seguiranno tanti altri di passi via via più consistenti, nella direzione della giustizia e dell'eticità nella tutela delle vittime e nell'affrontare gli assassini con un po' più di coerenza.
Se non lo diventasse sarebbe una notevole sconfitta del nostro paese, sarebbe un segnale tristemente preoccupante della negazione di un principio che istintivamente si riconosce nel comune sentire e che l'ordinamento giuridico non può non accogliere.
Di questo innanzitutto ringrazio lo staff di Change.org, poi voi firmatari, primi artefici di un paese che non si è del tutto assopito nel torpore della malinconica rassegnazione. In seconda battuta l'on. Fedeli, promotrice del DDL con la quale che si è mostrata da subito sensibile alla questione e non si è fermata ad un primo interessamento di facciata.
Con rammarico, invece, manca il nome di una persona nei cofirmatari, peccato.
Credo nella trasparenza e credo che se la possa permettere chi agisce in modo onesto, per questo credo importante avere la possibilità di seguire l'iter di un DDL, come questo in questo caso. Per chi fosse interessato, questo è il link:
http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/44734.htm
Quando ci saranno ulteriori aggiornamenti non mancherò di segnalarlo.
Credo che comunicazione e trasparenza siano l'anima di una comunità, se poi vogliamo chiamarlo Paese...ben venga.
E' stata presentata una proposta di legge (o disegno di legge) per colmare il vuoto legislativo che ad oggi consente, a chi è rinviato a giudizio per l'omicidio del coniuge, di poter attingere comunque alla pensione di reversibiltà o indiretta, in attesa della sentenza passata in giudicato.
Si tratta di un primo piccolo passo: ancora non è legge ed anche se lo rimarrà un primissimo passo... ma comunque si inizia con i piccoli passi, per fare un tragitto intero; spero infatti che a questo ne seguiranno tanti altri di passi via via più consistenti, nella direzione della giustizia e dell'eticità nella tutela delle vittime e nell'affrontare gli assassini con un po' più di coerenza.
Se non lo diventasse sarebbe una notevole sconfitta del nostro paese, sarebbe un segnale tristemente preoccupante della negazione di un principio che istintivamente si riconosce nel comune sentire e che l'ordinamento giuridico non può non accogliere.
Di questo innanzitutto ringrazio lo staff di Change.org, poi voi firmatari, primi artefici di un paese che non si è del tutto assopito nel torpore della malinconica rassegnazione. In seconda battuta l'on. Fedeli, promotrice del DDL con la quale che si è mostrata da subito sensibile alla questione e non si è fermata ad un primo interessamento di facciata.
Con rammarico, invece, manca il nome di una persona nei cofirmatari, peccato.
Credo nella trasparenza e credo che se la possa permettere chi agisce in modo onesto, per questo credo importante avere la possibilità di seguire l'iter di un DDL, come questo in questo caso. Per chi fosse interessato, questo è il link:
http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/44734.htm
Quando ci saranno ulteriori aggiornamenti non mancherò di segnalarlo.
Credo che comunicazione e trasparenza siano l'anima di una comunità, se poi vogliamo chiamarlo Paese...ben venga.
martedì 2 dicembre 2014
Amos Gitai
1/12/2014
PALAZZO REALE, MILANO
Strade / Ways. La mostra/installazione creata dal regista israeliano per la Sala delle Cariatidi, presenta una serie di fotografie di grande formato, sequenze di film, dispositivi sonori e visivi che indicano i legami che uniscono culture, storie e persone nelle terre del medio e del lontano Oriente.
COMUNICATO STAMPA
Una mostra/installazione creata dal grande regista israeliano per la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale di Milano che, con sue fotografie in grande formato, sequenze di suoi film, dispositivi sonori e visivi, indica i legami che uniscono culture, storie e persone nelle terre del medio e del lontano Oriente.
Dal 2 dicembre 2014 al 1° febbraio 2015, Palazzo Reale a Milano ospita Strade/Ways, la mostra/installazione inedita del grande regista israeliano Amos Gitai, creata appositamente per la Sala delle Cariatidi.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale, GAmm Giunti e Centro Studi Moshe Tabibnia.
Sequenze di film, fotografie, documenti, tappeti antichi e dispositivi visivi e sonori compongono l’opera che trae ispirazione da tre differenti percorsi. Il primo, è il film Lullaby to my father, dedicato alla vita di suo padre, l’architetto del Bauhaus Munio Weinraub che, costretto a fuggire dai nazisti, si trasferirà in Palestina e svolgerà un ruolo decisivo nella nascita dell’architettura israeliana; il secondo, è la conversazione tra Gitai e il grande fotografo milanese Gabriele Basilico, sulla fotografia, l’architettura, gli scenari del film Free Zone dedicato ad un luogo/non luogo che raggiunsero insieme; il terzo, che occupa l’intera sala delle Cariatidi, ricostruisce il processo che porta alla nascita di Carpet, il nuovo film del regista, le cui riprese non sono ancora iniziate.
Il percorso espositivo prende avvio dal film Lullaby to my father che Gitai dedicò a suo padre, il famoso architetto, Munio Weinraub. Giunto a 18 anni al Bauhaus di Dessau, la straordinaria scuola diretta da Gropius, partecipa alla vita di quel luogo di studio e ricerca, dove incontra e lavora anche con Kandinsky e Mies van der Rohe, come testimoniano le corrispondenze venute alla luce durante la lavorazione del film. Nel giugno del 1933, dopo avere partecipato alla breve stagione del Bauhaus a Berlino, Munio viene condannato come “traditore del popolo tedesco” e costretto a emigrare in Svizzera per poi trasferirsi ad Haifa dove condusse la sua attività professionale, senza mai dimenticare gli insegnamenti e il rigore della scuola che lo aveva formato. Gabriele Basilico fissa in fotografia le molte costruzioni realizzate in Israele e al suo ricordo di uomo e di architetto si rivolge la poesia del figlio che dà il titolo al film.
Free Zone è un road-movie che parla dell’incontro di tre donne, un’americana (Natalie Portman), un’israeliana (Hanna Lazslo) e una palestinese (Hiam Abbas), in quella zona franca, a est della Giordania, dove regna la pace senza alcuna barriera tra stati. Sono esposte alcune immagini tratte dal film, oltre a degli estratti della lunga conversazione tra Gitai e Gabriele Basilico, avvenuta durante il viaggio che i due avevano intrapreso proprio in quei luoghi, che abbraccia temi quali l’architettura, la fotografia e il cinema.
La sezione di Free Zone introduce alla maestosa sala delle Cariatidi dove Gitai ha allestito un affascinante percorso di grandi fotografie, rarissimi tappeti, proiezioni e suoni intorno al tema del suo prossimo film, Carpet, la cui sceneggiatura inedita è pubblicata nel catalogo della mostra.
La pellicola racconterà la storia a ritroso di un tappeto, dalla casa d’asta dove è stato battuto fino al luogo della sua produzione, attraverso immagini di luoghi, paesaggi, popoli e persone raccolte lungo tutto il viaggio.
In questa ambientazione, coinvolgente ed emozionante, alcuni straordinari tappeti, scelti da Moshe Tabibnia nella sua collezione, segneranno i passaggi dei luoghi, delle culture, delle storie e dei popoli che vivono e viaggiano tra il Mediterraneo e l’Oriente.
“Carpet - afferma Gitai - propone un viaggio in diversi territori e rappresenta al contempo un oggetto concreto, ossia un bellissimo tappeto, frutto di tradizioni e abilità artigianali secolari, ma anche una metafora delle relazioni che nel corso dei secoli sono state intessute tra i popoli orientali nonché tra Oriente e Occidente”.
Al progetto di illuminazione della mostra ha contribuito Jean Kalman, impegnato in questi giorni a curare le luci del Fidelio, opera che aprirà la stagione scaligera.
Le suggestioni suggeritegli dalla sala delle Cariatidi, le cui decorazioni sono state in parte distrutte durante la seconda guerra mondiale, hanno portato Gitai a utilizzare il soffitto come un ideale schermo da proiezione. Lo stesso regista afferma che “con le sue statue andate in parte perdute e i suoi specchi antichi, questa sala davvero magnifica emana un fascino particolare. Ed è proprio qui che ho deciso di installare le proiezioni. Non ho voluto degli schermi al plasma: per me era importante che gli estratti venissero proiettati non su degli schermi ma direttamente sul soffitto, di modo che gli spettatori possano prendere coscienza di questa sala e della sua storia. Lo schermo è costituito dall’edificio stesso. Il contesto è importante: ciò vale sia per i film che per le mostre. E con contesto intendo sia le condizioni materiali che lo sfondo socio-politico”.
Accompagna la mostra un libro catalogo in tre separati volumi pubblicato - ciascuno dedicato ad una tappa della mostra - da GAmm Giunti in coedizione con Moshe Tabibnia Milano.
Uffici stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Anna Defrancesco, tel. 02 36 755 700
L’open stampa si terrà lunedì 1° dicembre:
ore 10.00 – 11.00
ingresso in mostra riservato a troupe televisive e radiofoniche
previo accredito
ore 11.00 – 14.00
open stampa riservato alla carta stampata, agenzie e web
alla presenza di Amos Gitai
Palazzo Reale
piazza Duomo, 12-Milano Lombardia Italia
Orario: lunedì 14.30 – 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30; giovedì e sabato 9.30 – 22.30.
Ingressi: Biglietto intero € 6,00 - Ridotto € 4,00 - Biglietto speciale visitatori Chagall €3,00
Non e' la rosa non e' il tulipano
2/12/2014
TRIENNALE DI MILANO, MILANO
Tener-a-mente... In mostra una selezione di opere di Gherardo Frassa, dai suoi fiori futuristi alle sculture da tavolo, da terra e da parete realizzate a mano. Una serie di suoi amici, designer, pittori e architetti, hanno realizzato appositamente per l'esposizione una serie di gioielli d'autore.
COMUNICATO STAMPA
a cura di Silvana Annicchiarico
Dal 3 dicembre 2014 al 11 gennaio 2015 Triennale Design Museum rende omaggio a Gherardo Frassa, recentemente scomparso, e al progetto Fiori di Latta da lui ideato.
In mostra una selezione di opere di Frassa a partire dai fiori futuristi del 1986 (sviluppo della Flora Meccanica Futurista disegnata nel 1930 da Oswaldo Bot ma mai realizzata) passando per le sculture da tavolo, da terra e da parete realizzate rigorosamente a mano (papaveri, rose, quadrifogli, margherite, tulipani) fino all’ultimo lavoro di Frassa, che ha chiesto ad amici designer, pittori e architetti di disegnare per la mostra uno o più oggetti a tema. Andrea Branzi, Pierluigi Cerri, Sergio Calatroni, Aldo Cibic, Edoardo Perri, Clara Rota, Giuseppe Ragazzini, Margherita Palli, m-ar (Renato J. Morganti), Cesare Rota Nodari, Angela Rui e Franca Silva hanno risposto all’appello con grande entusiasmo e ognuno, con il proprio stile, ha realizzato un piccolo gioiello d'autore che sarà esposto in Triennale.
Non è la rosa non è il tulipano vuole restituire l’ironia e l’anticonformismo di Gherardo Frassa, un uomo che ha fatto della sua vita una lunga e riuscita avventura artistica e umana: viaggi, incursioni corsare nel mondo della moda e del design, dell'arte e dell'artigianato, eventi, mostre, istallazioni e allestimenti. Il tutto caratterizzato da una inestinguibile passione per l'inconsueto, dall'amore per il dettaglio, dalla cura spasmodica del particolare, dal gusto per i materiali. Fiori di latta è l'ultimo progetto al quale Frassa si è dedicato ed è diventato presto un marchio noto sia in Italia che all'estero.
Nel 1986 i fiori futuristi di Frassa hanno illuminato le tavole di Palazzo Grassi a Venezia nell'ambito della mostra Futurismo Futurismi, curata da Pontus Hulten. L'anno dopo, nel 1987 Frassa ha disegnato, con l'amico artista Emilio Tadini, il logo Fiori di latta.
Dal 2010 ha ripreso vita il progetto Fiori di Latta nella versione attuale.
Non è la rosa non è il tulipano
Tener-a-mente…Gherardo Frassa
3 dicembre 2014 – 11 gennaio 2015
Le mostre del Triennale DesignCafé sono un progetto a cura di Silvana Annicchiarico, direttore del Triennale Design Museum
Ufficio stampa Fiori di Latta
Maria Chiara Salvanelli tel. +39 333 4580190, mariachiara@salvanelli.it
Triennale Design Museum
Damiano Gullì, tel. +39 02 72434241, damiano.gulli@triennale.org
Inaugurazione 2 dicembre alle 19
Triennale di Milano
viale Alemagna 6, Milano
Orari: martedì-domenica 10.30-20.30, giovedì 10.30-23.00
Ingresso libero
Dal 3 dicembre 2014 al 11 gennaio 2015 Triennale Design Museum rende omaggio a Gherardo Frassa, recentemente scomparso, e al progetto Fiori di Latta da lui ideato.
In mostra una selezione di opere di Frassa a partire dai fiori futuristi del 1986 (sviluppo della Flora Meccanica Futurista disegnata nel 1930 da Oswaldo Bot ma mai realizzata) passando per le sculture da tavolo, da terra e da parete realizzate rigorosamente a mano (papaveri, rose, quadrifogli, margherite, tulipani) fino all’ultimo lavoro di Frassa, che ha chiesto ad amici designer, pittori e architetti di disegnare per la mostra uno o più oggetti a tema. Andrea Branzi, Pierluigi Cerri, Sergio Calatroni, Aldo Cibic, Edoardo Perri, Clara Rota, Giuseppe Ragazzini, Margherita Palli, m-ar (Renato J. Morganti), Cesare Rota Nodari, Angela Rui e Franca Silva hanno risposto all’appello con grande entusiasmo e ognuno, con il proprio stile, ha realizzato un piccolo gioiello d'autore che sarà esposto in Triennale.
Non è la rosa non è il tulipano vuole restituire l’ironia e l’anticonformismo di Gherardo Frassa, un uomo che ha fatto della sua vita una lunga e riuscita avventura artistica e umana: viaggi, incursioni corsare nel mondo della moda e del design, dell'arte e dell'artigianato, eventi, mostre, istallazioni e allestimenti. Il tutto caratterizzato da una inestinguibile passione per l'inconsueto, dall'amore per il dettaglio, dalla cura spasmodica del particolare, dal gusto per i materiali. Fiori di latta è l'ultimo progetto al quale Frassa si è dedicato ed è diventato presto un marchio noto sia in Italia che all'estero.
Nel 1986 i fiori futuristi di Frassa hanno illuminato le tavole di Palazzo Grassi a Venezia nell'ambito della mostra Futurismo Futurismi, curata da Pontus Hulten. L'anno dopo, nel 1987 Frassa ha disegnato, con l'amico artista Emilio Tadini, il logo Fiori di latta.
Dal 2010 ha ripreso vita il progetto Fiori di Latta nella versione attuale.
Non è la rosa non è il tulipano
Tener-a-mente…Gherardo Frassa
3 dicembre 2014 – 11 gennaio 2015
Le mostre del Triennale DesignCafé sono un progetto a cura di Silvana Annicchiarico, direttore del Triennale Design Museum
Ufficio stampa Fiori di Latta
Maria Chiara Salvanelli tel. +39 333 4580190, mariachiara@salvanelli.it
Triennale Design Museum
Damiano Gullì, tel. +39 02 72434241, damiano.gulli@triennale.org
Inaugurazione 2 dicembre alle 19
Triennale di Milano
viale Alemagna 6, Milano
Orari: martedì-domenica 10.30-20.30, giovedì 10.30-23.00
Ingresso libero
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