giovedì 12 gennaio 2012

Atene - Galleria Nazionale


Rubata 'Testa di donna' di Picasso

Un particolare di 'Testa di donna' di Picasso (Foto dal sito della Galleria nazionale di Atene)

Furto alla Galleria nazionale di Atene

Atene - (Adnkronos/Dpa) - Il sistema di allarme del museo è scattato poco prima delle cinque di questa mattina e un addetto alla sicurezza avrebbe visto un uomo fuggire.

Atene, 9 gen. (Adnkronos/Dpa) - Una tela di Pablo Picasso è stata rubata nella Galleria nazionale di Atene. Lo ha riferito la radio statale greca, precisando che nel furto compiuto nelle prime ore di questa mattina sono stati portati via anche altri due quadri.

lunedì 9 gennaio 2012

Rubata 'Testa di donna' di Picasso


Un particolare di 'Testa di donna' di Picasso (Foto dal sito della Galleria nazionale di Atene)

Furto alla Galleria nazionale di Atene

Atene - (Adnkronos/Dpa) - Il sistema di allarme del museo è scattato poco prima delle cinque di questa mattina e un addetto alla sicurezza avrebbe visto un uomo fuggire.

Atene, 9 gen. (Adnkronos/Dpa) - Una tela di Pablo Picasso è stata rubata nella Galleria nazionale di Atene. Lo ha riferito la radio statale greca, precisando che nel furto compiuto nelle prime ore di questa mattina sono stati portati via anche altri due quadri.




Al momento non ci sono dati sul valore della tela 'Testa di donna' che Picasso dipinse nel 1934 o nel 1939 e che era stata donata al museo. Il quotidiano greco 'To Vima' precisa che la tela misura 56x40 centimetri. Il sistema di allarme del museo è scattato poco prima delle cinque di questa mattina e un addetto alla sicurezza avrebbe visto un uomo fuggire.


giovedì 5 gennaio 2012

GALLERIA: Laura Panno



LAURA PANNO

Laura Panno è nata a Montebelluna in provincia di Treviso nel 1954. Frequenta l’accademia di Belle Arti di Venezia dove studia sottio la guida, principalmente di Edmondo Bacci che l’artista aveva conosciuto e frequentato fin dagli anni del Liceo artistico. Si diploma nel 1976. Segue contemporaneamente i corsi estivi di arte astratta tenuti da Mario De Luigi a Salisburgo. Nel 1972 dopo aver preso confidenza con la lavorazione artistica del vetro di Murano partecipa alla Biennale di Venezia esponendo nel Padiglione di Arti Decorative un'opera eseguita in collaborazione con Livio Seguso

Nel 1979 si trasferisce a Milano, dove nel 1980 da luogo alla sua prima mostra personale presso la Galleria li Naviglio.

Due anni dopo ritorna alla Biennale di Venezia partecipando ad "Aperto 82" e successivamente allestisce una seconda mostra personale alla Galleria dell'Ariete a Milano. I suoi temi sono quelli del corpo umano nudo e della sua espressività, dipingendo e la pittura ad olio e l’utilizzo di materiali come le reti metalliche che completano il supporto espressivo della tela. L'incontro con artisti americani le mette davanti nuovi percorsi di ricerca e il rinnovando dei soggetti del proprio mondo poetico.

Docente di tecniche dell'incisione all'Accademia di Belle Arti di Brera, vive tra Milano e gli Stati Uniti.

Tra le personali fin qui effettuate vanno ricordate quella alla Garner Tullis Gallery di New York e quella milanese alla Fondazione Mudima e le numerose partecipazioni alla Biennale di Venezia, alla Biennale dell’arte di Milano, alla Triennale dell’incisione sempre di Milano.

A New York ha prodotto una serie di lavori ad encausto con l'editore Garner Tullis, dando vita al volume Tauriform (ed.Skira), corredato dallo storico, critico John Yau. Ha esposto a New York, Madrid, Milano e in spazi museali dell'Andalusia; a Parigi e Barbizon, in Francia. 



Da sempre appassionata dei media Fotografici, espone per la prima volta le sue fotografie alla galleria Fotografia Italiana Arte Contemporanea, Saint Tropez. 



martedì 3 gennaio 2012

Mimmo Paladino porta i suoi cavalli in una gigantesca pira


Salento sempre più in pista nella gara della contemporaneità made in Puglia. Dal 15 gennaio Mimmo Paladino porta i suoi cavalli in una gigantesca pira di vite di Negroamaro
pubblicato domenica 1 gennaio 2012
La Focara di Novoli

A Novoli, in provincia di Lecce, la notte del 16 Gennaio è un momento magico, il culmine della Festa del Fuoco, che inizia nove giorni prima e che si conclude nell'incendio di un'immensa pira formata da tralci di vite di Negroamaro, accatastate con perfetta maestria e con tecniche tramandate di generazione in generazione. In media per costruire un falò da venti metri circa di diametro per altrettanti di altezza occorrono dalle 80.000 alle 90.000 fascine. Si narra che la prima ”Fòcara” ebbe luogo nel 1905, quando una grande nevicata imbiancò la costruzione sacrificale poche ore prima della festa. In questo scenario a metà tra tradizione ed esoteria si colloca la partecipazione di Mimmo Paladino, che porta nel Salento i suoi cavalli che diventeranno parte integrante dell'immenso fuoco. Un'installazione che avrà del prodigioso e che mescolerà, come spiega il direttore artistico di FòcaraArte Toti Carpentieri «fede, costumanze, evocazioni, leggende, racconti e riferimenti letterari, tra scultura, installazione e ambiente». Una comunanza, quella tra arte e tradizione di Mimmo Paladino, che partiva dalla Transavanguardia che si riappropriava del gesto umano e della potenza della creazione pittorica. Mimmo Paladino celebra, con la Festa della Focara, una rappresentazione che ha una grande forza evocativa ponendo sui sentieri della memoria i suoi cavalli, realizzati in cartapesta, attraverso stampi originali. Una maniera visionaria per unire la linfa della tradizione e l'avanguardia che può accendere, è proprio il caso di dirlo, una manifestazione unica in tutto il mediterraneo. Che è stata inserita tra i beni della cultura immateriale della Regione Puglia e che aspira al riconoscimento dell'Unesco quale Patrimonio Intangibile dell'Umanità. (matteo bergamini)

domenica 1 gennaio 2012

La Transavanguardia Italiana. Milano - dal 23 novembre 2011 al 4 marzo 2012










PALAZZO REALE

Piazza Del Duomo 12 (20122)
+39 02875672





Il progetto comprende un ciclo progressivo di sei mostre dedicato alla Transavanguardia, movimento che sin dal suo nascere ha saputo puntare sull’identità della cultura italiana, inserendola a pieno titolo, e con una sua peculiare originalità, nel dibattito culturale internazionale degli ultimi quarant’anni. Nello stesso tempo ha portato l’arte contemporanea nostrana a un livello di attenzione, da parte di collezionisti e musei stranieri, del tutto nuovo. Da qui l’esigenza di rivisitare, in questo particolare anniversario, motivi ispiratori, immaginario ed eredità di questa esperienza, sia ripercorrendone la storia con una grande esposizione retrospettiva, sia indagando gli esiti ultimi raggiunti dagli artisti - tutti ormai internazionalmente noti - che di tale movimento sono stati i protagonisti.



orario: GIOVEDI’ 24 novembre APERTURA GRATUITA DALLE 18.30 ALLE 22.30
lunedì 14.30 - 19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 - 19.30
giovedì e sabato 9.30 - 22.30
ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: € 8,00 intero 
€ 6.00 ridotto 
€ 4,00 ridotto speciale
GIOVEDI’ 24 novembre APERTURA GRATUITA DALLE 18.30 ALLE 22.30
vernissage: 23 novembre 2011. h 18 su invito
ufficio stampa: SPAINI & PARTNERS
note: CONFERENZA STAMPA: mercoledì 23 novembre ore 11.30 | Palazzo Reale Sala Otto Colonne
genere: arte contemporanea, collettiva

La Befana







Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


La Befana, corruzione lessicale di epifania, da cui anche Pefana, attraverso bifanìa e befanìa, è una figura tipica di alcune regioni, diffusasi poi in tutta Italia. La Befana appartiene alle figure folkloristiche, dispensatrici di doni, legate alle festività natalizie. 
Come accennato, vi sono ancora taluni rarissimi luoghi in cui è rimasto nel linguaggio popolare il termine di Pefana (dal greco "Επιφαίνω") come per esempio nel paese di Montignoso nella Provincia di Massa-Carrara, con tradizioni non in linea con le consuete celebrazioni dell'Epifania

 

Tradizioni 


Secondo la tradizione italiana e di alcune parti nel mondo la Befana, raffigurata come una vecchia che vola su una scopa, fa visita ai bambini il 6 gennaio, durante la notte dell'epifania, per riempire le calze appositamente appese sul camino o vicino a una finestra.


In molte case per attirarla è tradizione lasciare un piattino con qualcosa con cui possa ristorarsi: generalmente si tratta di un mandarino, un'acciuga, un pezzo di aringa affumicata o qualche cipollina sotto aceto e un bicchiere di vino rosso.



Nel caso i bambini siano stati buoni, il contenuto delle calze sarà composto da caramelle, cioccolatini, farfamelle alla frutta, mandarini, noci, frutta secca e piccoli regali, in caso contrario conterranno carbone, (oggi si usa un preparato in zucchero colorato di nero a forma di carbone e molto duro da masticare).
Spesso la befana viene descritta come una vecchia, che vola su una scopa e ha una borsa o un sacco pieno di ogni squisitezza, regali per i bambini meritevoli, ma anche di carbone per i bambini che non sono stati buoni durante l'anno.

 

Simbologia

L'origine di questa figura va probabilmente connessa a tradizioni agrarie pagane relative all'anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo.
Difatti rappresenta la conclusione delle festività natalizie come interregno tra la fine dell'anno solare (solstizio invernale, Sol Invictus) e l'inizio dell'anno lunare.
Anticamente la dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. I Romani credevano che in queste dodici notti, figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri. A guidarle secondo alcuni era Diana, dea lunare legata alla vegetazione, secondo altri una divinità minore chiamata Satia (sazietà) o Abundia 
(abbondanza).
La Chiesa condannò con estremo rigore tali credenze, definendole frutto di influenze sataniche. Queste sovrapposizioni diedero origine a molte personificazioni che sfociarono nel Medioevo nella nostra Befana, il cui aspetto, benché benevolo, è chiaramente imparentato con la personificazione della strega.
L'aspetto da vecchia sarebbe dunque una raffigurazione dell'anno vecchio appena concluso. In molti paesi europei, dove esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all'inizio dell'anno (vedi ad esempio la Giubiana e il Panevin o Pignarûl, Casera, Seima o Brusa la vecia, oppure il Falò del vecchione che si svolge a Bologna a capodanno) il fantoccio della Befana veniva bruciato mentre in molte parti d'Italia l'uso di bruciare un fantoccio a forma di vecchia o di segare un fantoccio a forma di vecchia (in questo caso pieno di dolciumi), rientra invece tra i riti di fine Quaresima, sempre con il significato di porre fine all'anno vecchio.
In quest'ottica l'uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l'anno nuovo.
Un'ipotesi suggestiva è quella che collega la Befana con una festa romana, che si svolgeva all'inizio dell'anno in onore di Giano e di Strenia (da cui deriva il termine "strenna") e durante la quale si scambiavano regali.
La Befana si richiama pure ad alcune figure della mitologia germanica, Holda e Berchta, sempre come personificazione della natura invernale.
Secondo una versione "cristianizzata", i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una signora anziana. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli.
In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.
Il termine "befana" inteso come "fantoccio esposto la notte dell'epifania" fu già usato nel XIV secolo, poi da Francesco Berni nel 1535, da Agnolo Firenzuola una prima volta nel 1541.

 

Filastrocche popolari 


La Befana vien di notte

con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana
Viva, Viva La Befana!


da cui deriva la variante:
La Befana vien di notte

Con le scarpe tutte rotte
Col vestito alla romana
Viva, Viva La Befana!


Questa è una variante diffusa in Toscana:
La Befana vien di notte

con le scarpe tutte rotte
attraversa tutti i tetti
porta bambole e confetti


Altra variante:
La Befana vien di notte

con le scarpe tutte rotte
il vestito a trullallà
La Befana eccola qua!


La Befana vien di notte

con le scarpe tutte rotte
il vestito e la bandana
viene viena la Befana! 


in tedesco
die Befana kommt in der Nacht mit
gebrochenen Schühen
zum Rock mit patches
viva viva la Befana

Letterarie

Nel 1549 lo scrittore Agnolo Firenzuola la cita nelle sue Rime
Nel XVIII secolo il dotto fiorentino Domenico Maria Manni scrisse 
L'Istorica notizia delle origini e del significato delle befane

Incipit de La befana di Giovanni Pascoli:

Viene viene la Befana,

vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.

 



Filmografia 

La freccia azzurra, film d'animazione di Enzo D'Alò [1996].
5 gennaio, film islandese di ciclo alta tensione [1997].
S.O.S. Befana, regia di Francesco Vicario - film TV [2011].




KUNSTART 12: torna a marzo la fiera biennale per l'arte contemporanea emergente di Bolzano




Dal 16 al 18 marzo 2012 una kunStart emergente
kunstart 12 | dal 16 al 18 marzo 2012| bolzano
Con il nuovo titolo di "Biennial Art Fair For Emergent Contemporary Art", kunStart, da quest'anno organizzata con staff rinnovato e cadenza biennale direttamente da Fiera Bolzano S.p.A., si riposiziona come fiera orientata al contemporaneo emergente, con stand 'all inclusive' a prezzi accessibili, un award per i nuovi talenti (www.glocalrookie.it) e strumenti di promozione specifici per le realtà emergenti del mercato d'arte internazionale (focus geografico 2012: Corea del Sud).

KunStart si rivolge in primo luogo alle gallerie di arte contemporanea emergente, privilegiando le proposte relative ad artisti emergenti e la produzione dei giovani, nonché la provenienza geografica da contesti che possano considerarsi in via di sviluppo/emergenti.

Situata in un contesto esso stesso periferico e di recente ma intenso sviluppo per la produzione artistica contemporanea, questa giovane fiera anche grazie alla propria posizione geografica di confine può costituire un luogo di incontro e interscambio ideale per le gallerie emergenti da diverse realtà europee e specie collegando i paesi contigui dell'arco alpino tedesco alla consolidata realtà del mercato italiano, tentando allo stesso tempo un'apertura verso i nuovi stimoli provenienti dall'Europa orientale.

Non solo in un' ottica di promozione della produzione emergente, ma nella piena consapevolezza delle opportunità commerciali che riserva l'ampliamento del mercato nel segmento "affordable", kunStart oltre ai collezionisti coinvolge un pubblico variegato e per le vendite a prezzi accessibili può contare su una vasta affluenza (20.000 visitatori) anche grazie all'abbinamento con la fiera di interior design "Arredo".

L'organizzazione biennale non solo limita la saturazione del mercato e delle idee, ma favorisce l'ampliamento delle attività collaterali e il coordinamento delle iniziative realizzate in collaborazione con le realtà museali ed associazioni culturali del territorio grazie a una pianificazione di medio-lungo termine.

La fiera è pensata per offrire soluzioni adatte alle esigenze delle giovani gallerie e strumenti specifici di promozione per l'arte emergente.

Segui i nuovi progetti sul sito www.kunstart.it


kunStart 12
biennial art fair for emerging contemporary art
Fiera Bolzano
16-18 marzo 2012
orario 10.00 - 18.00
Per ulteriori informazioni:
tel: +39 0471 516 032

Immagine:
Marco Querin, FUCK ALL YOUR GUNS, 2010 - winner of the competion "The Glocal Rookie of the Year 2010" courtesy Studiò di Giovanna Simonetta, Milano.